Coesione sociale

Corriere e VITA: un 5 per mille da raccontare

4 Giugno Giu 2021 1336 04 giugno 2021

Oggi in edicola con Corriere della Sera e Sette, l'inserto speciale curato da VITA con tutto quello che c'è da sapere per fare la scelta giusta e la presentazione di 21 organizzazioni che raccontano come utilizzeranno i fondi che i contribuenti destineranno loro

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Inserto 5xmille + Corsera e Sette
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Oggi in edicola con Corriere della Sera e Sette, l'inserto speciale curato da VITA con tutto quello che c'è da sapere per fare la scelta giusta e la presentazione di 21 organizzazioni che raccontano come utilizzeranno i fondi che i contribuenti destineranno loro

Oggi in edicola con Corriere della Sera e Sette, l'inserto speciale curato da VITA con tutto quello che c'è da sapere per fare la scelta giusta e la presentazione di 21 organizzazioni che racconta come utilizzeranno i fondi che i contribuenti destineranno loro: AISM e la sua Fondazione, ANFFAS, ANT, Banco Alimentare, Famiglie SMA, Fondazione Progetto Arca onlus, Fondazione Francesca Rava, Telefono Azzurro, A.F.Ma.L., ABF, ABIO, AIL, Dynamo Camp, Exodus, Famiglie Per L’accoglienza, Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica, Fondazione Ronald McDonald, Lega del Filo d’Oro, MCL, MPVI, e Opera San Francesco

Lo speciale si apre con un grande racconto dell’impatto generato da queste risorse nell’anno dell’emergenza sanitaria, che hanno permesso al Terzo settore di rispondere a vecchi e nuovi bisogni e reso più forti le nostre comunià e ospita gli interventi di alcuni esperti come il commercialista Maurizio Postal, il fundraiser Riccardo Friede, il consulente Mario Consorti e il fiscalista Gabiele Sepio. Oltre a due gustosissime interviste con Alessandro Sortino ("Cara organizzazione, aggiungi un posto per il contribuente all'interno della tua comunità") e a Lella Costa ("Caro cittadino non fermarti alla firma, ti si aprirà un mondo".


L'editoriale dello speciale che riportiamo qui è invece firmato dal direttore di VITA, Stefano Arduini:

"Ci lasciamo alle spalle oltre un anno che ha stravolto le vite di tutti, nel quale i soggetti sociali hanno costituito un argine formidabile per la tenuta del Paese. Lo hanno fatto, e stanno continuando a farlo, con grande fatica e massimo impegno su mille fronti.

Tornano alla mente le parole che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha pronunciato il 5 dicembre scorso, giornata internazionale del volontariato: «Desidero esprimere sincera gratitudine al mondo del volontariato e a quello del Terzo settore, per il sostegno che sta assicurando alla comunità particolarmente colpita dalla pandemia. In questi mesi, i volontari hanno svolto con dedizione e altruismo un ruolo fondamentale, dedicando spontaneamente il loro tempo alle persone in difficoltà...». E ancora: «La pandemia ha evidenziato fragilità sociali ed economiche. Le misure per cercare di rallentare la diffusione della pandemia hanno cambiato il modo in cui viviamo, ma le attività dei volontari e delle volontarie non si sono fermate portando, con coraggio e abnegazione, conforto fattivo alle categorie più vulnerabili. Il volontariato nel nostro Paese ha radici lontane, è un importante volano di solidarietà ed è stato artefice, lavorando in sinergia con i territori, di un profondo cambiamento sociale che ha migliorato la qualità della vita della collettività». Ha poi concluso Mattarella: «...Facilitare la partecipazione dei nostri giovani in questo settore concorre alla formazione di cittadini responsabili in grado di affrontare sfide locali e globali, contribuendo attraverso l’inclusione alla creazione di una società sempre più equa e priva di pregiudizi, in cui si rafforzano i valori di generosità e di altruismo».

Lo shock del Coronavirus ci ha infatti costretto a fare i conti con una consapevolezza nuova e diversa: la tenuta di un territorio viene determinata prima dalla resistenza del suo tessuto sociale e solo dopo dalle performance economiche. In altre parole la resilienza di una comunità dipende dagli investimenti che quella stessa comunità ha fatto sul bene comune e sulla crescita della partecipazione civica di cui gli enti del Terzo settore costituiscono un veicolo prezioso e necessario. In questo senso il 5 per mille rappresenta uno strumento straordinario per sostenere i soggetti sociali e alimentare la coesione del Paese. Una consapevolezza va condivisa con tutti cittadini: destinare il 5 per mille (una scelta, ribadiamolo, che non comporta alcun costo economico) mai come in questa stagione significa dare un contributo concreto al nostro Paese. Ad oggi, malgrado l’innegabile successo di questa prima e unica misura di sussidiarietà fiscale ammessa nel nostro sistema tributario (in 14 anni di storia gli italiani attraverso il 5 per mille hanno indirizzato oltre 6 miliardi di euro a supporto dell’impegno sociale degli enti beneficiari) c’è ancora un grande spazio di crescita, considerato che poco più di quattro contribuenti su dieci aderiscono alla misura nella dichiarazione dei redditi. Sarebbe quanto mai opportuna una campagna di comunicazione istituzionale, che coinvolgesse anche la Rai, a favore della diffusione del 5 per mille.

Questi sono i mesi in cui entra in vigore il nuovo Registro unico nazionale del Terzo settore (Runts) che impone agli enti una maggiore trasparenza e capacità divulgativa nel racconto dei risultati generati con le risorse del 5 per mille (come ben spiega nel suo intervento il tributarista Gabriele Sepio). Abbiamo titolato questo inserto “Un 5 per mille tutto da raccontare”. In queste pagine lo facciamo partendo dal racconto dell’impatto che il 5 per mille ha avuto e avrà sulle nostre comunità ferite dalla crisi pandemica ed economica e segnalando ai lettori i progetti di 21 organizzazioni che ben conosciamo che illustrano cosa faranno grazie al 5 per mille che gli vorrete destinare".

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