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iRaiser: 350 milioni raccolti in totale, di cui 1,8 milioni in Italia nell’anno della pandemia

30 Marzo Mar 2021 1511 30 marzo 2021
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È quanto emerge dal benchmark 2020 della piattaforma, l’analisi annuale a livello europeo sul digital fundraising

A un anno dallo scoppio della pandemia iRaiser, la piattaforma internazionale che offre soluzioni digitali per iniziare o ottimizzare le donazioni online, ha analizzato l’andamento del digital fundraising in Italia e in Europa. Ne è uscito un report, scaricabile gratuitamente, che propone una fotografia del settore realizzata sulla base delle transazioni effettuate grazie alle soluzioni iRaiser in Francia, Italia, Belgio e Paesi nordici.

Nel 2020 tramite iRaiser sono stati raccolti in tutto il mondo 350 milioni di euro. Una dimostrazione del fatto che con la pandemia la solidarietà non si è fermata, e i donatori sono più attivi che mai sia online sia offline. Ma cosa è successo in Italia?

Considerando un panel di 32 organizzazioni non profit nel 2020 in Italia sono stati raccolti oltre 1,8 milioni di euro con le soluzioni payment e peer-to-peer. Un risultato considerevole per il nostro Paese, dove le attività connesse al fundraising digitale sono nuove per la maggior parte delle associazioni. Nell’anno della grande emergenza sanitaria la percentuale maggiore di fondi raccolti da iRaiser rientra nella categoria solidarietà internazionale (31%), seguita da salute e ricerca (25%), università/scuole (12%) e cultura (11%). La maggior parte delle donazioni (45%) è stata fatta durante gli ultimi tre mesi dell’anno, ma l’andamento annuale è comunque armonioso. Inoltre, più del 30% delle donazioni sono state fatte tra marzo e aprile durante il primo lockdown.

Alto il valore medio delle donazioni online che in media raggiungono i 56 euro, con picchi di 120 euro nella cultura, tra i settori più promettenti nel digital fundraising. Il mobile giving è molto utilizzato in Italia (47%) e diminuisce rispetto agli altri mercati la differenza tra la donazione media che avviene tramite mobile (45€) rispetto a quella desktop (67€). Le carte di credito sono ancora il metodo più utilizzato (61,2% dei casi), ma anche Paypal è molto diffuso (36,2%). Piccoli ma significativi i numeri di metodi di pagamento smart come Apple e Google Pay (1,4%) e Satispay (1,1%).

Sulla base di un panel di clienti attivi da gennaio 2019, il digital fundraising in Italia è aumentato del 125% in valore rispetto al 2019. Molto interessante invece è il dato sul tasso di conversione, ossia chi una volta arrivato sul form conclude la donazione, che si attesta sopra il 6%, crescendo in modo esponenziale nel mese di dicembre (11,7%).

Nel 2020 iRaiser Italia è cresciuta dell’84%, raggiungendo un totale di 33 realtà seguite nell’attività di raccolta fondi digitale. Una crescita che ha interessato soprattutto il settore della cultura che da solo ha raccolto l’11% dei fondi. Grazie all’ingresso, dopo il FAI - Fondo Ambiente Italiano di Museo Egizio di Torino, Collezione Peggy Guggenheim, Museo Archeologico Nazionale di Taranto, Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, Amici di Brera, Mare culturale urbano e Parco archeologico del Colosseo, Parco Archeologico di Pompei, Galleria Borghese che saranno online prossimamente; sono oggi 10 le organizzazioni culturali che raccolgono fondi grazie alle piattaforme di iRaiser.

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