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Riforma del Terzo settore

Milano: protocollo con l'ordine degli avvocati sulla Riforma

1 Marzo Mar 2021 1202 01 marzo 2021
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Nasce una cabina di regia triennale per promuovere il rinnovamento culturale nella relazione tra istituzioni e ETS per la corretta applicazione di quanto previsto nel Dlgs 117/2017

La Città Metropolitana di Milano e l’Ordine degli Avvocati di Milano hanno siglato un protocollo d’intesa con cui si impegnano a strutturare una Cabina di regia inter-istituzionale per promuovere un piano di azioni formative dedicato alle istituzioni del territorio metropolitano (enti pubblici e del terzo settore e avvocati) in merito alle attività da implementare nell’ambito della riforma del Terzo settore, supportando anche procedure operative e buone pratiche nella valutazione della documentazione presentata per l’iscrizione al RUNTS. Il protocollo è allegato in fondo all'articolo. L’avvocato Paola Lovati, partner di Talea Tax Legal Advisory e consigliere del COA, presenta le opportunità.

Quali gli obiettivi del Protocollo di intesa tra la Città Metropolitana di Milano e l’Ordine degli Avvocati di Milano, rispetto a questo piano di azioni formative? Perché il protocollo è proprio con la Città Metropolitana?
Il panorama degli enti del Terzo settore è molto variegato (comprende le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale, gli enti filantropici, le imprese e cooperative sociali, le associazioni riconosciute e non riconosciute, le fondazioni, le società di mutuo soccorso) ed opera in molteplici attività (sanitario, educativo, sportivo, culturale, etc). Di fronte alla complessità e varietà del fenomeno associativo è parso utile operare un coordinamento tra COA Milano e CMM per offrire occasioni di confronto, studio e riflessione in grado di offrire una consulenza globale volta a far comprendere le novità introdotte dalla riforma. Solo una corretta e mirata informazione consentirà infatti alle singole realtà associative di comprendere da un lato le opportunità che la riforma consente per lo sviluppo del settore e, nel contempo, di operare le opportune scelte per il miglior svolgimento delle loro attività. Il COA Milano, da sempre attivo nella promozione di iniziative volte a sostenere e valorizzare il ruolo delle associazioni come espressione di cittadinanza attiva, ha siglato in data 20 dicembre 2020 un protocollo di intesa anche con l’associazione CISSEVI per istituire tavoli di studio sulla normativa di riferimento degli Enti del Terzo Settore e per favorire eventi formativi congiunti sui temi connessi al nuovo codice del Terzo Settore.

Quali opportunità concrete avranno gli enti nell'ambito di questo protocollo?
Innanzitutto quello di avere informazioni esaurienti e precise sulla nuova normativa. Lo scopo è inoltre quello di costruire prassi operative utili sia per dare risposte alle istanze poste dai singoli enti sia per favorire e migliorare la relazione tra istituzioni enti locali e avvocatura. Ulteriore vantaggio è l’obiettivo condiviso di garantire un supporto competente per l’identificazione di procedure operative e buone pratiche nella valutazione della documentazione relativa all’iscrizione al RUNTS e ai successivi adempimenti che sarà necessario svolgere

Rispetto agli adempimenti ma anche alle opportunità che la Riforma apre, come trova il Terzo Settore milanese? Quali opportunità le pare che non siano state ancora adeguatamente colte dagli ETS del nostro territorio?
Le realtà associative più strutturate hanno già da tempo cominciato a riflettere sulle opportunità e novità che la riforma consente e si stanno attrezzando. Tutte le altre e sono la maggioranza sono preoccupate e non sanno come operare. Mi riferisco alle realtà di volontariato, di assistenza, di accoglienza. Sono associazioni molto diffuse sul territorio che sinora hanno agito con molta competenza rispetto ai loro ambiti di competenza ma devono ancora comprendere che è ora necessario fare un salto di qualità. Ogni situazione è diversa e non si possono adottare statuti standardizzati che non tengano conto della loro effettiva attività e delle loro esigenze. È una riforma importante anche dal punto di vista culturale ma bisogna essere capaci di comprendere che è necessario affidarsi ad un consulente formato. Lo scopo del protocollo è proprio questo: far comprendere che l’informazione e la consulenza è necessaria per poter meglio operare.

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