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9 maggio, il Rinascimento dell'Europa è adesso

8 Maggio Mag 2021 2358 08 maggio 2021

Si apre ufficialmente a Strasburgo la Conferenza sul futuro dell’Europa. Un primo grande esercizio di democrazia partecipativa su scala continentale, ove le tre Istituzioni si sono impegnate a dare la parola ai cittadini, alle forze sociali ed economiche ai territori, per un grande esercizio di ascolto e di proposte per fare e riformare l’Europa di domani.

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Si apre ufficialmente a Strasburgo la Conferenza sul futuro dell’Europa. Un primo grande esercizio di democrazia partecipativa su scala continentale, ove le tre Istituzioni si sono impegnate a dare la parola ai cittadini, alle forze sociali ed economiche ai territori, per un grande esercizio di ascolto e di proposte per fare e riformare l’Europa di domani.

«La sola cosa che ha riabilitato gli europei in questo barbaro XX° secolo è stato fare l’Europa. Questa pace non è mai acquisita per sempre. La democrazia neppure. Bisogna sempre essere vigilanti per difenderla”. Queste parole di una grande Madre dell’Europa, Simone Veil, in occasione del 9 maggio, Festa dell’Europa, ci ricordano il senso della proposta di un gruppo di visionari, che settantuno anni fa ha messo le premesse per la ricostruzione economica, sociale e morale post bellica, dando vita al più grandioso progetto di progresso della storia dell’umanità.

Il 9 maggio si ricorda la proclamazione della Dichiarazione Schuman, che a mio modo di vedere è il più alto Manifesto politico dell’era moderna, che ha fissato nella pietra i due concetti fondamentali di tutta la costruzione europea: la solidarietà obbligatoria (Schuman la chiamava di fatto) e la responsabilità condivisa. Ed un metodo, basato su progressive realizzazioni concrete.

Ogni passo della costruzione europea di questi anni si è fatto secondo questi due principi e secondo questo metodo, perché come già diceva Churchill: “Fare l’Europa è fare la pace. È far lavorare insieme gli uomini oltre ogni frontiera” Ma, proseguiva, di ideali la politica si nutre, ma poi ha bisogno di rotte, scelte, regole e Istituzioni comuni.

Ed oggi, di fronte alla più grave crisi della sua storia, la pandemia del COVID19, l’Europa ha dimostrato una capacità di Rinascimento straordinaria, inaspettata, come ha ben rivendicato pochi giorni fa a Firenze l’attuale Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen.

Senza alcuna competenza in materia di salute, in poco tempo, si sono adottate misure di emergenza impressionanti, sia per assicurare le forniture dei materiali necessari per proteggere e assistere, sia tenendo le frontiere interne aperte, sia raccogliendo i fondi necessari per lanciare il più vasto e cooperativo programma mondiale di ricerca sui vaccini, con un risultato conseguito in tempi record. E poi facendosi carico di coordinare gli acquisti dei vaccini per tutti, evitando una guerra disastrosa tra paesi grandi e paesi piccoli che sarebbero stati esclusi, distribuendo in modo equo già oltre 200 milioni di vaccini all’interno dell’Europa. Ma anche, unico grande paese al mondo, mantenendosi aperta al mondo: altri 200 milioni di vaccini prodotti sul suolo europeo sono stati esportati nel mondo intero, E l’Europa è diventata il principale finanziatore del meccanismo internazionale COVAX, per la distribuzione dei vaccini ai paesi più poveri del mondo.

Letteralmente lo stesso spirito e lettera della Dichiarazione Schuman.

E poi ha rotto tutti i tabù della sua recente storia, facendo ricorso al debito comune per finanziare il più gigantesco Piano di ripresa e resilienza della sua storia, con 750 miliardi non destinati a riparare, ma ad accelerare gli investimenti per la trasformazione dell’Europa, per garantire le prossime generazioni. Per accompagnare le transizioni ecologica, energetica, digitale, industriale e demografica del continente. E assumendo una leadership mondiale in tema di lotta ai cambiamenti climatici, oggi raggiunta finalmente dagli Stati Uniti di Biden.

L’Europa è da sempre una storia di nuovi inizi. Questo è il vero Rinascimento europeo, basato sulla forza di quella visione e quel metodo di ieri, con rinnovata immaginazione, audacia, empatia, compassione, intelligenza emozionale, capacità di rischiare insieme e di osare la speranza di un comune destino.

Von der Leyen ha ancora richiamato l’eredita dell’ “I care “di don Milani come anima europea. Oggi l’Europa vuole prendersi cura dei propri vicini, dei più fragili, del nostro pianeta, delle future generazioni. L’Europa in questa pandemia ha saputo rideclinare in modo forte il suo “A qualunque costo”, per curare e proteggere, per ricostruire e rilanciare una Europa solidale, intraprendente e sostenibile.

Ci auguriamo questo spirito e forza di Rinascimento, che accade qui ed ora, possa allargarsi sempre di più. In primo luogo nei nostri territori e con tutte le forze sociali ed imprenditoriali, che ora saranno chiamati a mettere a terra i Piani nazionali di Ripresa e Resilienza e farli diventare motori di svolte. Cooperando davvero tutti insieme per il bene comune.

E poi nell’azione esterna, incominciando dalle azioni necessarie perché vaccini sicuri possano essere messi a disposizione del mondo intero (almeno 20 miliardi di vaccini all’anno), anche attraverso la sospensione temporanea dei diritti di brevetto e delle misure che saranno discusse anche per i farmaci nel prossimo Summit globale di Roma di fine maggio.

E poi su uno dei dossier tutt’ora più divisivi e irrisolti, quello delle migrazioni e dell’asilo, dove abbiamo bisogno di un Next Migration EU, sul serio. Che dimostri anche qui che una grande Unione di democrazie sa decidere, proteggere e rispettare i propri valori.

E infine nell’investimento sul rinnovamento democratico. Il 9 maggio di quest’anno, si apre ufficialmente a Strasburgo la Conferenza sul futuro dell’Europa. Un primo grande esercizio di democrazia partecipativa su scala continentale, ove le tre Istituzioni si sono impegnate a dare la parola ai cittadini, alle forze sociali ed economiche ai territori, per un grande esercizio di ascolto e di proposte per fare e riformare l’Europa di domani.

Dunque buon 9 maggio. A qualunque costo, per il Rinascimento dell’Europa e del mondo.

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