Matrimonio
Festa della donna

Action Aid e Michela Giraud: "Il matrimonio è una cosa da grandi"

4 Marzo Mar 2021 1409 04 marzo 2021
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In occasione dell’8 marzo prende il via la nuova campagna di Action Aid sull’adozione a distanza

Un video ad alto tasso di ironia vede l’attrice, nonché una delle più popolari stand up comedian italiane, Michela Giraud, protagonista della content strategy ideata da Ciaopeople per ActionAid, durante uno dei momenti più sognati e immaginati da chi sceglie di sposarsi.

Il nuovo progetto nasce nel solco di una collaborazione pluriennale tra l’organizzazione non profit e il gruppo editoriale digitale che, insieme a Michela Giraud, ha deciso di dare vita alla campagna per promuovere l’adozione a distanza e per farlo si è avvalso della regia di Giacomo Spaconi, regista de Le Coliche. La campagna sarà online sui canali social, a partire dal 3 marzo.

Protagoniste Michela e una sua amica, pronta per il grande passo: il matrimonio. Ma siamo così sicuri che il suo desiderio non sia tutto una retorica e un condizionamento dettato dall’esterno? Il matrimonio dovrebbe essere una scelta libera e consapevole e non un traguardo sociale... perché è una cosa da grandi! Un elemento che porta Michela a dire: se siamo pronti ad aiutare un'amica a non commettere uno sbaglio, grazie all’adozione a distanza possiamo aiutare una bambina del Sud del mondo a sottrarsi al rischio di subire un matrimonio precoce e forzato.

La collaborazione con Michela Giraud – che in primavera sarà una delle protagoniste del nuovo comedy show di Amazon Prime Italia “LOL: Chi ride è fuori” e, a seguire, alla conduzione della seconda stagione di “CCN - Comedy Central News” – apre un nuovo filone narrativo per raccontare i diritti delle bambine, strappando un sorriso e promuovendo al tempo stesso una riflessione anche su temi più complessi e difficili come i matrimoni precoci e forzati che rappresentano una grave violazione dei diritti umani. Oggi, nel mondo, si stima siano 650 milioni le donne e le ragazze sposate da bambine ed entro il 2030 a questa cifra se ne aggiungeranno altre 150 milioni. (UNFPA - State of World Population 2020).

«Ogni giorno oltre 33 mila bambine sono costrette a sposarsi prima del tempo. Questa è l’infanzia negata nella quale vivono troppe bambine in tutto il mondo, private dei loro diritti e dei loro sogni. Sostenere una bambina a distanza significa quindi restituirle un futuro e aiutare concretamente la sua comunità a uscire dalla povertà», dichiara Laura Cozzi, Capo Dipartimento Acquisizione ActionAid Italia.

«La collaborazione prolungata con ActionAid ci rende particolarmente orgogliosi. È da molti anni che lavoriamo insieme, parlando delle adozioni a distanza a un pubblico giovane. Quest’anno ci siamo trovati a trattare un tema del tutto nuovo come i diritti negati alle spose bambine. Per approcciare l’argomento con un trattamento che ci contraddistingue abbiamo scelto di collaborare con Michela Giraud, che ha accolto appieno il messaggio e la modalità. Non è mai facile trattare questi argomenti, ma per noi è una grande soddisfazione continuare a farlo con ActionAid e la vera sfida è trovare insieme sempre nuovi approcci per farlo», dichiara Vincenzo Piscopo, Ciaopeople Studios Director.

Sono oltre 130.000 i donatori che hanno scelto ActionAid per adottare a distanza un bambino, migliorando la sua vita e le condizioni della comunità in cui vive. Le attività dell’organizzazione sono sostenute da donazioni provenienti da famiglie, privati cittadini e aziende che vogliono migliorare il mondo attraverso l’adozione a distanza in Africa, Asia e America Latina.

A beneficiare dell’intervento non sono solo i bambini, ma anche le loro famiglie e le comunità in cui vivono. Complessivamente, con il contributo dei suoi sostenitori, ActionAid aiuta circa 5 milioni di persone. L’80% della donazione che si effettua per l’adozione a distanza viene destinato alla comunità dove vive il bambino con la sua famiglia per avviare o portare avanti programmi di sviluppo e progetti nei settori di competenza (istruzione, acqua, cibo, diritti dei bambini, delle donne, ecc.), mentre il restante 20% è utilizzato per le campagne di sensibilizzazione e per sostenere i costi, sia operativi sia di gestione, dell’organizzazione.

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