Scuola (2)
Educazione

Riaprire le scuole dopo Pasqua garantendo il diritto alla salute

23 Marzo Mar 2021 1755 23 marzo 2021
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"È necessario garantire la scuola in presenza, e crediamo che questo possa essere fatto adottando tutti i protocolli e le precauzioni necessarie, organizzando piccoli gruppi in presenza e per le scuole superiori prevedendo l'alternanza tra didattica in presenza e didattica a distanza. Il diritto alla salute ed il diritto all'istruzione possono e devono coesistere" dichiara Marco Chiesara, Presidente di WeWorld

«Chiediamo che tutte le scuole, di ogni ordine e grado, vengano riaperte dopo Pasqua. Dobbiamo garantire ai bambini/e e agli adolescenti il diritto all'educazione, intesa a tutto tondo come istruzione e sviluppo delle competenze personali e sociali. E questo non può avvenire esclusivamente con la didattica a distanza. È necessario garantire la scuola in presenza, e crediamo che questo possa essere fatto adottando tutti i protocolli e le precauzioni necessarie (distanziamento sociale, aerazione, mascherine, ecc.) organizzando piccoli gruppi in presenza e per le scuole superiori prevedendo l'alternanza tra didattica in presenza e didattica a distanza. Il diritto alla salute ed il diritto all'istruzione possono e devono coesistere», dichiara Marco Chiesara, Presidente di WeWorld.

«Solo pochi giorni fa insieme ad Alleanza per l’Infanzia esprimevamo preoccupazione per la mancata predisposizione di un piano di sostegno educativo a fronte della chiusura della didattica in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado e nei servizi educativi per la prima infanzia nelle zone rosse. Preoccupa altresì la discrezionalità lasciata ai Presidenti di regione nel chiudere scuole e servizi educativi anche nelle zone gialle e arancioni.Rispetto alle recenti dichiarazioni sulle valutazioni dopo Pasqua per una possibile riapertura anche in zona rossa delle scuole, almeno l'infanzia, chiediamo alle istituzioni di accelerare il processo di valutazione per essere già pronti dopo Pasqua a un rientro in presenza», conclude Chiesara.

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