Volontariato

Rocca (Cri): «Quest'anno la Giornata della Croce Rossa celebra i 150mila volontari #inarrestabili»

7 Maggio Mag 2021 1651 07 maggio 2021

«L'impegno dei nostri volontari si traduce in un numero impressionante: oltre un milione e mezzo di giorni di volontariato dall’inizio della pandemia. Siamo ancora nel mezzo della pandemia e non possiamo certo festeggiare, ma celebrare questa straordinaria risposta umana nella difficoltà sì, perché da questo spirito scaturisce la ripartenza»

  • ...
Francesco Rocca Ok
  • ...

«L'impegno dei nostri volontari si traduce in un numero impressionante: oltre un milione e mezzo di giorni di volontariato dall’inizio della pandemia. Siamo ancora nel mezzo della pandemia e non possiamo certo festeggiare, ma celebrare questa straordinaria risposta umana nella difficoltà sì, perché da questo spirito scaturisce la ripartenza»

La Giornata Mondiale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, cade domani 8 maggio in occasione dell'anniversario della nascita del suo fondatore Henry Dunant, padre dell’umanitarismo moderno. Quest’anno la festa è anche la celebrazione dell’enorme sforzo dei volontari della Croce Rossa Italiana, in prima linea nella lotta alla pandemia quanto in tutte le altre attività che hanno continuato a portare avanti, senza sosta.

Francesco Rocca è presidente di Croce Rossa italiana e di IFRC (Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa) 14 milioni di volontari locali in tutto il mondo e 150mila in Italia.

“L’8 maggio celebra l'idea attuale, oggi più che mai, di quel grade visionario di Dunant e lo spirito di sacrificio e abnegazione dei nostri 14 milioni di volontari in tutto il mondo. L’8 maggio – ci dice Rocca - è anche il giorno per ricordare l'importanza e l'attualità dei nostri Principi Fondamentali, tra cui Umanità e Neutralità, che diventano azioni quotidiane e che, molto spesso, fanno la differenza tra la vita e la morte. L'8 maggio è l'occasione per dire grazie a questa Italia che aiuta”.

Centocinquanta mila volontari impegnatiin Italia su tanti fronti, la formazione è importantissima

Francesco Rocca: I volontari sono persone in carne e ossa con sentimenti e fatiche, Questi mesi sono iniziati con una grande preoccupazione, dal primo momento quando il presidente di Croce Rossa di Codogno ha trasportato e soccorso il paziente uno sino alle migliaia e migliaia di azioni che poi si sono susseguite. Voglio sottolineare che i nostri volontari sono ben formati, quindi sapevano dei dispositivi necessari, cosa utilizzare, come intervenire. Nella prima fase la frontiera era l’emergenza sanitaria ma poi anche l’emergenza sociale con i bisogni alimentari e la povertà che incalzava. Dunant nel suo libro Un Souvenir de Solferino scritta e riscritta ben sette volte, nell’ultima edizione si sofferma proprio sull’importanza della formazione. Scrive che non interessarsi al denaro perché qualche benefattore ci sarà sempre, bisogna essere ben formati e pronti, il denaro arriverà.

Per questo la Croce Rossa ha messo in campo numerose iniziative per una Giornata che sui canali social ha l’hashtag #Inarrestabili

Inarrestabile è stato, infatti, dall’inizio della pandemia, l'operato della Croce Rossa su tutti i fronti, riuscendo ad essere come sempre “ovunque per chiunque”. Come sempre a partire dai servizi in ambulanza, quelli di contenimento, per esempio gli aerei che sono arrivati dall’India, le attivazioni durante l’anno per allestimento di ospedali da campo o strutture a supporto. Oltre all'enorme attività sul fronte del Coronavirus e l’attuale impegno in 300 centri vaccinali stiamo effettuando una media di circa 1000 tamponi gratuiti al giorno nelle due strutture presso le Stazioni di Milano e Roma e, da maggio, in tante altre città italiane). Poi i servizi sociali. i nostri volontari hanno consegnato oltre 160.000 pacchi alimentari e quasi 35.000 consegne di buoni spesa a persone e famiglie bisognose. In 90 Comuni italiani le Unità di Strada hanno operato in supporto delle persone senza dimora, ancora più ai margini a causa della pandemia. Non ha avuto sosta la donazione del sangue, l’attività di clownerie negli ospedali, anche a distanza. La nostra Centrale di Risposta Nazionale ha dato ascolto e supportato oltre 160.000 richieste che, sommate all’attività dei Comitati, arriva a oltre 500.000 servizi erogati e registrati. Oltre 800 i volontari poi sulle navi quarantena, c’era un tema di accoglienza di fronte ai no dei sindaci con la narrativa tossica che i migranti portano il virus e che non è vero. Un servizio toccante e non semplice perché siamo stati molto chiari non volevamo che quelli navi si trasformassero in navi prigione, non un ora in più della quarantena. Non è la soluzione ottimale ma bisognava far qualcosa per queste persone fragili e per la loro e nostra sicurezza che non può mai disgiungersi dalla accoglienza. Tutto questo si traduce in un numero impressionante: oltre un milione e mezzo di giorni di volontariato dall’inizio della pandemia. Siamo ancora nel mezzo della pandemia e non possiamo certo festeggiare, ma celebrare questa straordinaria risposta umana nella difficoltà sì, perché da questo spirito scaturisce la ripartenza

Di fronte al moltiplicarsi di bisogni avete fatto questa esperienza del programma di “volontariato temporaneo” a cui hanno aderito circa 50 mila nuovi volontari. Un risultato che conferma quanto è successo in tante altre organizzazioni

Un’esperienza straordinaria, un bel segno che deve farci riflettere come organizzazioni che dobbiamo intercettare la disponibilità delle persone con cui spesso non riusciamo a dialogare. Probabilmente dobbiamo cambiare le modalità anche di racconto del nostro volontariato. Dobbiamo interrogarci sul dialogo con i giovani. Noi come organizzazione nel cambio di Statuto ho preteso che il responsabile nazionale dei giovani, eletto in maniera indipendente, sia di diritto vice presidente della nostra organizzazione. Coinvolgerli anche nella governance con le loro energie e i loro linguaggi è necessario. Bisogna camminare in questa direzione perché altrimenti fuori dalle organizzazioni che non sono capaci di accogliere questa energia trasformativa c’è il rischio dello spontaneismo

L’anno di Padova Capitale europea del volontariato si è chiusa lanciando l’idea e la campagna per riconoscere il volontariato come bene immateriale dell’umanità riconosciuto dall’Unesco, che ne pensa?

Penso sia una un’idea fantastica, giusta. Ricordiamoci che i volontari sono sempre espressione di una comunità locale ed è importante riconoscere che solo che l’energia gratuita del volontariato è capace di tessere i fili di una comunità. Per questo anche parlando a nome di 192 associazioni internazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa sosterremo con forza la campagna.

Contenuti correlati