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Giornata Mondiale dell’Asma, sempre al fianco dei pazienti

4 Maggio Mag 2021 1516 04 maggio 2021
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In Maugeri, task force di oltre 50 fra pneumologi, allergologi, biologi e infermieri al lavoro in sette Istituti da Nord al Sud di Italia L’esperto: «Diagnosi precoce decisiva, bene i nuovi farmaci biologici, ma l’aderenza alle terapie inalatorie è ancora troppo bassa (30-40%)»

Sono oltre 50 fra pneumologi, allergologi, biologi, tecnici di fisiopatologia respiratoria, fisioterapisti respiratori e infermieri degli Istituti Maugeri di tutta Italia le persone impegnate, ogni giorno, nella cura dell’asma, di cui il 5 maggio ricorre la Giornata mondiale.
L’Asma bronchiale è una delle malattie croniche più diffuse al mondo, con circa 300 milioni di individui affetti e una prevalenza in crescita in molti Paesi, soprattutto nei bambini.

In Italia si stima che siano circa 3 milioni i pazienti asmatici (una delle maggiori voci di spesa del Ssn), alcune migliaia dei quali seguiti dagli Istituti Maugeri di Veruno (No), Tradate (Va), Pavia, Montescano (Pv), Lumezzane (Bs), Telese (Bn), Bari, nell’ambito del Dipartimento di Pneumologia, diretto Michele Vitacca.
Quasi mille i pazienti presi in carico dal solo Centro di cura e ricerca dell’Asma dell’Irccs Maugeri Tradate (Varese), diretto dal professor Antonio Spanevello, ordinario di Malattie respiratorie presso l’Università dell’Insubria di Varese.

«L’asma è una malattia altamente eterogenea», spiega Spanevello (nella foto), «la cui diagnosi si basa sul riconoscimento di una storia compatibile quale presenza di sintomi respiratori caratteristici quali respiro sibilante, dispnea, senso di costrizione toracica o tosse, associata alla dimostrazione di una significativa variabilità del flusso aereo espiratorio. L'esame necessario per una diagnosi accurata, che è importante sia precoce, è la spirometria. Nel nostro Centro studiamo anche il quadro infiammatorio bronchiale che permette di caratterizzare meglio la malattia».
La terapia di base per gli asmatici, sottolinea Spanevello, «resta ancora quella degli antinfiammatori corticosteroidei, per via inalatoria» ma, aggiunge il professore, «la ricerca più recente ci mostra l’efficacia dei nuovi farmaci biologici nel colpire la genesi infiammatoria alla base dell’asma, arrivando a “fenotipizzare”, ossia a definire più nel dettaglio, il tipo di infiammazione, somministrando terapie farmacologiche sempre più specifiche».

Il peggior nemico degli asmatici, oltre alla patologia, continua a restare la scarsa aderenza alle cure: «L’aderenza alla terapia inalatoria», sottolinea il professore, «è ancora molto bassa, attestata fra il 30-40%».

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