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Africa

Emergency apre in Uganda un ospedale pediatrico "scandalosamente bello"

22 Aprile Apr 2021 1326 22 aprile 2021
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Gino Strada ha chiesto a Renzo Piano un ospedale "scandalosamente bello", per dare ai bambini dell'Africa la stessa eccellenza che vorremmo qui in Italia per i nostri bambini. Inaugurato ieri sul Lago Vittoria, triplica i posti letto di chirurgia pediatrica di tutta l'Uganda. È il secondo centro della Rete sanitaria di eccellenza in Africa nata nel 2010 su iniziativa di Emergency

I primi pazienti si chiamano Ramadhan, Topista, Justine, Katongole, Matovu e Jordan. Hanno tra i 3 e gli 11 anni e sono stati ricoverati per problemi all’apparato genitale, gastro-intestinale e ernie sovraombelicali. Sono i primi pazienti a varcare la soglia del nuovo Centro di chirurgia pediatrica di Entebbe, in Uganda, che Emergency ha inaugurato ieri. Il Centro, progettato da Renzo Piano sul Lago Vittoria, curerà gratuitamente bambini e ragazzi sotto i 18 anni affetti da malformazioni congenite, problemi urologici e ginecologici, anomalie del tratto gastro-intestinale, patologie del sistema biliare, cheiloschisi: sarà un’eccellenza e un punto di riferimento per le necessità chirurgiche pediatriche di tutto il continente africano. Tra gli obiettivi del Centro, la formazione di medici e infermieri che possano contribuire a migliorare la chirurgia pediatrica in Uganda.

Il Centro di chirurgia pediatrica di Emergency in Uganda nasce da un incontro, quello tra Gino Strada, chirurgo e fondatore di Emergency e Renzo Piano, uno dei più importanti architetti al mondo. I muri dell’ospedale sono stati edificati in pisè, una tecnica di costruzione tradizionale che utilizza la terra cruda, garantendo un’inerzia termica che mantiene costanti la temperatura e l’umidità nell’edificio. Piano e Strada hanno condiviso un sogno: quello di costruire un ospedale “scandalosamente bello” nel cuore dell’Africa, che potesse unire la chirurgia pediatrica con il più alto livello di architettura per divenire un centro di riferimento per i bambini di tutto il continente. Quel sogno è diventato realtà anche grazie al sostegno del ministero della Salute ugandese: sulle rive del Lago Vittoria, a 1.200 metri, in una zona verde e salubre, il Centro di chirurgia pediatrica di Emergency ha aperto ieri le sue porte.

«Il modo migliore per aiutare l’Africa è fare lì quelle stesse cose che vorremmo avere anche qui da noi, in Italia», dichiara Gino Strada, chirurgo e fondatore di Emergency. «Facciamo tutti parte della comunità umana: siamo “uguali in dignità e diritti”, come è scritto nella Dichiarazione universale dei diritti umani. Abbiamo la responsabilità di curare un bambino africano esattamente come faremmo con un bambino italiano. Per questo siamo andati in Uganda con tutte le competenze, gli equipaggiamenti, le tecnologie necessarie a fare una chirurgia di alto livello e con una struttura straordinaria».

Gino Strada e Renzo Piano nel 2017 a Entebbe (ph Courtnay Robbins)

In Uganda, la mortalità infantile sotto i cinque anni è di 49 morti su 1.000 nati e il 30% di questi decessi è causato dalla mancanza di cure chirurgiche adeguate. Il Centro di Entebbe triplica di fatto la disponibilità di posti letto chirurgici pediatrici in Uganda. Dopo il Centro Salam di cardiochirurgia di Emergency aperto a Khartoum, in Sudan, nel 2007 (ce lo ha raccontato Luca Rallo, Country Director dei progetti Emergency in Sudan, sul numero di Vita in edicola dedaicato all'Africa, ndr) quello ugandese è il secondo centro dell’ANME, la Rete sanitaria di eccellenza in Africa. Nata nel 2010 su iniziativa di Emergency, conta oggi l’adesione di 11 Paesi africani, con l’obiettivo di sviluppare una rete di strutture sanitarie di eccellenza: perché l’Africa merita centri di eccellenza, non solo di emergenza.

La struttura di Entebbe si estende su 9.700 metri quadri, ha 3 sale operatorie, 72 posti letto, di cui sei di terapia intensiva e sedici di terapia sub-intensiva, una sala di osservazione e stabilizzazione, 6 ambulatori, una radiologia, un laboratorio con banca del sangue, una TAC, farmacia, amministrazione, servizi ausiliari, foresteria per i pazienti stranieri, area di accoglienza ed educazione sanitaria e una area gioco esterna. L’intero progetto è stato realizzato pro bono dallo studio Renzo Piano Building Workshop, in collaborazione con TAMassociati e la Building division di Emergency. Un’attenzione particolare è stata destinata alla sostenibilità ambientale, con una dotazione di circa 2.500 pannelli solari fotovoltaici in copertura di una parte del fabbisogno energetico del Centro. «Mi piace pensare all'Africa come un laboratorio per il futuro e non solo come uno scenario di sofferenza e di guerre dimenticate. Gino mi ha sempre chiesto di disegnare un ospedale "scandalosamente bello"», spiega Renzo Piano. «Per certe persone è uno scandalo offrire bellezza ed eccellenza a tutti, in particolare ai più svantaggiati ed emarginati. D'altronde è risaputo che in tutte le lingue africane, lo swahili per primo, l'idea di bello è sempre accompagnata all'idea di buono: non c'è bellezza senza bontà».

A regime, lo staff è composto da 385 addetti, di cui 179 sono personale sanitario. Chirurghi, pediatri, anestesisti, fisioterapisti, infermieri, farmacisti e tecnici sono per l'80% circa professionisti locali e per il 20% professionisti di provenienza internazionale. Lo staff non medico è costituito da internazionali per il 5% e da nazionali per il 95%. «L’Uganda non è del tutto sprovvista di strutture sanitarie, né di cultura medica, ma necessita della collaborazione internazionale per garantire a fasce più ampie della popolazione la continuità di cure mediche di secondo e terzo livello e la formazione di specialisti», sottolinea Rossella Miccio, Presidente di Emergency. «La scelta è stata di inserire l’ospedale nel contesto sanitario ugandese come centro di chirurgia elettiva pediatrica, generale e specialistica, al fine di permettere il trasferimento programmato dei piccoli pazienti da tutto il Paese e dall’estero».

Il ministero della Sanità ugandese ha partecipato da subito allo sviluppo del progetto, collaborando alla sua definizione, mettendo a disposizione il terreno su cui è stato costruito e finanziando, come previsto per tutti i progetti realizzati dalla rete ANME, il 20% dei lavori e dei costi di gestione. «L’apertura dell’ospedale rappresenta un punto di svolta per i bambini dell’Uganda e della regione dell’Est Africa, grazie alla sua offerta di prestazioni di chirurgia pediatrica di alta qualità, senza alcun costo per i pazienti», dichiara Ruth Aceng Ocero, Ministro della sanità dell’Uganda. «Questa iniziativa è parte dello sforzo del governo di rafforzare il sistema sanitario nazionale, riducendo i trasferimenti medici all’estero e potenziando i servizi sanitari per i nostri bambini. Il Centro permetterà all’Uganda di diventare meta di turismo sanitario per le prestazioni pediatriche e una istituzione centrale per la formazione del personale sanitario locale. Per questo, rivolgo il mio apprezzamento al lavoro di Emergency e di tutti i nostri partner che hanno potuto rendere questo ospedale una realtà».

Foto della gallery, by Marcello Bonfanti

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