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Terzo settore

In Lombardia sopravvivenza a rischio per migliaia di enti non profit

29 Gennaio Gen 2021 1057 29 gennaio 2021
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La stima di Fondazione Cariplo e Istat sugli effetti della pandemia sulla sostenibilità delle non profit lombarde nel 2020 parla di una perdita di 1 miliardo di euro. A rischio l'occupazione di 57 mila persone, la tenuta nelle comunità e i servizi per i più fragili. I dati pubblicati in: “L’impatto del Covid-19 sugli Enti di terzo settore. Prime stime sui dati delle candidature al Bando lets go!”

Il Terzo settore lombardo sta soffrendo le conseguenze della pandemia da Covid-19. A dirlo una stima sull’impatto per gli Ets (Enti del Terzo settore) della Lombardia prodotta da Fondazione Cariplo, con la collaborazione dell’Istat e realizzata a partire dalle informazioni fornite dagli enti in occasione della presentazione delle loro richieste di contributo sul bando Lets Go!, promosso, a giugno del 2020, dalla stessa Fondazione Cariplo in collaborazione con Fondazione Vismara e con il sistema delle fondazioni di comunità.
L’analisi realizzata nei mesi scorsi che ha dato origine a una pubblicazione inserita nella collana dei Quaderni dell’Osservatorio di Fondazione Cariplo dal titolo “L’impatto del Covid-19 sugli enti di terzo settore. Prime stime sui dati delle candidature al Bando lets go!”

Le stime riguardano un aggregato costituito da oltre 33mila Ets (rispetto agli 87mila operativi in Lombardia e Piemonte) che occupano oltre 200mila addetti (sui 260mila del territorio considerato). Attraverso il contributo metodologico dell’Istat – precisa una nota - è stato possibile ridurre le distorsioni statistiche e dunque ottenere una serie di utili indicazioni circa lo stato di salute del Terzo settore lombardo.

«La ricerca realizzata con Istat ci restituisce la fotografia di un’infrastruttura in pericolo: il sistema di legami, di attività e di servizi generati dal Terzo settore per le persone e le comunità ha subito un duro colpo e rischia di non sopravvivere» commenta Giovanni Fosti, presidente Fondazione Cariplo. «Le iniziative del Terzo Settore in campo ambientale, in ambito culturale e nei servizi alla persona sono cruciali per la tenuta del nostro Paese e il loro indebolimento è una minaccia sociale ed economica per tutti. Per questo dobbiamo reagire insieme: sostenendo i soggetti che operano sul territorio e cercando di conoscere sempre meglio la realtà per intervenire in modo efficace».
«Si tratta di una ricerca statistica interessante», spiega il presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo, «il nostro Istituto ha collaborato volentieri affinché questo lavoro avesse la solidità scientifica e metodologica per essere uno strumento utile per la conoscenza degli effetti della pandemia in un settore che svolge un ruolo cruciale nel Paese».

L’analisi

Già nel trimestre marzo-maggio 2020, gli Ets hanno registrato un peggioramento medio di oltre 11mila euro nella differenza tra ricavi e costi. Per l’insieme delle organizzazioni analizzate, la perdita complessiva del trimestre è pari a circa un miliardo di euro, con un peggioramento di oltre 375 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2019.
Se questo è il peggioramento che gli enti hanno effettivamente sperimentato, ancora più preoccupanti sono le previsioni sull’intero 2020.

I proventi annui hanno registrato un aumento tendenziale nel triennio 2017-2019, passando da una media di circa 348mila euro a circa 382mila euro. Se il trend fosse proseguito, nel 2020 gli enti avrebbero sfiorato incassi medi pari a 400mila euro. La previsione per il 2020 si ferma invece a circa 301mila euro, con un peggioramento stimato di circa 98mila euro rispetto alle attese pre-crisi. In valore assoluto, per l’intero settore, la riduzione dei proventi rispetto alla media all’attesa pre-crisi è stimabile in circa 3,3 miliardi di euro. In termini percentuali, la riduzione stimata rappresenta all’incirca il 27% del fatturato medio annuo del triennio.

Passando alle previsioni rispetto al risultato di fine anno, gli enti in perdita sarebbero circa due terzi (erano poco meno di un terzo del totale nel triennio 2017-2019). In particolare, il risultato netto di esercizio era in media positivo e pari a circa 5mila euro nel triennio 2017-2019. Per il 2020, invece, si prevede una perdita media per organizzazione di circa 30mila euro; in valore assoluto, per l’intero settore, la perdita complessiva è stimabile in circa 1 miliardo di euro.

Le perdite previste per il 2020 rappresentano all’incirca l’8,2% del patrimonio netto complessivamente accumulato dagli enti a fine 2019.
Gli Ets hanno attuato diverse strategie per fare fronte alla crisi, sia attive (nuovi investimenti, riconversione della produzione, rimodulazione dei servizi, accelerazione della trasformazione digitale) sia passive (cassa integrazione, richiesta di misure di sostegno, ecc.).

Ciononostante, le stime fanno supporre l’esistenza di un rischio elevato per la continuità operativa di alcuni Ets: stimiamo infatti che circa un quarto (57mila) dei posti di lavoro del settore possa essere a rischio, in particolare per gli enti le cui attività non erano ancora riprese a fine giugno (alcuni dei quali si trovano nuovamente fermi a causa dei blocchi legati alla seconda ondata della pandemia).

L’interruzione o la riduzione delle attività degli Ets non potrà non avere ripercussioni anche sui loro utenti. Mentre – precisa ancora la nota - è quasi impossibile calcolare quanti servizi siano a rischio di interruzione e quanti utenti saranno danneggiati da queste interruzioni, non è difficile immaginare che le ripercussioni più gravi saranno quelle che interesseranno le fasce più deboli della popolazione.

Il bando Lets Go!

Proprio per cercare di contenere i danni inflitti alle fasce più deboli, la Fondazione Cariplo, insieme alla Fondazione Vismara e al sistema delle fondazioni di comunità lombarde e del Verbano ha emanato il bando Lets Go! che mira ad aiutare gli Ets lombardi durante la pandemia per consentire loro di continuare a sostenere i cittadini più deboli, la cultura e l’ambiente durante questo periodo difficile.

Il bando è stato destinato agli oltre 7mila Ets che, tra il 2010 e il 2020, hanno beneficiato di almeno un contributo degli enti promotori. Le risorse complessivamente erogate a fondo perduto ai 393 destinatari (su quasi 1.400 richiedenti) attivi nei settori dell’ambiente, della cultura e dei servizi alla persona ammontano ad oltre 15,5 milioni di euro, con contributi medi pari a circa 40mila euro (il 65% del richiesto). Tenendo conto della gravità della situazione, le risorse stanziate sono state messe tempestivamente a disposizione degli enti, tanto che l’intero processo di selezione delle richieste di contributo si è svolto in meno di 90 giorni (dalla presentazione delle richieste alla delibera delle erogazioni) e a dicembre 2020 erano stati liquidati quasi 12 milioni di euro a titolo di anticipazione. Un sollievo significativo, considerando che le attività per le quali è stato richiesto il sostegno pesano per oltre il 42% sul bilancio economico degli enti, e vi sono direttamente impegnate 12.700 persone retribuite e più di 8.600 volontari.

Le 393 organizzazioni sostenute sono, per oltre il 60%, attive nel settore dei servizi alla persona, in primis servizi per l’infanzia e legati alla gestione delle strutture comunitarie e residenziali per persone anziane o con disabilità; il 30% afferisce al settore culturale e in particolare svolge attività formative ed educative, di produzione di spettacoli artistici, gestione di sale cinematografiche per lo più collocate in aree decentrate e periferiche; infine, il 20% delle organizzazioni opera nell’ambito ambientale e nel sostentamento di attività formative ed educative rivolte ai ragazzi e alla cittadinanza, come pure di iniziative di cura e di sensibilizzazione per proteggere gli habitat a rischio.

In apertura photo by Forest Simon on Unsplash

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