Rotta Balcanica

L’immigrazione spiegata ai nostri figli

29 Giugno Giu 2021 1612 29 giugno 2021

“Il Lungo Viaggio di Cip e la Tigre”, scritto da Fabrizio Tonello, professore di Scienza Politica all’Università di Padova e Illustrato da Aurélia Higuet, è un albo che racconta di un difficile viaggio e di un incontro tra la gattina norvegese Cip e una tigre solitaria, completamente fuori posto tra le fredde montagne innevate. Decidono di mettersi in cammino insieme, però la strada è piena di ostacoli: fame, muri, fili spinati e frontiere invalicabili sorvegliate da soldati armati. Durante la loro avventura si imbattono in altri viaggiatori, che condividono la loro sorte di profughi migranti

  • ...
Il Lungo Viaggio Di Cip E La Tigre 2
  • ...

“Il Lungo Viaggio di Cip e la Tigre”, scritto da Fabrizio Tonello, professore di Scienza Politica all’Università di Padova e Illustrato da Aurélia Higuet, è un albo che racconta di un difficile viaggio e di un incontro tra la gattina norvegese Cip e una tigre solitaria, completamente fuori posto tra le fredde montagne innevate. Decidono di mettersi in cammino insieme, però la strada è piena di ostacoli: fame, muri, fili spinati e frontiere invalicabili sorvegliate da soldati armati. Durante la loro avventura si imbattono in altri viaggiatori, che condividono la loro sorte di profughi migranti

Il Lungo Viaggio di Cip e la Tigre” è un albo illustrato che narra di un viaggio difficile e di un incontro tra la gattina norvegese Cip e una tigre solitaria, completamente fuori posto tra le fredde montagne innevate. Decidono di mettersi in cammino insieme, però la strada è piena di ostacoli: fame, muri, fili spinati e frontiere invalicabili sorvegliate da soldati armati. Durante la loro avventura si imbattono in altri viaggiatori, che condividono la loro sorte di profughi migranti.

Il libro per bambini sceneggiato da Fabrizio Tonello, professore di Scienza Politica all’Università di Padova e illustrato da Aurélia Higuet, autrice belga impegnata in prima persona sui temi dell’immigrazione, edito da Carthusia Edizioni, è dedicato «agli uomini, alle donne e ai bambini che fuggono da guerre, carestie, e violenza in Medio Oriente cercando di arrivare in Europa»,

​racconta Tonello, che, attraverso l’associazione Famiglie Accoglienti, si impegna per contrastare le disumane politiche italiane ed europee verso i migranti e tutelare i loro diritti. «Queste persone attraversano la Grecia e si avventurano nei Balcani per raggiungere l’Italia, la Francia o la Germania. Sul loro cammino trovano neve, fili spinati e guardie di frontiera. E, qualche volta, anche persone generose che li aiutano».

La Rotta Balcanica è una rotta dimenticata. Non interessa all’Italia. Non fa il rumore mediatico dei barconi che attraversano il Mediterraneo. E quei profughi che si mettono in marcia e attraversano i confini di sei o sette Paesi prima di raggiungere l’Europa – quando e se ci riescono – sono marginali. Convenzionalmente la rotta inizia in Grecia, fisicamente finisce in Italia, a Trieste. Ma il viaggio di chi fugge inizia molti chilometri prima per finire poi nel Nord Europa. La prima Rotta Balcanica parte ufficialmente il 25 ottobre del 2015, allora furono oltre 800mila i migranti, soprattutto siriani in fuga dalla guerra, che provarono a percorrerla. In molti arrivarono finalmente in Germania per chiedere l’asilo politico. Per l’Europa erano “troppi”. Così pochi mesi dopo, nel marzo del 2016, Bruxelles ha siglato un accordo con Ankara per limitarne l’arrivo. Ma i confini sono come un colabrodo quando a far partire le persone è la disperazione.

«La Rotta Balcanica», spiega Tonello, «esiste da anni. Bisognava trovare il modo di sintetizzare quello che succede in quei Paesi affinché fosse comprensibile anche ai bambini. Ed è importante che anche i più piccoli si avvicinino a questi temi perché probabilmente in classe hanno uno, due, tre o quindici compagni di origine straniera».

Una parte delle illustrazioni è dedicata ai volontari che aiutano i migranti a raggiungere finalmente l’Europa. Raccontare l’immigrazione a un bambino significa: «spiegargli in parole semplici», dice Tonello, «che molte persone e bambini come lui sono costretti a spostarsi perché fuggono da guerre, siccità, dagli effetti del cambiamento climatico, dalle persecuzioni politiche. Credono che l’Europa sia accogliente e invece non lo è. Si nasconde, seppellisce i propri valori universali dietro barriere di poliziotti croati o nei campi profughi in Turchia. Tra le illustrazioni ci sono dei fili spinati, ecco quelli li capiscono tutti, oggi è pieno di bambini che sono nati dietro quei fili. Speriamo che i bambini vedano e leggano questo libro, soprattutto contiamo sul fatto che capiscano più in fretta dei loro genitori. Siamo tutti coinvolti: esistono anche le cose che non vediamo, come la Rotta Balcanica»

Scheda tecnica
Cartonato
Formato 28X21
40 pagine - dai 5 anni

Contenuti correlati