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Mondo

10 anni di guerra: le donne siriane in un progetto fotografico

15 Marzo Mar 2021 1748 15 marzo 2021
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In occasione della ricorrenza dei 10 anni dall’inizio del conflitto siriano, WeWorld racconta le sue protagoniste grazie ad un progetto multimediale e alla mostra fotografica “Il tempo sospeso” di Francesca Volpi

«Quando è iniziata la guerra, i miei genitori mi hanno detto che si trattava di un conflitto temporaneo, che non c’era da avere paura. Quando sono venuta qui in Libano, hanno ripetuto la stessa cosa, ma non è stato così. Vivo qui da 8 anni» racconta Abir, 18 anni, rifugiata siriana in Libano.

Il 15 marzo segna la ricorrenza dei 10 anni dall’inizio del conflitto siriano, 10 anni in cui le vite di Abir e di tante altre donne che hanno trovato rifugio in Libano sono sospese.

WeWorld - organizzazione che da 50 anni difende i diritti delle donne e dei bambini in Italia e nel Mondo - ha scelto di raccontare la vita delle donne siriane in Libano e di restituire loro voce grazie ad un progetto multimediale di testimonianze e fotografie realizzato insieme alla fotografa internazionale Francesca Volpi, che ha visitato i campi dove opera WeWorld, nella Valle della Bekaa e ad Akkar.

I dati parlano chiaro: sono oltre 6.7 milioni le persone fuggite dalla Siria dall’inizio della guerra. Di queste, 1.5 milioni - per la maggior parte donne e bambini - sono sfollate in Libano, il Paese con la più alta concentrazione di rifugiati pro capite al mondo che, da anni, sta vivendo a sua volta una forte crisi sociale, politica ed economica. Secondo le ultime stime del 2019, circa 75.500 donne adulte e 167.000 bambini vivono in insediamenti informali in Libano. Qui, spesso, le donne non hanno la possibilità di accedere a servizi e beni fondamentali e vivono in condizioni di sussistenza basica all’interno di strutture e aree che avrebbero dovuto essere provvisorie, ma che sono diventate quasi permanenti.

Foto di Francesca Volpi

Il tempo sospeso”, il progetto fotografico di Francesca Volpi, sarà in mostra al prossimo WeWorld Festival che si terrà dal 21 al 30 maggio al BASE di Milano.Il lavoro fotografico accende i riflettori sulla vita delle rifugiate siriane, donne che negli ultimi dieci anni non hanno mai smesso di fuggire dal conflitto in Siria e hanno trovato rifugio in Libano, in situazioni non sempre e adeguate e in grado di offrire loro una vita dignitosa oltre l’emergenza.

«Il lavoro fotografico realizzato con Francesca Volpi mette in risalto l’aspetto umano e quotidiano delle vite di queste donne nei campi informali, raccontando le conseguenze di una crisi ancora lunga da risolvere. Le fotografie mostrano il coraggio e la resilienza (ai limiti della sopportazione) delle donne e delle ragazze siriane, bloccate in una condizione di precarietà dalla quale faticano a uscire, costrette ad affrontare da sole il carico familiare e limitate da una realtà prevalentemente patriarcale. Sono fotografie che raccontano e celebrano la loro forza, restituendo una voce e un volto a chi è stato privato di tutto», racconta Dina Taddia, Consigliera Delagata di WeWorld.

WeWorld, presente in Siria dal 2011, è intervenuta con progetti mirati in diversi ambiti, tra cui istruzione, protezione, acqua e servizi igienici, risposta alle emergenze, inclusa quella da Covid-19. Uno dei principali interventi di WeWorld riguarda la riabilitazione delle scuole, permettendo a migliaia ragazzi e ragazze di tornare a studiare in luoghi idonei e confortevoli. Nel 2020, con il supporto della Protezione Civile e delle Operazioni di Aiuto Umanitario Europee (ECHO) e dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), WeWorld ha garantito l'accesso all’istruzione a quasi 7.000 bambini (tra i 6 e i 19 anni) e ha formato più di 1.000 insegnanti. Ha inoltre distribuito materiale scolastico a quasi 3.000 bambini bisognosi e ha riabilitato 3 scuole educative, dove attualmente sono iscritti circa 1.500 altri bambini. L'organizzazione lavora anche per garantire che gli spazi educativi siano liberi da mine e ordigni inesplosi e ha formato oltre 24.000 bambini sui rischi che questi possono comportare.

L'organizzazione lavora in Libano dal 2006, concentrando gran parte del proprio intervento per sostenere e proteggere i più vulnerabili, garantire i diritti dei ragazzi e delle ragazze e assicurare loro la possibilità di andare a scuola. Dal 2012 lavora con i rifugiati siriani negli insediamenti informali in tenda (ITSs) per rispondere ai bisogni primari. Negli ultimi 3 anni, WeWorld ha raggiunto più di 81.000 persone, tra le comunità libanesi e siriane, con attività di gestione delle risorse idriche e campagne di sensibilizzazione.

*La mostra fotografica di Francesca Volpi si svolgerà con il patrocinio del comune di Milano, della Regione Lombardia e sotto l'alto patrocinio del Parlamento Europeo

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