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Bella Dentro, la start up che salva la frutta brutta ma buona

10 Giugno Giu 2021 1219 10 giugno 2021
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Nel 2018 Camilla Archi e Luca Bolognesi, due giovani imprenditori (entrambi classe 1988), l'hanno fondata grazie ad un finanziamento di 300 mila euro della Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore. È una delle esperienze di impact finance che trovate sul numero del magazine di giugno insieme a Santagostino, Wonderful Italy, Ricehouse, Birrificio Messina, Fraternità e sistemi, Sfera Agricola, Consorzio Solidarietà, Cooperativa Socioculturale e Anffas Sibillini

«Ogni anno, in Italia, circa il 20% della produzione ortofrutticola viene sprecato poiché non conforme a canoni estetici imposti dalla grande distribuzione». Per cercare di arginare questi numeri, nel 2018, Camilla Archi e Luca Bolognesi, due giovani imprenditori (entrambi classe 1988), che si autodefiniscono una «coppia di fulminati», hanno fondato Bella Dentro. È una delle dieci storie di finanza ad impatto che trovate sul numero del magazine di giugno.

La copertina del numero di giugno

La start-up si propone di restituire dignità ai prodotti orto-frutticoli classificati come “scarto”, poiché esteticamente imperfetti, ma “belli dentro”, e al lavoro di chi li produce, promuovendo una filiera distributiva alternativa a quella tradizionale, più etica e sostenibile. «Abbiamo pensato che 1,4 milioni di tonnellate di cibo sprecato fosse insopportabile, oltre che insostenibile dal punto di vista etico, economico, ambientale».

Come hanno cominciato? Licenziandosi da un lavoro confortevole, e trascorrendo mesi di studio e ricerca in giro per le campagne e le aziende agricole italiane, come operai volontari della raccolta o come “infiltrati” all’interno delle grandi cooperative o della grande distribuzione. «Quando abbiamo iniziato, Luca ed io giravamo con una poderosa apecar, un baraccone traballante a tre ruote interamente ricoperto di erba finta (nella foto di copertina) per andare a vendere questi prodotti a privati cittadini, aziende, ristoranti o laboratori, fatturando poco più di 25 mila euro», ricorda Camilla Archi. «Poi, nell’ottobre 2020 siamo riusciti ad aprire il nostro primo vero negozio (a Milano, via Pergolesi 21) in cui poter acquistare come da un “normale” fruttivendolo della “non-normale” frutta e verdura “bella dentro”. E ieri hanno aperto il loro secondo negozio meneghino, in viale Lazio 5. Ora stimiamo di raggiungere presto i circa 250 mila euro di fatturato annuo».

L’avvio grazie alla finanza impact

L’avvio del progetto non è stata un’operazione rapida, né facile. A fine 2018, hanno chiesto un finanziamento di 300 mila euro alla Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore (FSVGDA), nata nel 2017 sotto l’impulso di Fondazione Cariplo, nel solco dell’eredità patrimoniale e dell’esperienza maturata da due storiche realtà filantropiche: Fondazione Opere Sociali – istituita negli anni ’50 per offrire servizi assistenziali agli anziani e formazione scolastica ai giovani – e Fondazione Giordano Dell’Amore – nata negli anni ’60 a Milano, come Centro per l’Assistenza Finanziaria ai Paesi Africani (Finafrica).
«Requisito fondamentale, oltre ovviamente ad un business plan convincente, è stata la dimostrazione dell’impatto sociale/ambientale positivo del nostro progetto, tema a cui la fondazione è sinceramente legata». Il finanziamento è arrivato nel maggio 2020.

Coinvolgendo anche le onlus

In questi venti mesi di attività la star- up, grazie al coinvolgimento di nove singoli produttori (Lombardia, Emilia Romagna, Trentino, Veneto, Calabria, Sicilia e Puglia) ha salvato più di 75 tonnellate di merce, cinque delle quali sono state donate a enti benefici come strumento di contrasto alla povertà (Banco Alimentare, Croce Rossa, Associazione Terza Settimana Onlus, Recup, mensa dei Frati di Sant’Antonio di Milano).

Inoltre, per poter salvare sempre più prodotti ed aumentare ulteriormente il valore etico-sociale della filiera, Bella Dentro ha avviato un laboratorio di trasformazione di frutta e verdura insieme a L’Officina Coop Sociale di Codogno, realtà produttiva dedita alla formazione e all’impiego lavorativo di persone autistiche e con altri tipi di fragilità. Qui nascono marmellate, conserve, succhi e soprattutto essiccati, acquistabili il negozio e nella sezione e-commerce del sito.

L'indice del numero di giugno

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