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Caro Conte, è l'ora della conversione del debito dei Paesi più fragili

5 Gennaio Gen 2021 1010 05 gennaio 2021

Link 2007 rinnova la richiesta al presidente del Consiglio, come presidente del G20: “Si tratta di una iniziativa ineludibile in questa fase di crisi globale ed è di rilevante importanza politica per il ruolo e il riconoscimento internazionale dell’Italia”

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Link 2007 rinnova la richiesta al presidente del Consiglio, come presidente del G20: “Si tratta di una iniziativa ineludibile in questa fase di crisi globale ed è di rilevante importanza politica per il ruolo e il riconoscimento internazionale dell’Italia”

Con una lettera di inizio anno LINK 2007 chiede al presidente Conte che “tra i temi della dichiarazione del Vertice di Roma di fine Ottobre sia inserita la disponibilità del G20 a rilasciare risorse del debito per iniziative finalizzate agli obiettivi di sviluppo sostenibile”. È un tema, questo della riconversione e riduzione del debito dei Paesi più fragili, che è oggetto di appelli a livello globale, da papa Francesco al segretario generale ONU Guterres, a centinaia di istituzioni e di organizzazioni della società civile che chiedono di andare oltre la sospensione del pagamento del debito già decisa dal G20 e dalla istituzioni finanziarie internazionali.

La crescita delle diseguaglianze è uno dei più gravi effetti della crisi globale provocata dalla pandemia Covid-19. Gli esseri umani ne sono toccati in modo diseguale con punte di gravità preoccupanti, rendendo più lontani gli obiettivi che le comunità politiche e di governance globale si sono posti con l’Agenda 2030. I poveri del pianeta sono i più colpiti e sono in aumento in ogni continente (v. Vita).

La lettera di LINK a Conte fa riferimento alle conclusioni del precedente G20. “La Debt Service Suspension Initiative (DSSI) è un passo sicuramente importante ma non sufficiente. La stessa dichiarazione del Vertice di Riyad l’ha riconosciuto e ha appoggiato il “Common Framework for Debt Treatments beyond the DSSI”. Accanto alla cancellazione in paesi particolarmente fragili, la conversione del debito in un fondo di contropartita in valuta locale finalizzato a investimenti per lo sviluppo sostenibile è uno dei più efficaci strumenti di rinegoziazione del debito per andare ‘oltre’ la DSSI contribuendo al contempo all’attuazione dell’Agenda 2030”.

Le motivazioni sono riassunte in pochi convincenti paragrafi della lettera.

“La crisi in corso non ha precedenti, sta sconvolgendo il mondo e l’economia globale aumentando le divergenze tra paesi e all’interno dei paesi. Le conseguenze economiche della pandemia stanno colpendo duramente non solo paesi già deboli ma anche economie emergenti aggravando situazioni già difficili.

“Alcuni Stati non sono più in grado di erogare nemmeno i servizi essenziali di base e di mantenere forme di controllo sul territorio e sulla popolazione, con il rischio di crescenti tensioni sociali che non saranno limitate ai confini nazionali. La profonda recessione, con l’aumento delle disuguaglianze, della povertà, della mancanza dei mezzi di sussistenza per centinaia di milioni di persone può inoltre innescare nuove ondate migratorie.

Serve un nuovo e deciso contratto di solidarietà. Oltre agli sforzi congiunti per affrontare la crisi sanitaria e per favorire il riavvio della crescita dell'economia globale, oltre al sostegno che la cooperazione internazionale dovrà continuare a fornire, si rende necessaria un’azione congiunta e lungimirante dei paesi del G20.

“La conversione del debito in valuta locale può permettere la realizzazione di progetti sia di resilienza che di sviluppo e di investimenti per far fronte alle conseguenze della pandemia, coinvolgendo sia il settore pubblico che quello privato. E può in parte sopperire alla contrazione delle rimesse dall’estero, favorendo le comunità e le fasce più bisognose della popolazione, sia in aree urbane che rurali.

“LINK 2007, che associa alcune tra le più importanti Ong di cooperazione internazionale e aiuto umanitario, sta sostenendo l’iniziativa per la riconversione del debito dei Pvs, inserendosi nell’ampio consenso internazionale in merito, a livello sociale, religioso, politico e istituzionale. Abbiamo diffuso il documento Release G20 che illustra l’interesse e la fattibilità di una simile iniziativa.

Infine l’appello a Conte.

Presidente, senza la Sua adesione all’dea della necessità di un’ampia riconversione del debito in questa fase recessiva globale e, soprattutto, senza l’inserimento di un’apertura in tal senso tra le decisioni del G20 che Lei presiede, tale ampio consenso rischia però di andare perso e con esso il beneficio politico che l’Italia potrebbe trarne a livello internazionale”.

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