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Non profit

Effetto Covid: per il 41% delle ONP le entrate sono più che dimezzate

14 Dicembre Dic 2020 1618 14 dicembre 2020
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Italia Non Profit presenta il nuovo Data Hub sul non profit e la filantropia italiana nell'emergenza. Si chiama Non Profit_Philanthropy_Social Good Covid-19 Report 2020. Dati e trend, problemi e risorse: strumenti per leggere in filigrana cosa sta accadendo al non profit italiano nel passaggio dall’emergenza sanitaria alla crisi di sostenibilità sistemica, per sostenerlo al meglio. Una urgenza, perché il 22% delle ONP vede a rischio più del 50% dei propri posti di lavoro

«Nel passaggio dall’emergenza sanitaria alla crisi di sostenibilità sistemica del Paese è fondamentale il ruolo delle ONP e il ruolo di supporto ad esse degli enti filantropici in modo nuovo, più informato, connesso e sprtiamo efficace. Il Data Hub che lanciamo oggi è punto di arrivo e insieme di partenza, speriamo possa cambiare il modo in cui guardiamo le ONP, non solo per la loro attività di supplenza per colmare i buchi di un welfare italiano ma con approcci abilitanti e meno pianificanti»: con queste parole Carola Carazzone, Segretario Generale di Assifero ha presentato questa mattina il Non Profit_Philanthropy_Social Good Covid-19 Report 2020, il portale che presenta lo stato degli enti non profit italiani in relazione all’emergenza sanitaria e gli aiuti a supporto del Terzo Settore messi in campo da fondazioni ed enti filantropici realizzato da Italia Non Profit. «Grazie a questo importante sforzo, oggi siamo in grado di interpretare le risorse messe in campo dalle fondazioni e enti filantropici ed i bisogni delle organizzazioni del Terzo Settore: questi dati rappresentano una piattaforma fondamentale per il lavoro di confronto, approfondimento e proposta che porteremo avanti nei prossimi mesi. Il Covid-19 ha mostrato in modo feroce le potenzialità che della filantropia italiana, che rispetto ad altri donatori ha un suo ruolo distintivo, quello di grande complementarietà. Ora la sfida è portare a fattore comune le diverse esperienze, fare sistema attraverso la formazione e il dialogo tra organizzazioni perché fondazioni ed enti filantropici diventino uno dei “motori” per una società più equa e uno sviluppo umano sostenibile» E ancora: «I fondi vincolati solo alle attività progettuali non funzionano più e non riescono più a rispondere alle sfide. Abbiamo imparato in questi mesi che la progettazione pedissequa, come l’abbiamo imparata per 30 anni, per progetti di medio e breve termine, non serve. Servono approcci più abilitanti e meno pianificanti».

Il Non Profit_Philanthropy_Social Good Covid-19 Report 2020 è uno spazio che vuole mettere a sistema opportunità, notizie e iniziative utili per guidare organizzazioni, cittadini e la filantropia istituzionale nella comprensione del contesto italiano e internazionale. Un Data Hub in costante aggiornamento, accessibile e gratuito che alla mappatura degli aiuti della filantropia italiana per l’emergenza affianca una indagine nazionale con 1.378 rispondenti tra Associazioni, Fondazioni, Comitati, Imprese Sociale, Cooperative sociali, APS, ODV, ONG da tutta Italia.

«Chi aiuta il non profit sostiene il Paese, investendo nelle organizzazioni che - è un fatto - sono i soggetti che più facilmente si accorgono dei bisogni vecchi e nuovi della gente. La filantropia e i donatori sono parte essenziale di questa ripresa perché chi sostiene il non profit investe sul futuro di tutti. Per questo servono visione, concretezza e nuove forme di solidarietà e soprattutto la consapevolezza che lo stato in cui versa il Non Profit ci riguarda tutti da vicino», afferma Giulia Frangione, CEO di Italia non profit.

La fotografia degli aiuti

Aprile-luglio: questo è l’arco temporale per questa prima fotografia, a cui ne seguirà un’altra per i mesi successivi e l’azione proseguirà anche nel 2021. La mappatura al momento ci mostra 975 iniziative, per 785,55 milioni di euro di donazioni e fondi, con 722 soggetti donatori. Le iniziativa a favore del non profit sono 241. Le iniziative di supporto hanno coinvolto tutto il territorio nazionale e la Lombardia, la regione più colpita dalla prima ondata, è quella che ha ricevuto più supporto, con 326 iniziative mappate, seguita da Emilia-Romagna (101), Piemonte (89) e Veneto (85). Le industry più attive nell’ambito della solidarietà sono state Banche e Assicurazioni (159), il comparto Agroalimentare e Zootecnico (64), Manifattura e Industria (40). Le forme di supporto più diffuse sono state i contributi in denaro (468) ma, data la natura dell’emergenza, sono state numerose le donazioni di beni (205) e servizi (165). Gli aiuti nella prima fase si sono orientati in maniera massiccia in favore degli ospedali, ma anche degli enti non profit, della pubblica amministrazione, della protezione civile e di singole famiglie/cittadini.

La fotografia del Terzo settore

Che sta succedendo al Terzo settore? Come sta vivendo questo tsunami? L’indagine nazionale che ha chiesto di descrivere l’impatto dell’emergenza (quali attività sospese? quali le ripercussione finanziarie? la raccolta fondi si è bloccata? i posti di lavoro sono a rischio?) e le reazioni messe in atto (strategie finanziarie, trasformazione digitale, diversificazione delle entrate e delle attività) raccontano di ONP che stanno fronteggiano un enorme aumento della domanda e insieme un’enorme diminuzione delle entrate, con il 41% delle ONP che stima per il 2020 una riduzione delle entrate superiore al 50% e solo un 7% che non ha visto riduzione delle entrate rispetto al 2019.

I “segnali di futuro”

Come il non profit si sta ripensando? Come sta pensando di attrezzarsi per altre onde d’urto come questa? Sul fronte del ripensamento delle attività istituzionali, per 4 su 10 non è possibile trasferirle online. Il 37% in realtà non sta facendo nulla per limitare l’impatto finanziario dell’emergenza, un 21% è ricorso alla cassa integrazione, quasi il 10% ha aperto linee di credito. Per il futuro, 2 su 10 pensano di investire nella raccolta fondi ma si fa strada anche la consapevolezza dell’urgenza di altri tipo di investimento, come la creazione di riserve finanziarie per far fronte ad eventuali altre crisi, l’investimento sulla bramd awareness e quello sul capacity building. «Le ONP hanno percepito l’importanza del digitale e hanno colto quanto non è stato fatto nel passato… Alla domanda su come spendereste un voucher servizi, tante risposte hanno citato proprio la formazione su strumenti digitali e l’introduzione del digitale nella organizzazione», spiega Italia Non Profit, che ha registrato un ingresso dirompente dei SAS software anche nelle ONP. «Il CRM specialist ad esempio è una nuova figura professionale di cui non possono dotarsi solo le grandi organizzazioni, diventa una figura necessaria perché è il contatto di fatto con il donatore».

Photo by Micheile Henderson on Unsplash

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