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Fiaschi (Forum Terzo settore): «Il tavolo sulle norme fiscali proposto da Conte è necessario»

10 Dicembre Dic 2020 1014 10 dicembre 2020

L’iniziativa del Presidente Conte per costituire un tavolo tecnico su questa delicatissima materia, è iniziativa utile e necessaria. E non sarebbe l’ennesimo tavolo di confronto ma il primo con il coinvolgimento di tutti gli interessati: soggetti istituzionali e rappresentanza del Terzo Settore. Si può procedere rapidamente, possono bastare poche settimane di un buon lavoro

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Claudia Fiaschi
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L’iniziativa del Presidente Conte per costituire un tavolo tecnico su questa delicatissima materia, è iniziativa utile e necessaria. E non sarebbe l’ennesimo tavolo di confronto ma il primo con il coinvolgimento di tutti gli interessati: soggetti istituzionali e rappresentanza del Terzo Settore. Si può procedere rapidamente, possono bastare poche settimane di un buon lavoro

Caro Riccardo, vorremmo intervenire anche noi nel dibattito che si è aperto dopo il tuo commento al messaggio di saluto del Presidente Conte nella giornata del volontariato.

Dico subito che il Forum è tra quelli che hanno apprezzato l’impegno del Presidente a promuovere la costituzione di un tavolo tecnico sulle norme fiscali per gli ETS introdotte dal nuovo codice. Faccio un breve passo indietro. Quando, tre anni fa, fu approvato il D.Lgs 117/17 ci accorgemmo subito che la parte fiscale era quella meno riuscita della riforma. E durante la concitata interlocuzione che avemmo col Governo di allora sul testo della riforma, la parte fiscale non fu oggetto di confronto, era infatti ancora in corso di definizione. Fatto sta che il testo di diversi articoli è estremamente complesso, a volte contraddittorio e si presta ad interpretazioni non univoche e potenzialmente molto onerose per nuovi adempimenti e carico fiscale.

L’articolo 79 è l’esempio più evidente, ma non è l’unico. Il decreto correttivo avrebbe dovuto risolvere, almeno in parte, questi problemi. Ma, come si ricorderà, il Consiglio di Stato bocciò questa parte del nuovo provvedimento e non se ne fece più nulla.
Non c’è dubbio che impostare il nuovo quadro fiscale in termini di “eccezione” alla normativa generale piuttosto che ridisegnarla in modo organico è stata una scelta poco coraggiosa e probabilmente poco saggia.

Dato il quadro esistente, Il Forum ha più volte sollecitato le amministrazioni competenti, in primis l’Agenzia delle entrate, ad emanare una circolare interpretativa che facesse chiarezza dei punti più oscuri delle nuove norme fiscali e che fosse in coerenza con lo spirito di promozione e “favore” per il Terzo Settore disegnato dalla riforma. Ma la nostra iniziativa non ha avuto successo.

In questo contesto, inoltrare all’Unione Europea l’autorizzazione ci sembra poco ragionevole e molto rischioso. Non si può chiedere alla UE l’applicazione di norme delle quali è ancora incerto l’impatto. E il famigerato art. 108 di questa legge di bilancio, che fa seguito ad una procedura di infrazione della UE di cui non si aveva notizia, testimonia delle conseguenze che potrebbero produrre iniziative poco meditate. Molto meglio procedere ad una verifica organica di tutto l’impianto, correggere quello che è necessario e, solo dopo, chiedere l’autorizzazione alla UE, magari impegnando i parlamentari italiani, di tutti gruppi politici, a sostenere il valore e la specificità del Terzo settore italiano nelle sedi europee.

Questo è il motivo per cui riteniamo che l’iniziativa del Presidente Conte per costituire un tavolo tecnico su questa delicatissima materia, sia utile e necessaria. E non sarebbe l’ennesimo tavolo di confronto ma il primo con il coinvolgimento di tutti gli interessati: soggetti istituzionali e rappresentanza del TS. La fiscalità è un tema strategico e può rappresentare un volano per lo sviluppo del Terzo settore ma se non verrà affrontato con la necessaria attenzione il rischio è che ponga fuori gioco buona parte del nostro mondo e metta in crisi la stessa implementazione della riforma. Siamo nell’imminenza dell’entrata in funzione del Registro unico nazionale, non si può chiedere a decine di migliaia di organizzazioni di fare scelte determinati per il proprio futuro senza offrire loro un quadro chiaro di ciò che le attende.

Dopo tre anni le questioni sono chiare, si può procedere rapidamente, possono bastare poche settimane di un buon lavoro per dare nuovo impulso ad una legge che tutto il Terzo settore attende di poter utilizzare appieno.

*Portavoce Forum nazionale del Terzo settore

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