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Astrostem, le ragazze ci portano nello spazio anche in Dad

26 Marzo Mar 2021 1704 26 marzo 2021
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Promuovere in ragazzi e ragazze le competenze nelle materie "Stem" (sciences, technology, engineering, mathematics) è l'obiettivo del progetto della fondazione che ha vinto il bando finanziato dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri quale progetto educativo innovativo

Il nome è volutamente avveniristico: Astrostem. È un progetto di didattica a distanza evoluta, che mira a promuovere nei ragazzi le competenze nelle materie "Stem" (sciences, technology, engineering, mathematics). Lo ha messo a punto la Fondazione Edulife, l'onlus scaligera specializzata nei temi dell'educazione non formale ed informale, fondatrice di 311 Verona leanrning accelerator.
La mission di Edulife è quella di aiutare i giovani nella scoperta e realizzazione del proprio progetto di vita e professionale nonché sostenere il ruolo educativo degli adulti. Ebbene, Astrostem ha vinto il bando finanziato dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri quale progetto educativo innovativo. Un riconoscimento di grandissima rilevanza, perché va a premiare il miglior percorso di approfondimento sulla matematica, sulla cultura scientifica e tecnologica, sulla finanza, sull'informatica e sul coding, che sono le conoscenze/competenze su cui si fonderà la costruzione del futuro per quanto riguarda l'ambiente, l'energia, lo sviluppo sostenibile e la salute. Il percorso formativo è rivolto ai giovani di età compresa tra i 10 e i 14 anni, ma soprattutto alle bambine e alle ragazze, che vengono in questo modo incoraggiate a intraprendere sin dall'infanzia carriere in cui si registra una tradizionale presenza maschile: l'obiettivo è ottenere un'inversione di tendenza, volta a contrastare la sotto-rappresentazione delle donne in settori strategici per il rilancio sociale, culturale ed economico dell'Italia.
«Astrostem nasce sulla base del già collaudato "311 Young Talent"», sottolineano Michele Zavatteri e Sara Capitanio, responsabili per Fondazione Edulife dell'intera iniziativa, «un progetto di innovazione che mette al centro dell’azione educativa la didattica laboratoriale anche attraverso la Dad. Astrostem è stato la ciliegina di un percorso messo a punto e realizzato negli anni scorsi grazie alla collaborazione tra la nostra Fondazione e l'Istituto comprensivo 6 Chievo Bassona Borgo Nuovo: un percorso formativo che ha permesso agli studenti non solo di apprendere nuove e trasversali competenze tecniche, ma anche di venire a contatto con professionisti, vedendo le tecnologie in azione anche sotto una luce diversa».


Il progetto è incentrato sulla figure delle donne che hanno permesso all'uomo di arrivare nello spazio e su Marte: ricercatrici, ingegneri e scienziate che con il loro lavoro hanno cambiato la storia e il mondo. Perché proprio loro? Perché le loro sono tra le 200 storie di donne straordinarie raccontata all’interno del libro “Storie della buonanotte per Bambine Ribelli” di F. Cavallo e E. Favilli edito Mondadori, storie di donne che hanno un superpotere, aver raggiunto obiettivi straordinari facendo azioni quotidiane e semplici: lavorando.
Raccontare le loro storie - sottolineano in una nota Zavatteri e Capitanio - ha l’obiettivo di aiutare le ragazze e i ragazzi a coltivare il proprio talento e non le proprie paure, rompendo stereotipi di genere nell’avvicinamento al mondo Stem, cercando così di ridurre il gap femminile verso le Stem già evidenziato nel rapporto Pisa 2019. Il rapporto, infatti, evidenzia che in Italia i ragazzi ottengono risultati migliori delle ragazze in matematica e che tale divario è più ampio rispetto a quello riscontrato in media nei Paesi Ocse.

I ragazzi coinvolti sono 17 (60% ragazze) della classe 3B della scuola secondaria di primo grado IC6-Chievo. Grazie alla disponibilità lungimiranza e alla forte volontà della preside Mariangela Persona e della docente Teresa Bressan, il laboratorio Astrostem è iniziato lunedì 15 marzo, primo giorno in didattica a distanza del 2021, dopo l’entrata del Veneto in zona rossa e ha avuto una durata di 60 ore.
Il tema che ha accompagnato tutte le azioni del laboratorio è stato lo Spazio, e in particolare le attività che si svolgono su una stazione orbitale e la gestione di un piccolo rover robotizzato, perfettamente a tema con il recente atterraggio del “Perseverance” sul pianeta Marte.

Il laboratorio non ha trattato solo argomenti tecnici, parte integrante della proposta sono stati i temi dei Diritti umani, con particolare attenzione ai diritti delle donne e della presenza femminile nelle tecnologie collegando ogni argomento all’Agenda 2030 Onu per lo sviluppo sostenibile. Contenuti centrali del progetto sono stati la sperimentazione nel laboratorio attivo di coding e robotica e il modulo di realtà virtuale dove, attraverso un visore, ogni alunno da casa ha potuto viaggiare nello spazio e sulla stazione orbitale.
La volontà degli esperti di Fondazione Edulife e dei docenti coinvolti è di permettere alla classe - una volta conclusa l'emergenza sanitaria - di completare l'esperienza laboratoriale all'interno del learning accelerator "311 Verona" di lungadige Galtarossa.


A sinistra il logo del Progetto realizzato con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le pari opportunità

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