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Disabilità

La solidarietà dei “cacciatori di sogni” per i ragazzi che non possono afferrare

17 Dicembre Dic 2020 1619 17 dicembre 2020
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Avverare il sogno di un ragazzo che l’ha chiuso anzitempo nel cassetto per via di una malattia e dei problemi economici della famiglia, ora è possibile. Grazie ai cacciatori di sogni

I sogni hanno il potere di dare forza e di far andare al di là degli ostacoli che la vita mette davanti. Ma i sogni non possono tutto, a volte sono destinati a restare nel cassetto perché si è un ragazzo affetto da gravi patologie che limitano gli spostamenti, e la famiglia non può permettersi i costi che un viaggio ha.

Francesco

Ci sono però giovani, come Francesco, che nonostante la malattia che lo limita a livello motorio, continuano a coltivare il proprio sogno. «Francesco ha sempre avuto una passione sfrenata per i motori. Il suo sogno? Salire a bordo di una Ferrari. A ottobre - nonostante le difficoltà aggiuntive, imposte dal covid per realizzare questo sogno - è stato ospitato a Maranello: la fabbrica, il museo del Cavallino, la Motor Gallery, una Ferrari Portofino tutta per lui. Emozioni indimenticabili per il ragazzo e per noi che abbiamo reso possibile il suo sogno», spiega Isabella Brega, giornalista, capo redattore dello rivista e del sito del Touring Club Italiano e vicepresidente dell’associazione che ha reso realtà il sogno di Francesco, Dreamcatchers Onlus.

ognare al di là della disabilità, della malattia e della pandemia

«Con il nome ci siamo ispirati all’acchiappasogni, un talismano legato ai nativi americani, che è formato da una rete di perline che serve a trattenere i sogni più belli, e da un cerchio centrale più piccolo, per risucchiare quelli brutti. L’Associazione Dreamcatchers Onlus - continua Brega - ha infatti l’obiettivo di aiutare bambini e ragazzi affetti da gravi patologie a realizzare i loro sogni di viaggio ed esperienze, alleggerendo in qualche modo il percorso in salita che la vita ha riservato loro. È stato così con il rombo inconfondibile della Ferrari, che Francesco definisce “sound”, e che grazie all’associazione è diventato la colonna sonora del suo sogno. Infatti Francesco è finalmente riuscito a rendere reale ciò che pensava essere solo un desiderio irraggiungibile. «Ma, come abbiamo detto a Francesco, i sogni spesso e quando meno te lo aspetti, si avverano».

Diventare “cacciatori di sogni”
Questi ragazzi si trovano troppo spesso costretti a rinunciare ai propri desideri, per via della propria salute e a causa della situazione economica della famiglia, ma ora i loro sogni si possono avverare grazie ai “cacciatori di sogni”. Prima di Francesco, era Jacopo ad avere il suo sogno nel cassetto da realizzare: volare a Barcellona, conoscere Messi e chiedergli una maglia. «Jacopo si è spento a dicembre dello scorso anno quando aveva solo 16 anni, circondato dai familiari. La sua mamma, Erika, oggi è diventata il volto di Dreamcatchers», spiega Isabella Brega, ora anche lei è una “cacciatrice di sogni” per altri giovani. Cacciatori di sogni è anche il nome dell’associazione nata dalla difficile esperienza di Jacopo e dalla voglia di alcuni professionisti nell’ambito del turismo e dei viaggi: «Con me dall’inizio ci sono Anna Maria Terzi, Claudio Pina, Maurizio Fabbro e Virginia Turano. Dopo aver conosciuto Jacopo siamo rimasti stregati dal suo sorriso e dal carattere di un lottatore. Così abbiamo scelto di realizzare con le nostro competenze questo progetto e avverare i sogni di ragazzi e portare loro e alle famiglie, la felicità che meritano», aggiunge la vice presidente dell’associazione.

Il sorriso che fa viaggiare oltre la malattia
Dreamcatchers è diventata dunque un punto di riferimento per genitori che vivono la stessa esperienza di mamma Erika, e che ora grazie all’associazione hanno la possibilità di realizzare i sogni di solo figli ammalati e con gravi disabilità. «Cerchiamo di raccogliere i loro desideri e avvicinarci il più possibile ai loro sogni. Il regalo più grande è vederli sorridere con il cuore perché vivono qualcosa che potevano soltanto sognare – afferma Brega -. La gioia negli occhi di questi ragazzi che dà lo slancio per continuare a credere nel progetto dei Dreamcatchers, che ad oggi vanta centinaia di collaborazioni». Una vera, incredibile, catena di solidarietà. Che non si è interrotta con la pandemia.

Con la pandemia il sogna da a casa dei bambini

Eleonora

«Ele, così le piace essere chiamata, è una ragazza di 22 anni che convive da tempo con una malattia rara che la costringe all’uso della sedia a rotelle, è stata alcuni giorni da Bolzano, la prima città italiana ad aprire in sicurezza dopo il lockdown primaverile e dove ha realizzato il suo sogno di immergersi nella natura e di fotografarne le bellezze. La sua passione», spiega la vicepresidente dell’associazione. Alcune volte non è proprio possibile catturare il “sogno di viaggio” perché alcune terapie impediscono di volare lontano da casa. E se a questo aggiungiamo la pandemia, il sogno rischia di essere impossibile da realizzare. «Come Dreamcatchers abbiamo deciso di far volare il sogno di Mattia direttamente a casa sua: a domicilio abbiamo regalato un momento di gioia con un pallone firmato dai giocatori del Milan, una maglietta di Ibra con dedica e i guanti del giovane portiere Gigio Donnarumma».

Mattia

Il sogno di chi realizza i sogni
Finora l’associazione è andata alla ricerca di ragazzi e famiglie disposte a farsi aiutare ad esaudire i sogni dei loro figli, ma il desiderio più grande è mettere a disposizione le conoscenze, i contatti, i fondi dell’associazione Dreamcatchers per tutti i giovani che in Italia stanno combattendo una grave malattia. «Quello che stiamo riscontrando anche in questo 2020 dove il turismo e gli spostamenti sono stati ridimensionati, è una grande prova di solidarietà. Stiamo trovando sempre più porte aperte per questi ragazzi. Tutti sono pronti a dare una mano», racconta Isabella Brega. E non appena la pandemia finirà, i viaggi ripartiranno nella più totale sicurezza, i cacciatori sogni di Dreamcatchers Onlus potranno tornare a regalare ai giovani e alle rispettive famiglie quell’esperienza fin lì custodita nel cassetto.

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