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Scuola

Test su 110mila studenti al mese: ecco il piano di screening per le scuole

1 Settembre Set 2021 2226 01 settembre 2021
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Pubblicate le “Indicazioni strategiche ad interim per la prevenzione e il controllo delle infezioni da SARS-CoV-2 in ambito scolastico" per il nuovo anno. L'anno scorso i focolai a scuola sono stati il 2,9% del totale. I positivi sono stati 53mila tra i docenti, 16mila tra gli ATA e 216mila tra gli alunni. 1,8 milioni di studenti sono stati messi in quarantena. «Le attuali evidenze sembrano suggerire, con un grado moderato di evidenza, che la trasmissione in ambiente scolastico è limitata se vengono adottate appropriate misure di mitigazione e se il caso indice non è un insegnante»

A una manciata di giorni dall’inizio delle lezioni, ISS, Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione, INAIL, Fondazione Bruno Kessler, in collaborazione con il Commissario Straordinario per l’Emergenza Covid-19 hanno pubblicato oggi le “Indicazioni strategiche ad interim per la prevenzione e il controllo delle infezioni da SARS-CoV-2 in ambito scolastico (a.s. 2021-2022)” (allegate in fondo all'articolo).

Innanzitutto fa la sua comparsa il dettaglio del piano per una campagna di testing fra gli alunni asintomatici nelle cosiddette “scuole sentinella” (primarie e secondarie di primo grado) nell’ambito del “Piano per il monitoraggio della circolazione di SARS-CoV-2 nelle scuole primarie e secondarie di primo grado”. La rete delle scuole sentinella consentirebbe di monitorare circa 110.000 alunni al mese, con cadenza quindicinale su una popolazione scolastica di riferimento quantificata in circa 4.200.000 alunni. Per avere un campione quindicinale di circa 54mila studenti testati, ogni quindici giorni quindi verranno invitati a partecipare circa ogni 91mila alunni. Sarà prioritariamente utilizzato il test molecolare su campione salivare. Tra i diversi dispositivi di raccolta salivare disponibili sul mercato, quelli maggiormente utilizzati per la raccolta di saliva ai fini dell’amplificazione mediante PCR del genoma virale sono – dice il documento - il modello lollisponge e salivette. Le operazioni di approvvigionamento dei materiali necessari per la raccolta dei campioni e l’effettuazione dei test sarà supportata, in maniera diretta con la fornitura o mediante ristoro finanziario dei costi, dalla Struttura Commissariale per l’emergenza COVID-19, su mandato del Governo.

Le scuole “sentinelle” saranno individuate dalle autorità sanitarie regionali d’intesa con gli uffici scolastici regionali, su base provinciale. Gli studenti dovranno provenire possibilmente da differenti classi, con una rotazione sistematica delle classi/sezioni e scuole rappresentative. Il campione di saliva dovrà essere raccolto a digiuno, prima di lavare i denti: per i primi due mesi la raccolta dei campioni potrà essere eseguita a scuola, con l’ausilio di personale sanitario o della Difesa; successivamente, viste anche le modalità di raccolta, si passerà all’“auto-raccolta” a casa. Il monitoraggio si baserà su una adesione informata e volontaria da parte dei genitori/tutori e la sua accettazione non sarà in alcun modo vincolante sull’accesso alla scuola in presenza.

Ecco quindi una sintesi delle 52 pagine del delle "Indicazioni strategiche ad interim per la prevenzione e il controllo delle infezioni da SARS-CoV-2 in ambito scolastico (a.s. 2021-2022)".

L’incipit. «Nel mese di settembre 2020 in molti Paesi, tra cui l’Italia, parallelamente all’apertura delle scuole è iniziata la seconda ondata. Diversi autori hanno ipotizzato che vi fosse una correlazione causale tra la riapertura delle scuole e l'aumento dei casi. Tuttavia, i dati europei relativi alle riaperture di settembre mostrano come l'incidenza nelle fasce di età più giovani sia cresciuta parallelamente all'incidenza in altre fasce di età e che il personale scolastico non sia risultato più a rischio di sviluppare l'infezione rispetto ad altre professioni».

I numeri. Tra il 24 agosto 2020 e il 6 giugno 2021 sono stati diagnosticati in Italia come positivi per SARS-CoV-2 3.949.962 casi, di cui 539.756 (13.7%) in età scolare (3-18 anni). Attualmente, le percentuali di casi in età scolare rispetto al numero dei casi in età non scolare oscillano tra il 7,7% del Molise e il 25,4% del Veneto. Tra il 19 settembre 2020 ed il 19 giugno 2021 i docenti positivi sono stati circa 40,7 mila nel I ciclo e 13mila nel II ciclo. Il personale non docente si è attestato rispettivamente per il I ciclo su 11,3mila casi e per il II ciclo su poco più di 5mila casi. Sono stati, invece, poco più di 140mila gli studenti del I ciclo e circa 76mila quelli del II ciclo per i quali è stata accertata la positività al COVID19 e circa 1,4 milioni per il I ciclo e 460mila per il II ciclo che sono stati posti in quarantena. Questi dati si riferiscono esclusivamente alle scuole pubbliche. Nel periodo ottobre 2020-giugno 2021, il sistema di monitoraggio ha rilevato 13.410 focolai in ambito scolastico, che rappresentano il 2,9% del totale dei focolai segnalati a livello nazionale.

La scuola è sicura? «Il ruolo delle attività scolastiche nella diffusione del virus continua ad essere oggetto di discussione in quanto in corso di diffusione in comunità risulta difficile distinguere tra contagi avvenuti dentro o fuori l’ambito scolastico. Le attuali evidenze sembrano suggerire, con un grado moderato di evidenza, che la trasmissione in ambiente scolastico è limitata se vengono adottate appropriate misure di mitigazione e se il caso indice non è un insegnante. Nel caso in cui il caso indice è un insegnante o nel caso in cui vi sia un’elevata diffusione comunitaria di varianti che destano preoccupazione ad elevata contagiosità (es. variante delta) è possibile attendersi una trasmissione intra-scolastica più elevata».

Interventi proposti per l'apertura dell’anno scolastico 2021-2022

Il distanziamento di un metro va rispettato per le scuole primarie e le secondarie sia nelle situazioni statiche che in quelle dinamiche, anche nelle zone bianche e anche durante le attività di laboratorio. Laddove non sia possibile mantenere il distanziamento fisico, resta fondamentale mantenere le altre misure non farmacologiche di prevenzione, incluso l’obbligo di indossare nei locali chiusi mascherine di tipo chirurgico.

  • La distanza di due metri tra i banchi e la cattedra del docente va assicurata anche nelle zone bianche.
  • La mascherina va indossata anche in condizioni statiche (es. seduti al banco) anche in presenza di un distanziamento di almeno un metro. Si raccomanda sempre fortemente l’utilizzo di mascherine di tipo chirurgico in ogni situazione; è indispensabile laddove non sia possibile il distanziamento di almeno un metro. Ci possono essere deroghe solo per le classi composte da studenti che abbiano tutti completato il ciclo vaccinale o abbiano un certificato di guarigione in corso di validità.
  • In palestra l’uso della mascherina non è previsto durante lo svolgimento di lezioni di educazione fisica; resta l’obbligo di distanziamento interpersonale di almeno due metri sia all’aperto che al chiuso.
  • Garantire un adeguato ricambio d’aria nei luoghi di permanenza tenendo conto delle dimensioni e dell’ampiezza di ambienti e spazi, del numero di bambini ed educatori presenti.
  • È raccomandata una didattica a gruppi stabili (sia per i bambini che per gli educatori).

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