Dibattiti

PNRR, la politica è pronta a condivide potere e responsabilità?

1 Giugno Giu 2021 1147 01 giugno 2021

In un webtalk in diretta Facebook e Youtube dal titolo “Quale sussidiarietà per il governo del Recovery” VITA e Avvenire hanno posto la questione riunendo intorno allo stesso tavolo quattro rappresentanti della società civile (Francesco Marsico, Anna Lisa Mandorino, Andrea Morniroli e Stefano Granata) e altrettanti parlamentari (Maria Teresa Bellucci- FdL, Maria Chiara Gadda- Italia Viva, Maurizio Lupi - Noi con L’italia e Peppe Provenzano- PD)

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In un webtalk in diretta Facebook e Youtube dal titolo “Quale sussidiarietà per il governo del Recovery” VITA e Avvenire hanno posto la questione riunendo intorno allo stesso tavolo quattro rappresentanti della società civile (Francesco Marsico, Anna Lisa Mandorino, Andrea Morniroli e Stefano Granata) e altrettanti parlamentari (Maria Teresa Bellucci- FdL, Maria Chiara Gadda- Italia Viva, Maurizio Lupi - Noi con L’italia e Peppe Provenzano- PD)

Il Pnrr entra nella sua fase operativa. A luglio arriverà la prima tranche di finanziamento da 25 miliardi di euro e nei prossimi giorni il Governo indicherà un corposo gruppo di tecnici (qualche centinaio di persone) che dovranno gestire i 190 progetti che sottende il Piano di implementazione del Recovery Fund. È possibile immaginare che da questo modello di governance siano esclusi i rappresentanti della società civile e dei corpi intermedi? Se così fosse sarebbe uno spreco di risorse economiche e di competenze, di cui il Governo si assumerebbe la responsabilità.

Ieri in un webtalk in diretta Facebook e Youtube dal titolo “Quale sussidiarietà per il governo del Recovery” VITA e Avvenire hanno posto la questione riunendo intorno allo stesso tavolo quattro rappresentanti della società civile (Francesco Marsico, Anna Lisa Mandorino, Andrea Morniroli e Stefano Granata) e altrettanti parlamentari (Maria Teresa Bellucci- FdL, Maria Chiara Gadda- Italia Viva, Maurizio Lupi - Noi con L’italia e Peppe Provenzano- PD). Ecco una sintesi degli interventi di Marsico, Mandorino, Morniroli e Granata a cui hanno replicato i politici (come potete ascoltare nel video)

Francesco Marsico (responsabile Area Nazionale di Caritas Italiana): «Il Pnrr è una straordinaria occasione di innovazione, e lo è anche sul fronte delle governace. Il nostro Paese, soffre di un deficit di governance sussidiaria. Non perché manchino gli spazi di consultazione per i corpi intermedi, ma perché queste interlocuzioni sono raramente sistematiche, sono specifiche e non sistemiche e soprattutto si svolgono a valle dei processi. Come se la società civile e il Terzo settore dovessero essere attuatori di qualcosa che viene deciso prima. E questo è un problema rispetto al dettato dell’articolo 118 della Costituzione, ma anche in termini di spreco di competenze e capacità di costruire insieme modelli di intervento più efficaci».

Anna Lisa Mandorino (segretario generale di Cittadinanzattiva): «Nella costruzione del Piano lo spazio che hanno avuto le organizzazioni civiche è stata molto limitata. Il Pnrr prevede una piattaforma di dati che servirà a seguire il monitoraggio inter-istituzionale dei progetti, delle attività e delle riforme che saranno messe in opera. La piattaforma si chiama Regis. Mi chiedo perché non rendere fruibili quei dati anche alle organizzazioni civiche?»

Andrea Morniroli (Forum Disuguaglianze Diversità): «Il tema del monitoraggio è centrale, servono informazioni trasparenti che arrivino alla cittadinanza e al civismo attivo, che diano contezza dei processi. Occorre che la politica comprenda la necessità di condivisione del potere. Per questo serve un nuovo sguardo. Come dice Alessandro Bergonzoni, dopo la pandemia dobbiamo indossare occhi mai messi prima».

Stefano Granata (presidente di Federsolidarietà): «Da una parte è vero che la cultura della semplice rendicontazione ha annacquato anche le nostre competenze in termini di coprogrammazione e coprogettazione: serve formazione e non rivendicazione. Ma dall’altra parte ci vorrebbe un uguale percorso e consapevolezza da parte della politica. Non basta qualche amministrazione locale illuminata, abbiamo bisogno che anche la politica si muova a corpo convinta che il coinvolgimento della società civile convenga a tutti. Non autosufficienza, povertà educativa, servizio civile e giovani generazioni sono questi alcuni dei terreni su cui va costruita una visione comune, altrimenti è solo una aggregazione di risorse senza un disegno portante. Io penso che la pubblica amministrazione ha tutto l’interesse di utilizzare le risorse umane ed economiche anche in termini di co-investimento che il mondo dell’impresa sociale può mettere a valor comune».


IN AGENDA: Lunedì 7 giugno alle 17,30 i ministri Elena Bonetti e Vittorio Colao saranno ospiti di VITA nel webtalk "Pnrr ed economia sociale"

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