Casa Del Bambino
Società

La lotta alla povertà educativa nel segno di Elda Mazzocchi Scarzella

10 Aprile Apr 2021 0938 10 aprile 2021
  • ...

Un'associazione ispirata all'opera della grande pedagogista milanese che, un secolo fa, seguì il marito in Sardegna e si impegnò a favore dei bambini e delle donne di Domusnovas, un paese con una grande vocazione mineraria. La scuola materna montessoriana e le gravi colpe della politica locale che l'aveva dimenticata

Raccogliere e sistematizzare le conoscenze sulla figura di Elda Mazzocchi Scarzella e valorizzarle come patrimonio culturale legato alla comunità locale, ma soprattutto come heritage di respiro europeo da trasmettere al futuro con metodiche moderne e innovative. Il progetto FILI (acronimo di “Favoriamo Insieme Legami Inclusivi”) si ispira alla straordinaria pedagogista milanese che nel 1921 seguì il marito in Sardegna. A lei si ispira l’attività dell’omonima Associazione fondata nel giugno 2016 da un gruppo di giovani donne.

Nata il 14 dicembre 1904 da una famiglia dell’alta borghesia milanese, Elda Mazzocchi si sposò a soli 17 anni. Subito dopo il matrimonio, il coniuge – l’ingegnere minerario Enzo Scarzella – fu inviato a Domusnovas, un piccolo paese dell’Iglesiente, per amministrare una tenuta nella Contea di Oridda. Nell’Isola la donna venne a contatto con un mondo che non conosceva, fatto di arretratezza e indigenza, ma da subito si prodigò per migliorare le condizioni sociali della popolazione, in particolar modo di donne e bambini, stimolando l’avvio di una scuola materna comunale di chiara ispirazione montessoriana, la prima in Sardegna. La prima maestra fu la mamma del celebre fumettista Aurelio Galeppini.

La pedagogista milanese Elda Mazzocchi Scarzella nel giorno del battesimo del figlio e, a destra, in tenuta da amazzone

Incastonato tra la valle del Cixerri e il massiccio calcareo del Marganai, Domusnovas dista appena 40 chilometri da Cagliari ma agli inizi del Novecento era davvero una località ai margini dell’impero, con la popolazione dedita in buona parte al lavoro nelle miniere del territorio. Oggi è un paese di poco più di seimila abitanti, conosciuto per i suoi fitti boschi e le grotte naturali attraversate da una strada carrozzabile. Ma in quei tempi, esattamente un secolo fa, la situazione era molto diversa. Grazie a questa nobildonna, per qualche anno Domusnovas diventò – pur restandone probabilmente inconsapevole – un vero modello di armonica convivenza tra l’industria mineraria e la cultura pedagogica d’avanguardia.

Inizialmente l’Amministrazione comunale mise a disposizione di Elda Mazzocchi Scarzella un vasto locale con uno spazioso cortile per far stare il più possibile i bambini all’aperto. La sede poi si rivelò inadeguata ma, non avendo il Comune risorse a disposizione, fu ancora una volta lei a darsi da fare: chiese donazioni ai suoi facoltosi amici di Milano e organizzò a Domusnovas manifestazioni di beneficenza mai viste in precedenza, con tanto di banda del reggimento militare, suonatori di launeddas, lotteria e persino un cammello come attrazione principale. Grazie a quelle donazioni e al lavoro manuale e volontario di tanti genitori, fu finalmente possibile edificare il nuovo asilo, che venne inaugurato il 2 luglio del 1933. Negli anni Settanta, purtroppo, gli amministratori del paese dimenticarono un pezzo importante della storia locale e si disinteressarono dell’edificio, che fu poi demolito.

I primi alunni della Casa del Bambino di Domusnovas, negli anni Trenta

«Quando ho redatto il progetto FILI – spiega la presidente dell’Associazione, Maria Giovanna Dessì – il mio obiettivo era quello di rendere la comunità locale maggiormente consapevole del nostro patrimonio umano e artistico-culturale, per stimolare lo spirito di esplorazione che oggi, specie nei più giovani, è in declino. Ho sempre ritenuto importante promuovere una migliore conoscenza e interazione dei giovani cittadini con le nostre istituzioni più prossime per il miglioramento di tale patrimonio».

FILI è sostenuto dal Corpo Europeo di Solidarietà e vede come protagonisti sei giovani del territorio: Erica Pintus, Jonathan Barra, Massimiliano Ciuffi, Sonia Orrù, Alessia Desogus e Nicolas Fini. Le giovani mamme che cinque anni fa hanno dato gambe alle iniziative dell’associazione “Elda Mazzocchi Scarzella” si sono impegnate per rimettere al centro del dibattito pubblico l’importanza dell’educazione per tutti i bambini anche fuori dalle aule scolastiche. Lo hanno fatto con una serie di eventi e opportunità per bambini e genitori, volti soprattutto alla lotta contro la povertà educativa. Si ricordano soprattutto le tre edizioni della Festa del Bambino, la pubblicazione di una rivista scritta da bambini e ragazzi, l’organizzazione di gite alla scoperta della Sardegna e la promozione di concorsi letterari per i bimbi.

Maria Giovanna Dessì

«Spesso non siamo in grado di riconoscere le ricchezze locali», sottolinea la presidente. «Questa è un po’ la storia di tutta la Sardegna. L’edificio che a cavallo tra le due guerre ospitava gratuitamente i figli dei minatori, dando loro una formazione d’eccellenza improntata sul metodo Montessori, avrebbe potuto essere oggi una vera e autentica attrattiva non solo per il paese, ma per tutta l’Isola. Invece fu abbattuto nell’indifferenza generale. La lotta alla povertà educativa a Domusnovas è iniziata ben prima degli anni Duemila: non le si definiva con questo nome, ma le attività che venivano portate avanti da Elda Mazzocchi Scarzella miravano proprio a questo. Riportare alla luce questa storia di innovazione, accaduta negli anni Venti-Trenta e condotta da una grande donna, per la nostra Associazione è una vera missione. Desideriamo promuovere l’idea di una società dove le donne sono partecipi e protagoniste dello sviluppo della comunità, attraverso la collaborazione con gli enti pubblici, le scuole e le altre realtà organizzate. Con l’obiettivo di valorizzare la storia della pedagogista milanese e proiettarla verso il futuro, senza vuote celebrazioni».

Il direttivo dell'associazione "Elda Mazzocchi Scarzella"

Avviato nel settembre 2020, il progetto FILI avrà la durata di un anno. Nei primi mesi sono state organizzate alcune sessioni di formazione e le interviste a testimoni privilegiati, nel tentativo di analizzare tutte le fonti relative alla pedagogista e alla sua opera. Grazie al ritrovamento di alcune foto che la ritraggono, si è arrivati a delineare anche un disegno che l’artista Carlo Spiga utilizzerà per realizzare un grande murale nella facciata della biblioteca comunale, un edificio che sorge proprio dove sino agli anni Settanta si trovava la Casa del Bambino. Il prossimo passo sarà catalogare tutto il materiale cartaceo e fotografico, reperito anche grazie alla collaborazione dell’avvocato Silvia Banfi, presidente del “Villaggio della Madre del Fanciullo” di Milano (fondato dalla stessa Elda all’indomani dalla partenza da Domusnovas), oltre che di parenti e amici della celebre pedagogista, e infine procedere con l'allestimento di una sala dedicata a lei proprio nella biblioteca del paese.

I protagonisti del progetto FILI

Una bozza del progetto murale della facciata della biblioteca di Domusnovas

Con il sostegno di:

Contenuti correlati