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«Non solo green e digitale: il Futuro dell’Europa deve essere anche democratico»

15 Marzo Mar 2021 2022 15 marzo 2021

Queste le conclusioni delle Giornate della Società Civile 2021, promosse dal Comitato Economico e Sociale europeo. La discussione si è concentrata su concrete soluzioni per una ripresa sostenibile e per l'imminente Conferenza sul Futuro dell’Europa

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Queste le conclusioni delle Giornate della Società Civile 2021, promosse dal Comitato Economico e Sociale europeo. La discussione si è concentrata su concrete soluzioni per una ripresa sostenibile e per l'imminente Conferenza sul Futuro dell’Europa

Dall’inizio della pandemia la società civile sta giocando un ruolo fondamentale nell'affrontare le sfide del Covid-19, a livello nazionale, regionale e locale, dando un contributo fondamentale ai governi nell’affrontare una crisi senza precedenti.

Alla luce di questo ruolo chiave, le giornate della società civile del Comitato economico e sociale europeo (2021 EESC Civil Society Days) sono state un forum pubblico, in formato digitale, che ha riunito cittadini europei, organizzazioni della società civile e istituzioni europee per un dibattito dal titolo “Una Ripresa sostenibile per il futuro dei cittadini europei”.

Come dovrebbe essere la ripresa sostenibile dell’Europa? Quali sono i punti di forza principali su cui l’Ue dovrebbe scommettere per assicurare un futuro roseo ai suoi cittadini? Queste sono le domande al centro dei Civil Society Days del Cese.

«L’Europa deve assicurare che la transizione ecologica e digitale siano costruite sui valori della solidarietà e dei diritti umani, sulla giustizia sociale, l'uguaglianza, l'educazione, la cultura, la migrazione, la democrazia, la partecipazione e l’impresa», afferma il Cese in una nota.

Più di 1400 persone hanno partecipato a questa edizione della Giornate della società civile, che sono state seguite da partecipanti provenienti, oltre che dall’Europa, dall’Africa, dall’Asia, dal Nord e dal Sud America.

L’esperienza della società civile durante la pandemia può portare importanti spunti al dibattito sulla ripresa e offrire contributi tempestivi alla Conferenza sul futuro dell’Europa, che partirà il prossimo 9 maggio. «Tutti i cittadini devono essere coinvolti nel presente processo di ripresa e ricostruzione, e nell’imminente Conferenza sul Futuro dell’Europa, per assicurare che nessuno sia lasciato indietro nella strada verso un’Europa sostenibile nel 2030, e anche dopo» spiega il Cese.

L’evento si è sviluppato nell’arco di 5 giornate con workshop su numerose tematiche: Democrazia sostenibile in Europa; L'economia sociale e l’impresa giovanile per una ripresa sostenibile; Il ruolo dell’educazione e della cultura nella ripresa sostenibile dell’Europa; Il futuro del lavoro nell'economia del benessere; Attivismo dei giovani, cambiamento sistemico e ripresa in Europa; Un Green Deal sociale per una ripresa sostenibile; Il ruolo di gruppi fondamentali della società civile nella Renovation Wave; Il ruolo e il valore economico dei volontari nel cammino verso la ripresa e oltre. Le giornate della società civile, organizzate annualmente dal Cese, sono un simbolo della cooperazione tra il Cese e i membri del suo Liaison Group, che rappresenta le organizzazioni e i network della società civile europea.

Christa Schweng, presidente del Cese, ha aperto i lavori della sessione di apertura, incentrata sulle sfide della costruzione di una ripresa sostenibile. La presidente ha sottolineato le lezioni imparate dal Cese da una recente indagine sui Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza, che richiedono che gli Stati membri consultino la società civile organizzata. «La nostra conclusione è stata che il livello di effettiva partecipazione delle organizzazioni della società civile nei piani nazionali è ancora molto insufficiente», ha detto Christa Schweng. «I Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza sarebbero più efficienti ed efficaci se la società civile organizzata fosse coinvolta in modo più veloce ed esteso».

Riflettendo sul ruolo dei cittadini alla Conferenza sul Futuro dell’Europa, Dubravka Suica, vicepresidente della Commissione europea, ha spiegato che i cittadini devono essere al cuore della ripresa e che «L’obiettivo della Conferenza sul Futuro dell’Europa è portare i cittadini al centro del potere decisionale nell’Unione europea». Dubravka Suica ha continuato: «La società civile fornisce un apporto alla Conferenza che è cruciale».

Daniel Freund, Membro del Parlamento europeo, ha osservato che «La società civile deve essere al centro del dibattito europeo. La Conferenza sul Futuro dell’Europa dovrebbe essere un dibattito di cittadini con cittadini».

Nathan Méténier, membro dello Youth Advisory Group del Segretariato Generale dell’Onu sul cambiamento climatico, ha affermato che i piani nazionali di ricostruzione devono essere verdi e giusti e che la transizione dovrebbe essere guidata da giovani e da persone marginalizzate. Méténier ha segnalato che, nonostante i giovani siano stati i principali attori di azioni per il clima, c’è una grande mancanza di sostegno nei confronti delle organizzazioni giovanili. Ha chiesto il coinvolgimento dei giovani nella discussione e nella conversazione e di creare uno youth advisory group dell’Ue per rendere i giovani parte delle politiche europee.

Gli speaker hanno evidenziato come la pandemia, anche se ha costretto a rimandare la Conferenza sul Futuro dell’Europa, ha messo in evidenza come la società civile sia stata il sostegno dei vari governi dell’Unione che cercavano di fare fronte alla crisi. Questa è la prova che la società civile si merita di sedere al tavolo che decide il futuro dell'Europa.

La presidente del Cese Christa Schweng ha affermato in conclusione dell'evento: «Sono felice dell’importanza che la Commissione dà al coinvolgimento dei cittadini nella Conferenza sul Futuro dell’Europa, che è una grande possibilità di connettersi con i cittadini e con coloro che sono attivi nelle organizzazioni della società civile». La presidente Schweng ha continuato: “«Potete contare sul Comitato per portare un contributo sostanziale ai dibattiti che coinvolgono i lavoratori, i datori di lavoro e la società civile organizzata, agendo come ambasciatori e portando il dibattito all’interno delle organizzazioni dei nostri membri».

Riflettendo sul ruolo di primo piano delle organizzazioni giovanili all’interno dei workshop, Brikena Xhomaqi, codirettrice del Liaison Group che ha co-organizzato l’evento, ha concluso le giornate dicendo: « Invito tutti a mettere la solidarietà intergenerazionale al centro per una ripresa sostenibile per il futuro dell’Europa»

Le conclusioni degli otto workshop dell’evento hanno tracciato la strada per un futuro migliore per i cittadini europei, come si vede dal benessere delle organizzazioni della società civile rappresentate alla conferenza. Le conclusioni principali hanno sottolineato, tra le altre cose, la necessità di:

-Rafforzare le organizzazioni intermedie ( organizzazioni della società civile, partiti, sindacati…) per creare sinergie positive tra il pubblico e i governi, promuovere l’educazione civica e digitale per favorire la partecipazione pubblica e creare assemblee politiche decisionali di cittadini per rinforzare la democrazia

- Sensibilizzare sull’economia sociale come modello di business valido per una ripresa sostenibile che va al di là del profit e aiuta ad affrontare le disuguaglianze e il cambiamento climatico. Fondi specifici devono essere accantonati nel Recovery Plan e nel NextGeneration EU per investimenti nazionali in questo settore;

- Investire in cultura e educazione come risorse cruciali per costruire un futuro più resiliente e sostenibile per l’Europa, con fondi dedicati assegnati nei piani nazionali di ripresa e resilienza. Investire in infrastrutture materiali non è abbastanza, le persone devono essere messe al centro della ripresa;

- Valutare meglio l’opzione di un reddito di base universale e di schemi di garanzia del lavoro come una soluzione fattibile che sia di beneficio alle persone e al pianeta. La questione dev’essere depoliticizzata e i case study devono essere condotti nei diversi Stati membri

- Dare ai giovani la possibilità di partecipare in modo significativo e di attivarsi in tutta Europa, e far sì che la loro voce sia ascoltata non solo per questioni relative ai giovani, ma in una varietà di aree politiche. In base ai nuovi piani dell’Ue dovrebbero essere accessibili opportunità di finanziamenti alle organizzazioni giovanili

- Assicurare che il Green Deal europeo contribuisca maggiormente a eliminare la povertà, l’ingiustizia e le disuguaglianze di genere

- Accelerare la ristrutturazione edilizia in Europa sensibilizzando sulle sue sfide e le opportunità e mobilitare gruppi chiave della società civile, come rappresentanti di proprietari immobiliari e architetti, a raggiungere gli obiettivi della Renovation Wave in Europa

- Coinvolgere le organizzazioni della società civile nell’implementazione dei recovery plan nazionali, ribaltando il trend, iniziato nella fase di preparazione, caratterizzato dalla loro limitata partecipazione. I politici devono comprendere che il valore del volontariato non è solo il risultato delle ore investite, ma un’espressione di valori europei e un esempio di cambiamento per gli altri riguardo a quella società basata su solidarietà, inclusione e principi democratici che vogliamo che l’Europa sia.

Foto di apertura: gentile concessione del Comitato economico e sociale europeo.
In alto nella foto (da sinistra a destra): Christa Schweng, presidente del Cese, Dubravka Suica, vicepresidente della Commissione europea, Daniel Freund, Membro del Parlamento europeo. In basso (da sinistra a destra), Nathan Méténier, membro dello Youth Advisory Group del Segretariato Generale dell’Onu e Brikena Xhomaqi, codirettrice del Liaison Group del Cese.

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