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“Basta monopoli e profitti, la lotta alla pandemia non riguarda solo i ricchi”

11 Marzo Mar 2021 1518 11 marzo 2021
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La People's Vaccine Alliance, rete di ActionAid con Oxfam, Frontline Aids, Unaids, Global Justice Now e il Centro Yunus, lancia una mobilitazione globale per chiedere la produzione libera dei vaccini anti Covid-19 per i Paesi più poveri. Respinta da Stati Uniti, Uk e Unione europea la mozione al Wto presentata da 100 Paesi in via di sviluppo per chiedere la rimozione dell’accordo TRIPs

Presentata da oltre 100 Paesi in via di sviluppo all’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) la mozione per richiedere di sospendere i monopoli sui brevetti detenuti dalle grandi società farmaceutiche al fine di aumentare la produzione su larga scala di vaccini sicuri, efficaci e accessibili anche ai Paesi più poveri è stata respinta da Stati Uniti, Uk e Unione europea.
Per questo la People's Vaccine Alliance - la rete di ActionAid insieme a Oxfam, Frontline Aids, Unaids, Global Justice Now e il Centro Yunus – ha lanciato una petizione per chiedere alle nazioni ricche di smettere di proteggere i profitti e i monopoli delle grandi case farmaceutiche a scapito della vita delle persone: oltre un milione di persone hanno sottoscritto l’appello e nella giornata di oggi - 11 marzo - numerosi attivisti e attiviste si riuniranno davanti alle sedi delle grandi case farmaceutiche in un’azione globale di protesta.

Sono stati infatti oltre 100 i Paesi fragili - Sudafrica e India in testa – a presentare nuovamente una mozione al Wto per chiedere la rimozione dell’accordo TRIPs, che tutela la proprietà intellettuale relativa al commercio: ciò consentirebbe di abbattere le barriere legali che impediscono a diversi Paesi di mettere i vaccini in produzione, proteggere la propria popolazione e – al contempo - rilanciare la propria economia.

La realtà ad oggi è che solo il 3% delle persone delle nazioni più povere sarà vaccinata entro la metà dell'anno e nel migliore dei casi si raggiungerà un quinto della popolazione entro la fine del 2021. Questo grazie alla prima fornitura di dosi messe a disposizione dal programma Covax dell’Oms in diversi Paesi poveri prevista nei prossimi giorni, ma le quantità sono insufficienti.

Diversi sondaggi condotti da YouGov per conto della People’s Vaccine Alliance negli Stati Uniti, in Francia, in Germania e nel Regno Unito hanno rilevato che in media oltre due terzi (69%) degli intervistati ritengono che i Governi dovrebbero assicurarsi che gli sviluppi scientifici e gli avanzamenti sul fronte dei vaccini non restino proprietà esclusiva di pochi giganti farmaceutici ma siano condivisi con tutte le società in grado di occuparsi della produzione, che andrebbero incentivate e sostenute.

Nonostante le principali società produttrici di vaccini abbiano ricevuto sussidi pubblici per miliardi di dollari, al momento sono le grandi società farmaceutiche a detenere il monopolio sui brevetti per la produzione dei vaccini, nonché il controllo su tutti i profitti. Per controllare il virus è necessario produrre dosi sufficienti di vaccini per tutte le diverse aree geografiche, a prezzi convenienti, con una distribuzione globale e possibilmente gratuita per le comunità locali. In questo momento stiamo fallendo su tutti e quattro i fronti.

«Nella lotta alla pandemia devono essere messe al centro le persone, tutte, in ogni angolo di mondo, non possiamo pensare di salvarci da soli. I paesi di produzione dei vaccini hanno il dovere politico di rendere disponibili i brevetti. Così come hanno il dovere di permettere ai cittadini e alle cittadine di essere informati e di poter monitorare il progredire dei piani vaccinali e i dati della pandemia. È per questo che con la campagna #DatibeneComune», spiega Elisa Visconti, responsabile dei Programmi di ActionAid, «chiediamo che i dati sui contagi e sul piano vaccinale in Italia siano aperti, accessibili e monitorabili per i prossimi 3 anni. Solo una partecipazione responsabile e informata dei cittadini può farci uscire dalla crisi».

La People's Vaccine Alliance, inoltre, sottolinea come in Sudafrica, Malawi e in altre nazioni africane la storia rischi tragicamente di ripetersi: milioni di persone sono morte all'inizio degli anni 2000 perché le case farmaceutiche monopoliste avevano stabilito un costo troppo alto per le cure contro l'Hiv / Aids, che superava i 10mla dollari all'anno. Allora, l’eliminazione dei monopoli delle grandi case farmaceutiche rese possibile la produzione in larga scala di cure efficaci a basso costo per le persone affette da Hiv/Aids: oggi milioni di persone sono vive grazie a questo.

ActionAid con la campagna #DatiBeneComune firmata da più di 45mila persone, con circa 160 adesioni tra associazioni, giornali, programmi TV, aziende e gruppi di ricerca chiede il ruolo attivo della cittadinanza e il suo diritto non solo ad essere informata ma a partecipare alla formulazione di risposte basate su analisi dei bisogni condivise

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