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Migranti

Diaspora in action: si è conclusa la campagna di ACRA in Senegal e in Italia

25 Giugno Giu 2021 1034 25 giugno 2021
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La campagna di sensibilizzazione del progetto “Diaspora in Action” ha raggiunto oltre 500 mila giovani e potenziali migranti tramite la diffusione sulle reti sociali di video testimonianze dei membri della diaspora senegalese in Europa

Contribuire a sensibilizzare i potenziali migranti residenti in Senegal sui rischi e le difficoltà della migrazione irregolare, anche attraverso le voci e il confronto diretto con testimonial della diaspora senegalese in Italia, Belgio e Spagna. Con tale obiettivo l’ONG milanese ACRA, l’ONG belga Eclosio e l’associazione spagnola La Bolina, in collaborazione con il Comune di Milano e la Città di Torino, hanno realizzato il progetto “Diaspora in Action – Mobilized Senegalese diaspora for awareness raising on irregular migration”, co-finanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI) dell’Unione Europea.

Diaspora in Actio

Dopo quasi due anni di fruttuosa attività, si è tenuto ieri l'evento dii chiusura del progetto a Dakar e online, con l’intervento di partner, autorità locali, organizzazioni della società civile, stampa, associazioni giovanili, femminili e migranti di ritorno.

Parte centrale del progetto e del programma Migrazioni di ACRA in Senegal, di cui fa parte anche il progetto AID 011.472 “Ripartire Restando”, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), è stata la campagna di sensibilizzazione « Ñun Ñooy Senegaal – Took Tekki Fii» (Noi siamo il Senegal – Restare e riuscire qui), realizzata per diffondere informazioni oggettive ai potenziali migranti e decostruire gli stereotipi sui paesi di destinazione in Europa, attraverso le voci dei membri della diaspora. I giovani (15-35 anni) sono stati i destinatari principali della campagna, insieme alle loro famiglie e comunità nelle regioni di Dakar, Fatick, Sédhiou e Kolda, coinvolgendo testimonial della diaspora che vivono in Italia, Belgio e Spagna.

Le informazioni e i messaggi della campagna sono stati diffusi attraverso vari mezzi: reti sociali, focus group, radio comunitarie, TV locali, incontri nelle scuole e immagini di sensibilizzazione, soprattutto nelle zone rurali ad alto tasso di partenze irregolari. I membri della diaspora ed i migranti di ritorno intervistati hanno partecipato alla creazione di circa 60 video testimonianze, di cui 15 sono state prodotte in Italia.

«Tanti ragazzi sono qua e vivono per strada, vogliono tornare ma non hanno il coraggio. Se vieni qua, la tua famiglia pensa che sei sistemato, quindi iniziano a chiedere tanto. Pensano che stai bene, però non è vero, qua è una lotta, nel senso che niente è facile» racconta di Malik 19 anni, in Italia da 6 anni.

Aliou Diop, di Dakar vive in Italia da 27 anni. Il suo è un racconto di buon sens pratico: «Il consiglio che darei ai potenziali migranti è che devono rendersi conto che possono avere successo ovunque si trovino, ma tutto dipende dalle loro capacità e determinazione. Molti pensano che l'Eldorado sia in Italia, ma non tutto è roseo qui».

Oltre alle testimonianze diffuse sui social e su gruppi WhatsApp, la campagna di sensibilizzazione si è svolta in Senegal con il coinvolgimento diretto delle comunità interessate, con: più di 40 focus group in 36 villaggi, incontri con 650 studenti di 8 licei, 18 trasmissioni radio con focus sul ruolo delle donne e interventi dei testimonial in Europa e migranti di ritorno. I messaggi di sensibilizzazione sono stati diffusi, inoltre, tramite un piano di affissioni e la creazione di graffiti partecipativi ad opera di artisti locali e giovani. Queste attività hanno permesso di raggiungere oltre 500mila senegalesi e potenziali migranti nelle aree di intervento.

In continuità con l’iniziativa, prosegue il progetto di ACRA in Senegal, Guinea Bissau e Italia: “Ripartire restando”, co-finanziato dall’AICS, che mira a creare e migliorare le opportunità lavorative nel territorio di provenienza dei flussi migratori con particolare attenzione all’occupazione giovanile (18-35 anni) e al reinserimento dei migranti di ritorno.

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