Crisi di Governo

Dalle proposte del Pd per il nuovo Governo è sparita la politica estera

10 Febbraio Feb 2021 1057 10 febbraio 2021

La delusione della portavoce delle Ong italiane in un post sul suo profilo Facebook, “Come è possibile oggi avere attenzione per le Politiche migratorie senza una chiara linea programmatica di Politica estera? In generale, tagliar fuori la Politica estera non è esercizio di coerenza. Come è possibile espungere un capitolo tanto importante dalle proposte programmatiche?”

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Silvia Stilli
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La delusione della portavoce delle Ong italiane in un post sul suo profilo Facebook, “Come è possibile oggi avere attenzione per le Politiche migratorie senza una chiara linea programmatica di Politica estera? In generale, tagliar fuori la Politica estera non è esercizio di coerenza. Come è possibile espungere un capitolo tanto importante dalle proposte programmatiche?”

Ho scaricato dal sito istituzionale del Partito Democratico ieri, fresco fresco di redazione, il documento programmatico con le proposte prioritarie per il Premier incaricato Mario Draghi. Assente la Politica Estera. Della serie: cancelliamo il nostro passato, le sensibilità delle due componenti che hanno dato vita al PD stesso. Della serie: Europa sì, Mondo mah... Come può fare politica in Europa e come pensa di contare sui tavoli internazionali un partito che non mette in priorità una visione globale?

Eppure il Pd esprime personalità che svolgono ruoli di questo ‘calibro’:basti pensare al recente incarico alla FAO di Maurizio Martina (ex Ministro ed ex Segretario del PD). La storia di una certa DC e del PCI (e PDS e DS e PD) narra di personalità politiche, parlamentari e ministre e ministri, sottosegretari/e che hanno avuto ruoli determinanti nelle situazioni di conflitto internazionale (penso immediatamente al Medio Oriente...) e hanno saputo posizionare l’Italia tra i Paesi autorevoli nelle relazioni diplomatiche mondiali.

La nostra collocazione geopolitica e storica nel centro del Mediterraneo, con un occhio e un fianco al continente africano e con un contatto diretto con l’area balcanica e l’Est Europa, è per natura proiettata nella politica estera mondiale. E le tante cittadine e cittadini di origine italiana in America Latina? E gli scenari globali citati prima in cui gli USA di Biden avranno ruolo? Non sono rilevanti per il PD, che non si dota di punti prioritari di Politica (uso la P maiuscola per scelta culturale...) estera. Quel PD che ci ha tenuto a occuparsi di Libia (non entro nel merito).

Dico: come è possibile oggi avere attenzione per le Politiche migratorie senza una chiara linea programmatica di Politica estera? In generale, tagliar fuori la Politica estera non è esercizio di coerenza. Non entro nei termini di altri capitoli e temi del documento programmatico del PD, non è per me questo il luogo per farlo: mi auguro che presto, come avvenuto fino a non molto tempo fa, si venga invitati a parlarne in qualche seminario zoom o di persona. Saremmo (sulla carta) un uno ‘storico’ bacino elettorale del centro-sinistra, quindi anche del PD, noi Terzo Settore variegato. Saremmo, perché a forza di essere considerati realtà di serie B (o anche C), beh, siamo ‘appena un pochetto’ stanche e stanchi.

Vale anche per gli altri partiti dell’area di centro-sinistra oltre il PD, ovviamente. Ritorno allo specifico tema affrontato in questo post di commento a caldo del documento del PD scaricato dal sito. Centralità al tema del lavoro? Certo! Noi ci siamo. Ma...la cooperazione internazionale non dà lavoro? La Politica estera dell’Italia, peraltro, ha inserito nelle deleghe del MAECI anche commercio estero e Internazionalizzazione delle imprese... e anche qui, non mi esprimo sul tema... non è il luogo adatto, farei osservazioni ‘superficiali’. Insomma, il PD si taglia fuori dal sostenere spazi e opportunità per le giovani generazioni di formazione e occupazione nelle ong, alla Farnesina, nell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, nelle organizzazioni internazionali anche delle Nazioni Unite...Green economy, lavoro dignitoso, sostenibilità e sviluppo oggi non sono ‘questioni strettamente nazionali’ (come sono ‘scontata’ nello scriverlo...), sono i temi dell’Agenda 2030, che senza strategie di politica estera e cooperazione internazionale sono mere enunciazioni... nel documento programmatico sono ‘trafiletti’ senza un quadro e un capitolo.

Che grande delusione.

*Portavoce Associazione organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale (AOI)

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