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“Challenges” dal Mit di Boston all'Italia per abbattere le barriere

11 Giugno Giu 2021 1643 11 giugno 2021
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Andrea Bocelli Foundation inaugura il progetto di ricerca scientifica e tecnologica dedicato allo sviluppo di un dispositivo che permetta alle persone non vedenti e ipovedenti di avere una quotidianità più accessibile: incaricato il team della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa

Arriva la seconda fase del programma “Challenges” che opera nell’ambito della ricerca scientifica, della tecnologia e innovazione sociale. Il via questa mattina, venerdì 11 giugno, nel corso di un meeting nella nuova sede della Abf (Andrea Bocelli Foundation) in San Firenze. Obiettivo di “Challenges” è accogliere sfide importanti in termini sia di investimenti da compiere, sia di risultati da raggiungere, nella volontà di permettere a chiunque abbia difficoltà d’ordine economico o sociale, di arrivare ad esprimere se stesso. Il programma ha lo scopo di riunire le migliori intelligenze, per trovare soluzioni innovative che aiutino le persone ad affrontare e superare i limiti posti dalla loro disabilità o disagio verso una migliore qualità di vita.
Il Direttore generale Abf, Laura Biancalani, ed Amos Bocelli, primogenito del fondatore e membro del consiglio d’amministrazione dell’istituzione filantropica, hanno accolto il gruppo di ricercatori che saranno dedicati al progetto, guidati dal professor Silvestro Micera.

«Il programma Challenges nasce con Abf stessa», ha rimarcato Laura Biancalani. «Nel 2011 il fondatore, durante una cena, lanciò una sfida a un gruppo di ricercatori del Mit di Boston, per invitarli a sviluppare un device che potesse permettere ai non vedenti e ipovedenti di avere una quotidianità e una socialità quanto più accessibile, in indoor e in outdoor. Da quell’intuizione è nato un progetto che abbiamo portato avanti fino al 2016, con risultati già significativi e che ci hanno spinto a fare un’ulteriore riflessione in merito, nella volontà di dare vita ad una seconda fase progettuale, ancora più pratica, che potesse essere sviluppata in Italia».

«La ricerca e la tecnologia sono parte integrante della mia formazione, mi sono laureato in ingegneria aerospaziale e da subito la mia volontà è stata quella di poter mettere al servizio di Abf le mie competenze». Così, Amos Bocelli, il quale ha inoltre evidenziato come la propria motivazione sia duplice: «Come ingegnere sono ansioso di misurarmi con una simile sfida, insieme al gruppo di lavoro, ma anche come parte di una famiglia in cui ho sperimentato da vicino la problematica della cecità e ancora di più il desiderio di poter offrire agli altri una vita di opportunità».

«Il nostro obiettivo è di utilizzare le nostre conoscenze ed esperienze pregresse nei settori della bioelettronica e della neuro-ingegneria per realizzare un dispositivo semplice da usare ma allo stesso tempo efficace e capace di migliorare la qualità della vita delle persone non vedenti e ipovedenti», ha spiegato Silvestro Micera (professore ordinario alla Scuola Superiore Sant’Anna), il quale coordinerà le attività del gruppo di ricerca composto anche da Sara Moccia, Andrea Crema, Daniele Berardini: ricercatori con differenti know-how, per affrontare tutte le sfide scientifiche del progetto.

Obiettivo principale del progetto (il cui titolo è “Abf E-Theia Project”) sarà lo sviluppo di un sistema indossabile che possa aiutare le persone non vedenti e ipovedenti a muoversi in ambienti non strutturati e compiere attività di vita quotidiana. Tale obiettivo si basa sia sui risultati raggiunti dalla fase 1 del progetto Abf, sia sulla significativa esperienza che la Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna di Pisa ha acquisito, su temi quali feedback sensoriale con sistemi indossabili, intelligenza artificiale, riconoscimento di immagini. “Abf E-Theia Project” auspica di stimolare anche l’apertura a e di nuovi progetti con neuro-tecnologie ancora più complesse e impiantabili.

«Sono particolarmente felice che il fronte della fondazione legato alle sfide tecnologiche trovi oggi nuova linfa ed un importante rilancio proprio in Italia», ha sottolineato il maestro Bocelli, «laddove sussiste una concentrazione di eccellenze scientifiche di assoluto rilievo. Anche attraverso il diretto coinvolgimento di mio figlio Amos, seguiremo con attenzione e passione questo progetto, così ambizioso e necessario».

Fondamentale sarà il passaggio dalla ricerca allo sviluppo industriale del sistema, al fine di renderlo accessibile per tutti. «Trovare un partner che creda insieme a noi in questo progetto», ha chiosato Laura Biancalani «rappresenterà un fattore determinante, per poter rendere concreto quello che ci prefiggiamo di realizzare… Perché, come ci ricorda sempre il nostro fondatore, il mondo è di chi fa, non di si limita a parlare».

Immagini da ufficio stampa

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