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Nuova Marcora, il Governo punta su cooperazione e workers buyout per il rilancio

28 Aprile Apr 2021 1340 28 aprile 2021
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«Accesso aperto a tutte le cooperative di lavoro e sociali, più fondi disponibili e tasso 0 per i finanziamenti», sono questi, riassunti da Mauro Frangi, presidente di Cooperazione Finanza e Impresa, società partecipata e vigilata dal Ministero dello Sviluppo economico, le novità principali della “Nuova Marcora” riformulata nel 2021

«La Legge Marcora nasce in un periodo di grave crisi economica e occupazionale molto simile a quello attuale», sottolinea Mauro Frangi, presidente di Cooperazione Finanza e Impresa, la società partecipata e vigilata dal del Ministero dello Sviluppo Economico e braccio operativo nel sostegno finanziario alle operazioni di workers buyout e alle cooperative di lavoro e sociali che da questo aprile ha rilanciato la propria azione. «Nel 1981 di fronte alla necessità di contrastare gli effetti del secondo shock petrolifero “Albertino” Marcora promosse una legge che ha come principio essenziale garantire il sostegno dello Stato ai lavoratori di aziende in crisi che costituendo una cooperativa tra loro si proponevano l'acquisto della azienda stessa facendola oggetto di rilancio. La legge viene varata nel 1985 e riformulata una volta nel 2001», sottolinea Frangi. Oggi quella Legge è stata rilanciata. Ecco cosa è cambiato.


Mauro Frangi

Com'è cambiata nel 2001 rispetto alla stesura originale?
Nella sua forma originale la Legge Marcora fu oggetto negli anni '90 di una procedura di contestazione perché configurava aiuti di stato in violazione delle normative comunitarie. Dal 2001 opera con la nuova stesura che ha determinato sostanzialmente la limitazione degli interventi alle sole Pmi, e ha stabilito che gli interventi della Legge che si estrinsecano in investimenti nel capitale sociale delle imprese cooperative di lavoro abbiano una durata limitata a dieci anni, e non più sine die, e avvengano ai tassi di mercato.

Il braccio operativo della Marcora è Cooperazione Finanza e Impresa di cui lei è presidente. Come lavora?
Sì, CFI è una società cooperativa partecipata e vigilata dal MISE, che nasce nell'86 per gestire questi investimenti. Il Ministero ha conferito le risorse della legge – 96 milioni di euro - a titolo di capitale. In sostanza CFI è l'investitore istituzionale specializzato nel sistema cooperativo. Dal 2019 è l’unico soggetto deputato alla gestione della Legge Marcora e opera come prevede la Legge istitutiva “per il perseguimento di una specifica missione di interesse pubblico” e cioè sostenere l'occupazione e il rilancio delle imprese

Quali sono le modalità di intervento?
CFI mette a disposizione delle imprese cooperative interventi nel capitale sociale, quindi nel capitale di rischio dell'impresa, che sappiamo in questa fase quanto sia importante. Interveniamo in veste di socio finanziatore con una partecipazione temporanea non oltre dieci anni e per il valore massimo pari al capitale sociale versato dagli altri soci. Quindi al massimo raddoppia il capitale. Nel tempo a fianco a questo tipo di intervento la Legge ha previsto altri strumenti di intervento con l’erogazione di capitale di debito con differenti finalità e caratteristiche, che hanno una durata definita in base al progetto, e al profilo economico e patrimoniale della cooperativa e alle finalità dell’operazione sempre per un massimo di dieci anni.

È di questi giorni la notizia che si è stato profondamente rinnovato il regime de la Nuova Marcora. Cosa significa?
La cosiddetta “Nuova Marcora” è uno strumento di finanza pubblica agevolata. Il nome può trarre in inganno. Non si tratta di un superamento della legge Marcora ma di uno strumento nato inizialmente, nel 2014, con una caratteristica di forte complementarietà rispetto alla legge di cui porta il nome. Il suo scopo era potenziare il filone dei finanziamenti di capitale a debito a tassi agevolati per le imprese.

Com'è cambiata con le nuove disposizioni del 2021?
Sono avvenute nel 2020 due gruppi di interventi legislativi. In primo luogo il rilancio dello strumento con il rifinanziamento progressivo del fondo con ulteriori 45 milioni di euro per arrivare alla quota attuale di oltre 65 milioni di euro. La seconda modifica riguarda appunto la rivisitazione complessiva del regime agevolato che rivisita il provvedimento del 2014 che cambia e rende la Nuova Marcora decisamente più performante

Entrando nel concreto?
Le modifiche fondamentali sono tre. La prima è che viene resa disponibile la Nuova Marcora a tutte le imprese cooperative sul territorio nazionale. Prima al nord l'accesso era possibile solo per le imprese nei primi due anni di vita. Si possono quindi finanziare in tutto il territorio nazionale interventi di ristrutturazione, sostegno e rilancio. La seconda modifica riguarda il massimale di intervento. Si passa da un tetto di un milione di euro entro il limite di quattro volte la partecipazione sottoscritta da CFI ai nuovi di due milioni di euro e cinque volte la partecipazione sottoscritta. Quindi una leva più ampia. La terza riguarda il tasso di interesse che diventa 0 mentre prima avevamo lo 0,8 per cento.

Quali risultati aveva prodotto la “nuova Marcora” prima della sua riformulazione?
Nell’intero periodo di funzionamento (2016-2021), CFI ha registrato solo su questa misura un totale di 77 interventi, che hanno riguardato 72 cooperative, per un totale di 6.141.660 euro di partecipazioni e 15.677.000 euro di finanziamenti generando 2.175 occupati. Il taglio medio degli interventi è di 85.300 euro per le partecipazioni e 203.600 euro per i finanziamenti. Significa un investimento medio per addetto di 10mila euro. Il 76% degli investimenti realizzati riguarda cooperative che hanno effettuato operazioni di workers buyout, il 12% cooperative sociali.

Cosa vi aspettate da aprile 2021 in poi?
Che questa misura, che ovviamente è di indubbio interesse, incontri una domanda molto importante dalle imprese cooperative e possa contribuire in modo decisivo al loro sviluppo e consolidamento in una fase così difficile. Siamo in una situazione per cui, con i provvedimenti emergenziali, l'accesso al credito bancario è facilitato. Però siamo anche in una situazione in cui il bisogno di ricapitalizzazione, di rafforzamento patrimoniale e di acquisizione di finanza a lungo termine da parte di aziende che fanno del lavoro il loro fattore essenziale è decisivo per il loro rilancio dopo la pandemia. Inoltre, dal nostro osservatorio, sappiamo che una volta che le misure protettive dell'occupazione messe in campo dal Governo avranno esaurito il loro effetto ci troveremo di fronte a molte PMI costrette a “gettare la spugna” perché non avranno le forze per ripartire oppure, più semplicemente, per assenza di possibilità di passaggi generazionali. In questo contesto ci aspettiamo un forte impulso del fenomeno dei workers buyout. Lo sportello della Nuova Marcora è aperto dal 23 aprile e tutte le informazioni per l’accesso sono disponibili sul sito cfi.it

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