Fondazione Don Gnocchi

Covid: il geriatra Mauro Mauri nominato cavaliere al merito della Repubblica

14 Luglio Lug 2021 1319 14 luglio 2021

«Il mio cavalierato – dice Mauri – devo e voglio condividerlo con tutti quelli che si sono impegnati accanto a me. Tutti insieme ci siamo ritrovati in prima linea a contrastare un nemico subdolo e invisibile. È questo il modo migliore per rendere omaggio a coloro che non ce l’hanno fatta e per affrontare il futuro con rinnovata speranza»

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Mauri E Anziana
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«Il mio cavalierato – dice Mauri – devo e voglio condividerlo con tutti quelli che si sono impegnati accanto a me. Tutti insieme ci siamo ritrovati in prima linea a contrastare un nemico subdolo e invisibile. È questo il modo migliore per rendere omaggio a coloro che non ce l’hanno fatta e per affrontare il futuro con rinnovata speranza»

Il dottor Mauro Mauri, attuale responsabile medico del Centro “S. Maria al Castello” di Pessano con Bornago (Mi) della Fondazione Don Gnocchi, è stato insignito dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella dell’onorificenza di “Cavaliere al merito della Repubblica” per essersi distinto nel servizio alla comunità durante l’emergenza Covid.

Medico geriatra, Mauri ha lavorato per oltre vent’anni al Centro “Girola” di Milano, dove all’esplodere della pandemia era responsabile medico della Residenza per Anziani. «L’onorificenza di Cavaliere – sottolinea oggi – non riguarda solo me come persona. È in realtà un riconoscimento all’impegno messo in campo da tutti gli operatori della Fondazione che si sono sacrificati senza risparmio per i nostri anziani, rischiando loro stessi la vita». Nella primavera 2020 infatti, durante la prima ondata dell’emergenza, Mauri e tanti altri medici e operatori “Don Gnocchi” si sono spesi fino all’estremo per garantire cure e assistenza a tutti i ricoverati. Contagiato esso stesso dal virus, Mauri è stato per lunghe settimane ricoverato in rianimazione, in condizioni gravissime. Tutto si è fortunatamente risolto bene, il medico è potuto tornare a casa recuperando lentamente un’accettabile normalità e – soprattutto – riprendendo il proprio servizio accanto agli anziani ospiti delle RSA. «Il mio cavalierato – ripete oggi – devo e voglio condividerlo con tutti quelli che si sono impegnati accanto a me. Tutti insieme ci siamo ritrovati in prima linea a contrastare un nemico subdolo e invisibile. È questo il modo migliore per rendere omaggio a coloro che non ce l’hanno fatta e per affrontare il futuro con rinnovata speranza...».

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