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La parabola del buon Samaritano, icona del Volontariato

14 Luglio Lug 2021 1131 14 luglio 2021
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Un invito a guardare alla parabola evangelica e ad alcune figure quali modelli dei volontari. Una riflessione del presidente di Afmal, l’Associazione con i Fatebenefratelli per i Malati lontani, in occasione della campagna per la candidatura del Volontariato a Bene Immateriale dell'Unesco al centro del numero di luglio-agosto del magazine

La parabola del buon samaritano (Lc 10,25-37) evidenzia la misericordia e la compassione da avere verso il prossimo, indipendentemente dalle leggi, dalle normative e da qualsiasi ricompensa. Il prossimo è ogni persona che ha bisogno di aiuto, non solamente da parte delle istituzioni, dalla società, dalla razza o gruppo di appartenenza. Il prossimo è qualsiasi “uomo che scendeva da Gerusalemme a Gerico, incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto”.

Per la stessa strada passano un sacerdote e un levita che, in successione, videro il malcapitato e passarono oltre, affaccendati nei loro pensieri, preoccupazioni e impegni, anche rituali. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all'albergatore, dicendo: abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno.

Rispetto al sacerdote e al levita, solamente il samaritano, straniero e nemico per gli ebrei, ha avuto compassione per colui che i briganti avevano lasciato mezzo morto. Il Signore Gesù però invita ognuno ad avere compassione delle persone che sono nel bisogno di qualsiasi genere: «va' e anche tu fà lo stesso».

Il volontariato dunque è un'attività svolta senza finalità di lucro i cui membri aiutano le persone in condizioni di indigenza o che necessitano di cure e assistenza; intervengono in situazioni di emergenze, calamità o pandemia, come l’attuale dovuta al Covid-19, che ha causato e sta ancora colpendo molte vittime.

Lungo i secoli numerose persone hanno dedicato la vita al servizio dei poveri, dei malati e delle persone bisognose. San Benedetto Menni dei Fatebenefratelli (1841-1914), riformatore dell’Ordine ospedaliero e fondatore delle Suore ospedaliere del Sacro Cuore di Gesù, può essere considerato un grande modello per chi fa volontariato.

Anche l’Afmal, fedele alla propria vocazione sanitaria e assistenziale, sull’esempio di san Giovanni di Dio, fondatore dei Fatebenefratelli, sostiene e realizza iniziative in Italia e nelle varie parti del mondo, animando i propri soci e i numerosi volontari, con lo spirito di solidarietà e di condivisione, per fare il bene, ogni volta che ne viene offerta la possibilità.

*presidente di Afmal, l’Associazione con i Fatebenefratelli per i Malati lontani


Nell'imagine in apertura operatore sanitario volontario di Afmal

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