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Migliaia di sfollati a Goma, tra cui i bambini del centro Fed

24 Maggio Mag 2021 1721 24 maggio 2021
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La violenta esplosione del vulcano Nyiragongo in Repubblica Democratica del Congo ha causato migliaia di sfollati. AIBi è presenta a Goma, che dista appena 20 km dal vulcano: sostiene 110 bambini tramite il sostegno a distanza e si è già attivata per portare aiuto

Sono 110 i bambini che Ai.Bi. - Amici dei Bambini sostiene tramite il sostegno a distanza in due centri nella città di Goma, in Repubblica Democratica del Congo, a soli 20 km dal vulcano Nyiragongo che sabato improvvisamente ha preso ad eruttare, con colate laviche che hanno invaso le periferie. Dei due centri, il Sodas non è stato colpito, mentre per il centro della Fed, i bambini sono stati trasferiti nella parte occidentale della città. Nel fuggi fuggi generale della notte fra sabato e domenica, secondo l’Unicef, oltre 170 bambini risultano dispersi mentre altri 150 sono stati separati dalle famiglie.

Già prima dell’ordine ufficiale, la popolazione aveva cominciato a sfollare. Oscar Tembo, il referente di Ai.Bi. ha riferito che «mentre la popolazione era in attesa di un piano di evacuazione, il panico ha portato la popolazione a sfollare in due direzioni: alcuni si sono diretti verso est ai valichi di frontiera con il Ruanda (si parla di circa 3.500 persone), altre sono andate verso Sake, che si trova circa 30 km a ovest della città». Le conseguenze umanitarie «includono lo sfollamento e la separazione familiare, i tagli all'acqua e l'elettricità nella parte orientale della città. La strada Rutshuru-Goma, che rifornisce la città di cibo e collega i quartieri settentrionali, dove ci sono diverse case e proprietà bruciate, è tagliata fuori e gli incidenti stradali hanno causato alcuni morti tra gli sfollati che si stavano dirigendo verso Sake».

La situazione del vulcano appare ora più stabile, «ma in città è piena emergenza, con molte famiglie che si sono trasferite e diversi bambini rimasti separati dalle loro famiglie», conferma Tembo. Alcune di queste famiglie, che si erano rifugiate presso amici, hanno già cominciato a rientrare per informarsi sull’evolversi della situazione. Ai.Bi. si è subito attivata per mandare al più presto aiuti ai bambini dei centri Sodas e Fed e alle loro famiglie: qui la pagina per dare un contributo.

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