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Il Colosseo deserto e il canto di Elisa per i bambini della Siria

16 Marzo Mar 2021 1017 16 marzo 2021
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In Siria solo nel 2020 sono stati 1.454 bambini uccisi o rimasti feriti; più di 2 milioni di minori rimasti senza scuola nel Paese, e oltre 6 milioni a rischio fame, in uno scenario aggravato dalla pandemia. L’evento di Save the Children realizzato a porte chiuse

Il Colosseo deserto, le note e le parole del brano “Promettimi” che squarciano il silenzio e sembrano voler strappare una promessa ad un’opinione pubblica troppo spesso assente: quella di non dimenticare i bambini della Siria, di non voltarsi dall’altra parte di fronte alle conseguenze della guerra sulla loro vita e sul loro futuro.

In occasione del decimo anniversario dall’inizio del conflitto in Siria, la cantautrice Elisa, Ambasciatrice di Save the Children, ha dato voce al grido di aiuto dei bambini siriani all’interno del Colosseo completamente vuoto che, con la sua funzione simbolica e universale, si è fatto ancora una volta portavoce di un messaggio umanitario. Gli spalti privi di spettatori rappresentano l’assenza di interesse rispetto all’infanzia rubata ai bambini siriani vittime di un conflitto senza fine.

Un vuoto che dura da 10 anni, evidenziato dalla musica di Elisa, che unisce la propria voce a quella di Save the Children – l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro – per accendere i riflettori sulla guerra dimenticata sui bambini della Siria.

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Un Paese in cui, solo nel 2020, 1.454 bambini sono stati uccisi o sono rimasti gravemente feriti. Dove ancora oggi, a 10 anni dall’inizio delle ostilità, più di 2 milioni di bambini non possono studiare e andare a scuola e altri 1,3 milioni sono a forte rischio di perdere l’istruzione; dove l’80% della popolazione vive sotto la soglia di povertà e 6,2 milioni di minori rischiano di soffrire la fame perché le loro famiglie non possono permettersi di farli mangiare tutti i giorni. Bambine e bambini che in Siria da dieci anni ormai non conoscono altro che guerra, violenze e distruzione: 157 gli attacchi armati contro le scuole registrati in un solo anno e in quasi 1 famiglia siriana su 3 i figli mostrano evidenti segnali di stress psicosociale. Bambini la cui vita è ancora più a rischio oggi, con la diffusione della pandemia Covid 19, in un contesto in cui anche i più basilari servizi sanitari vengono negati: basti pensare che nel nord ovest del paese, da marzo 2020 a gennaio 2021, nonostante l’aumento dei contagi, sono arrivati solo quattro respiratori aggiuntivi e predisposti 64 posti in terapia intensiva in più, portando così il totale a 157 respiratori e 212 letti.

Bambini siriani come Lara che fa simbolicamente il suo ingresso nel deserto del Colosseo grazie al monologo interpretato da Cristina Magnotti, giovane attrice di 11 anni. Un monologo scritto dall’autrice Simona Angioni, tratto da una storia vera, che racconta la storia di una bambina con una valigia rattoppata in cui ha chiuso i suoi giocattoli e, metaforicamente, la sua infanzia. E che implora attenzione davanti alla mancanza di interesse e a un’assenza ingiustificabile, quella del mondo e dell’opinione pubblica davanti alla tragedia siriana.

È proprio al mondo, che Elisa si è rivolta eseguendo alcuni suoi brani, tra cui “Promettimi” che la cantautrice ha scritto per il suo secondo figlio e che ha voluto dedicare a Save the Children per affermare il suo impegno perché nessun bambino al mondo venga più lasciato indietro – per esortare la comunità internazionale a porre fine alle atrocità che stanno vivendo i bambini siriani.

«Come Ambasciatrice di Save the Children, sento dentro, fortissimo, il dovere morale di fare la mia parte perché i bambini vittime del conflitto in Siria non siano più dimenticati, così come ogni altro bambino che vive in un contesto di guerra. E’ fondamentale che si parli di quello che stanno passando e delle conseguenze indicibili che stanno subendo sulla loro vita, sul loro futuro. Cantando, ho immaginato davanti a me i volti dei bambini e delle bambine che non chiedono altro che di poter vivere e crescere sereni, senza più guerra, come ogni bambino al mondo dovrebbe fare. I bambini sono prima di tutto bambini e la loro vita non dovrebbe essere fatta di queste crudeltà inaudite. È per questo che insieme a Save the Children chiedo una promessa alla comunità internazionale: quella di adoperarsi in ogni modo perché questa guerra orribile finisca prestissimo e i bambini della Siria non vengano mai più ignorati da un mondo indifferente», ha dichiarato Elisa.

«Dieci anni di conflitto in Siria: un tempo senza fine che sta distruggendo il futuro di un’intera generazione di bambini. Bambine e bambini che finora non hanno conosciuto altro che bombe e devastazioni, che non possono giocare perché devono pensare a sopravvivere, che non possono studiare perché le loro scuole sono state distrutte o perché devono andare a lavorare per sostenere le loro famiglie. Bambini la cui vita oggi più che mai è a rischio, perché alla guerra si aggiunta la pandemia. Chiedo a tutti, per un istante di provare ad immaginare di essere un padre o una madre in un campo sovraffollato senza accesso a cure o protezione, o in una città dove di susseguono attacchi contro i civili, che non sa se sia meglio fuggire dal conflitto in corso oppure cercare protezione da una pandemia mortale.Tutto questo è inaccettabile: non possiamo voltare la testa dall’altra parte, non possiamo restare in silenzio. Ce lo chiedono i bambini della Siria, che hanno diritto ad essere protetti e a vivere al sicuro come ogni bambino al mondo, semplicemente a riappropriarsi dell’infanzia che è stata brutalmente strappata dalle loro mani. Ringraziamo profondamente la nostra Ambasciatrice Elisa, ancora una volta al nostro fianco perché nessun bambino venga più lasciato indietro e che ha voluto con la sua voce intensa squarciare il silenzio assordante che circonda il conflitto siriano, raggiungendo tantissime persone. Ringraziamo il Parco archeologico del Colosseo e il monumento simbolo della lotto contro ogni discriminazione, tragedia umanitaria e fragilità», ha dichiarato Claudio Tesauro, Presidente di Save the Children.

Sin dalle prime fasi della crisi siriana, Save the Children ha dato avvio a un ampio ventaglio di interventi in Siria e nei Paesi limitrofi. Ad oggi l’Organizzazione è riuscita a raggiungere 4,2 milioni di persone, di cui 2,6 milioni di bambini grazie a programmi di emergenza e aiuti salvavita, sostegno ai bambini e alle famiglie più vulnerabili, interventi di salute e igiene, supporto alimentare e nutrizionale, supporto psicosociale e attività di protezione. L’Organizzazione, inoltre, è impegnata a favore il diritto all’istruzione dei minori e sostiene le famiglie nella ricerca di mezzi di sussistenza e di attività generatrici di reddito.

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