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Disabilità

Recovery Plan Piemonte solo 9,5 mln per le fasce più deboli

19 Marzo Mar 2021 1213 19 marzo 2021
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La protesta di Fand, Fish e Anffas Piemonte, che non sono state coinvolte nella stesura dei progetti I presidenti delle tre organizzazioni in una nota congiunta esprimono "perplessità di merito e di metodo" ma si dichiarano: “Pronti a fare la nostra parte con spirito costruttivo”

Fish Piemonte - Federazione Italiana per il Superamento Handicap; Fand Piemonte - Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità e Anffas Piemonte - associazione delle famiglie di persone con disabilità intellettiva e disturbi del neuro sviluppo esprimono “perplessità di merito e di metodo” sui progetti presentati dalla Regione Piemonte per il “Piano nazionale di ripresa e resilienza”, ovvero il Recovery Plan. Le tre associazioni dallo scorso dicembre siedono al Tavolo regionale permanente sulle disabilità coordinato dall’Assessore alle Pari Opportunità Chiara Caucino.

In una nota firmata dai tre presidenti regionali Vittorio Ghiotti (Fand), Pericle Farris (Fish) e Giancarlo D’Errico (Anffas) sul merito sottolineano che “degli oltre 13 miliardi di euro di investimenti previsti dal piano, che riguarda la programmazione 2021-2027, solo 9,5 milioni interessano l’attuazione di “un nuovo piano sociale nazionale per le fasce vulnerabili, child guarantee e vita indipendente delle persone con disabilità”. Una cifra troppo bassa per rispondere alle esigenze delle fasce più deboli della popolazione, che hanno pagato gli effetti economici e sociali della pandemia come - se non di più - di altri settori, considerati con maggiore attenzione nei progetti di rilancio”

Anche il metodo lascia le tre organizzazioni perplesse dal momento che – come sottolinea una nota – pur essendo state coinvolte Tavolo regionale permanente sulle disabilità “non sono state coinvolte nella stesura dei progetti, neanche in un ruolo meramente consultivo. Non solo, in occasione dell’incontro “Piemonte cuore d’Europa”, in cui è stato presentato il piano, è stato negato loro il diritto di intervenire per esprimere le proprie perplessità. A rappresentare il Terzo settore sono state chiamate solo le cooperative, come se l’ampio e variegato mondo del volontariato e del non profit non esistesse in altra forma. Anche questo è inaccettabile”.

«La nostra protesta, sia chiaro, non vuole essere un lamento fine a se stesso – conclude la nota -. Finché c’è tempo di rivedere le linee di programmazione e i progetti specifici che compongono il Recovery Plan, Fish Piemonte, Fand Piemonte e Anffas Piemonte si dichiarano disponibili a fare la loro parte con spirito collaborativo e costruttivo: le idee non ci mancano».

In apertura photo di Nathan Anderson/Unsplash

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