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Al via “Pagella in tasca”, che permette ai ragazzi rifugiati di arrivare in Italia per proseguire gli studi

12 Agosto Ago 2021 1249 12 agosto 2021
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Il progetto, promosso da Intersos e Unhcr, prevede l’ingresso in Italia con un visto per motivi di studio di 35 minori non accompagnati attualmente rifugiati in Niger. I minori potranno quindi usufruire di un canale di ingresso regolare e sicuro in Italia, dove potranno continuare a studiare, senza dover rischiare la vita affidandosi ai trafficanti per attraversare il Mar Mediterraneo

Adam ha 16 anni e il suo sogno è diventare un medico. È nato in un campo rifugiati in Darfur. A 11 anni è fuggito da solo dal Sudan verso la Libia e da allora ha perso i contatti con la sua famiglia. Da due anni vive in un campo per rifugiati in Niger, tra i Paesi più poveri al mondo, dove non ha alcuna opportunità. Grazie all’impegno dimostrato nelle attività educative disponibili al campo, Adam è stato selezionato per partecipare al progetto “PAGELLA IN TASCA – Canali di studio per minori rifugiati”, e si prepara a partire nel mese di settembre per l’Italia, dove sarà accolto da una famiglia affidataria e inizierà ad andare a scuola.

Arriveranno in Italia a partire dal mese di settembre, e saranno ospitati da famiglie affidatarie di Torino, i primi cinque minori non accompagnati beneficiari del progetto “Pagella in tasca”, lanciato ufficialmente oggi grazie alla firma dei Ministeri dell’Interno, degli Affari Esteri e del Lavoro, e del Comune di Torino.

Il progetto, promosso da INTERSOS e UNHCR, Agenzia ONU per i rifugiati, prevede l’ingresso in Italia con un visto per motivi di studio di 35 minori non accompagnati attualmente rifugiati in Niger. I minori potranno quindi usufruire di un canale di ingresso regolare e sicuro in Italia, dove potranno continuare a studiare, senza dover rischiare la vita affidandosi ai trafficanti per attraversare il Mar Mediterraneo.

“Pagella in tasca” è un progetto pilota finalizzato a sperimentare un canale di ingresso regolare e sicuro fortemente innovativo rispetto ai canali ad oggi esistenti in Italia (corridoi umanitari, resettlement ecc.), in quanto: specificatamente dedicato alla protezione dei minori non accompagnati; finalizzato alla promozione del diritto allo studio in quanto diritto primario riconosciuto a tutti i minori dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e fondato sul rilascio di un visto di ingresso per studio, previsto dalla legge italiana per minorenni tra i 15 e i 17 anni, ma ad oggi mai utilizzato per promuovere l’ingresso di minori rifugiati; con una forte componente di “community sponsorship”, attraverso il coinvolgimento delle famiglie affidatarie e dei tutori volontari, oltre che delle organizzazioni del privato sociale, nell’accoglienza e nella promozione dei percorsi di inclusione sociale dei minori e quindi con una forte partecipazione della società civile accanto alla presa in carico istituzionale.

“Questo progetto è solo una goccia nel mare”, sottolinea Cesare Fermi, responsabile della Regione Europa di INTERSOS. “Questi 35 minori entreranno in Italia con un canale di ingresso regolare e sicuro, a fronte di più di 700 persone morte nel Mediterraneo centrale nei primi sei mesi del 2021 e più di 13.000 persone intercettate e riportate forzatamente in Libia mentre cercavano di fuggire dalla guerra, dalle violenze e dalle torture. Questo progetto pilota è però anche un primo passo importante. L’apertura di un nuovo canale di ingresso, infatti, potrà consentire in futuro anche ad altri minori non accompagnati di entrare in Italia in modo protetto”.

“Con progetti come Pagella in tasca lavoriamo a due obiettivi fondamentali: aumentiamo le opportunità di accesso all’educazione per i ragazzi e le ragazze rifugiate e ampliamo i canali di accesso sicuri per chiedere asilo”, ha dichiarato Chiara Cardoletti, Rappresentante di UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino. “E’ importante creare le condizioni per accogliere in modo sicuro e pianificato i giovani rifugiati, offrendo loro la possibilità di studiare in Italia e, allo stesso tempo, sottraendoli ai rischi connessi a viaggi tanto disperati quanto pericolosi”.

Insieme all’organizzazione umanitaria INTERSOS e a UNHCR, sono partner del progetto il Comune di Torino, la rete CPIA Piemonte, l’Arcidiocesi di Torino e alcune organizzazioni torinesi.

Il progetto è stato realizzato con il sostegno della Conferenza Episcopale Italiana (nell’ambito della Campagna “Liberi di partire, liberi di restare” – Fondi 8 per mille Chiesa Cattolica), della Fondazione Migrantes, di Acri (nell’ambito del Progetto “Migranti”) e della Fondazione Compagnia di San Paolo.

Ringraziamo il vignettista Makkox per averci gentilmente concesso di utilizzare la vignetta simbolo del drammatico episodio del 18 aprile 2015, quando tra le mille vittime di un naufragio, fu trovato un ragazzo di 14 anni con una pagella cucita all’interno della giacca.

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