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Terzo settore

Imprese sociali, appello a Giorgetti per il caos sulla qualifica di start up

11 Maggio Mag 2021 1730 11 maggio 2021
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Alcuni deputati hanno scritto al ministro dello Sviluppo Economico perché si superi la dicotomia introdotta dalla nota del 23 marzo (prot. 84932) che sancisce l'incompatibilità tra la qualifica di ETS e Siavs. «L’imposizione di questa scelta produce gravi effetti sull’impresa: reali, economici e finanziari. Le chiediamo un suo interessamento e intervento diretto e tempestivo»

A firmarla sono stati tredici parlamentari: Alessandro Fusacchia, Luca Carabetta, Andrea Cecconi, Rosalba De Giorgi, Lorenzo Fioramonti, Chiara Gribaudo, Antonio Lombardo, Mattia Mor, Rossella Muroni, Antonio Palmieri, Elisa Siragusa, Serse Soverini e Simona Suriano.

È la lettera appello (scaricabile in allegato) indirizzata a Giancarlo Giorgetti, ministro dello Sviluppo Economico, per chiedere un intervento risolutore sull'impasse generata con l'introduzione dello stesso MISE dell'incompatibilità tra le qualifiche di Ente di Terzo Settore e Start up innovativa a vocazione sociale.

«Molte Camere di Commercio, a seguito della nota del MISE dello scorso 23 marzo (prot. 84932), si sono mosse per notificare “l'incompatibilità dell'iscrizione nella sezione speciale delle Start-up innovative con l'iscrizione nella sezione delle Imprese sociali”», si legge nella lettera.

«Questa notifica chiede sostanzialmente a chi oggi ha il doppio status – e quindi è Impresa sociale ETS senza fini di lucro secondo il decreto legislativo 117/2017 ed è quindi iscritta alla sezione delle Imprese Sociali del Registro Imprese e al tempo stesso nella Sezione speciale delle Start-up Innovative a vocazione sociale per requisiti oggettivi, in base al decreto 179/2012 – di rinunciare ad una delle due iscrizioni», continua l'appello, «Viene così imposto un aut-aut sulla base di un presunto conflitto tra le due iscrizioni nel Registro Imprese, perché una Siavs avrebbe "scopo lucrativo"... anche quando si tratta di imprese non-profit».

L’imposizione di questa scelta «produce gravi effetti sull’impresa: reali, economici e finanziari. Perché perdere la qualifica di Impresa sociale ETS (Ente del Terzo Settore) comporta l’estromissione dal mercato di riferimento (pubblico e privato), l’interruzione o l’inadempienza nelle attività e contratti in corso: in definitiva, l’impossibilità di svolgere l’attività economica», spiegano i parlamentari nella missiva, aggiungendo inoltre che «rinunciare all’iscrizione nella sezione Startup Innovative vuol dire perdere le facilitazioni specifiche: le garanzie speciali del Fondo PMI per l’accesso al credito, gli incentivi fiscali per attrarre investitori in una no-profit patrimonializzando l’impresa, giuslavoristici. Un danno alla accountability nei rapporti anzitutto con imprenditori privati e sociali, che compromette la capacità di operare dell’impresa e la sua strategia di sviluppo».

«L’aut-aut a cui si sta sottoponendo le imprese interessate non sta quindi chiedendo di fare una scelta, ma di fatto si sta traducendo in una imposizione che mette a rischio la continuità aziendale, il mantenimento e la crescita dei livelli occupazionali, il rispetto degli impegni e delle obbligazioni assunte con terzi. Troviamo francamente incomprensibile quello che sta succedendo», conclude la comunicazione appellandosi al ministro per «un suo interessamento e intervento diretto e tempestivo per evitare il paradosso che il MISE, invece di aiutare la nascita e sviluppo delle imprese, emani note che di fatto mettono a repentaglio l’attività di impresa e la sopravvivenza stessa di tante realtà imprenditoriali italiane. Dal momento che le Camere di Commercio hanno già notificato scadenze perentorie – già da questa settimana! – per effettuare la scelta, le chiediamo (a) di intervenire subito con una sospensione del procedimento nell’attesa di adeguati chiarimenti, al fine di bloccare gli effetti che si produrrebbero a danno delle imprese interessate; e (b) di valutare ogni opportuno intervento legislativo che risolva queste “contraddizioni”, semplifichi e valorizzi le nuove forme emergenti dell’imprenditorialità sociale».

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