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Disabilità

Un Paese più egoista e meno solidale, il manifesto-denuncia della Fish

30 Marzo Mar 2021 1538 30 marzo 2021
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«Oggi siamo stanchi e scoraggiati: ma siamo ancora più consapevoli di prima che abbiamo solo sulla carta gli stessi diritti, gli stessi doveri, le stesse opportunità e le stesse responsabilità di tutte le altre persone», dice la Federazione Italiana Superamento Handicap

«Un carico sproporzionato di problemi rispetto agli altri cittadini»: così Helena Dalli, la Commissaria Europea all’Eguaglianza, ha “quantificato” l’effetto della pandemia in tutta Europa sulle persone con disabilità. Un tempo difficile per tutti, ma ancora più faticoso per le persone con disabilità «perché abbiamo una realistica consapevolezza di quanto poco valiamo per la nostra società», chiosa la Fish in un manifesto-denuncia pubblicato oggi, per provare a tracciare un bilancio delle politiche fin qui adottate nei confronti delle persone con disabilità e dei loro familiari, caregiver e assistenti personali, ad un anno esatto di distanza dallo scoppio della pandemia.

«Non compariamo neanche nelle statistiche e nei dati raccolti sugli effetti della pandemia e quindi non contiamo. Gli importanti risultati ottenuti sul lungo cammino dell’inclusione vengono man mano smantellati, restituendoci un Paese meno accessibile più egoista meno solidale e accogliente in cui le persone con disabilità non vengono considerate una risorsa come tutti. Oggi siamo stanchi e scoraggiati: ma siamo ancora più consapevoli di prima che abbiamo solo sulla carta gli stessi diritti, gli stessi doveri, le stesse opportunità e le stesse responsabilità di tutte le altre persone».

«In questo lungo tempo di pandemia abbiamo scoperto e sperimentato sulla pelle e su quella di chi sta al nostro fianco quali siano i posti riservati alle persone con disabilità e dei loro familiari da parte della nostra società, delle istituzioni e della politica», si legge: «Hanno voluto le persone chiuse a chiave nelle strutture protette, senza poter incontrare familiari e amici stretti». E ancora: «vogliamo tutti insieme costruire un Paese in cui non si debba più dire alle persone con disabilità di restare a casa, cercando di non morire, in attesa di essere finalmente vaccinati. A casa, senza poter andare a lavorare. A casa, perdendo mesi di scuola, come altri e più di altri per via della mancanza di aiuti e sostegni adeguati previsti dalle norme. Siamo stanchi di queste politiche».

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