Confronti

La cooperazione italiana nel Mediterraneo e in Africa

16 Settembre Set 2021 1608 16 settembre 2021

Il dialogo tra Marina Sereni, Vice ViceMinistra degli Affari Esteri, e Marco Chiesara, Presidente WeWorld organizzato nell’ambito dell’Annual Meeting di WeWorld, che ogni anno riunisce cooperanti e volontari dell’organizzazione dai 25 Paesi in cui l’ong opera

  • ...
Report We World
  • ...

Il dialogo tra Marina Sereni, Vice ViceMinistra degli Affari Esteri, e Marco Chiesara, Presidente WeWorld organizzato nell’ambito dell’Annual Meeting di WeWorld, che ogni anno riunisce cooperanti e volontari dell’organizzazione dai 25 Paesi in cui l’ong opera

“La migrazione non è la sola chiave di lettura per interpretare le crisi internazionali. È fondamentale un approccio che tenga insieme interventi umanitari, azioni di sviluppo e promozione di processi di pacificazione in tutte le crisi attuali dal Medio Oriente al Sahel. Riconosco che in questo processo sia essenziale la collaborazione con le organizzazioni della società civile. Quelle italiane, in particolare, con la loro capillare presenza nelle aree di crisi e con il loro lavoro con le comunità sono un esempio virtuoso. Sono consapevole, inoltre, che le risorse fino ad ora messe in campo non siano sufficienti, oltre allo sforzo fatto nel 2021 per le crisi complesse di cui abbiamo parlato all’Annual Meeting di WeWorld, per il 2022 e 2023, mi aspetto un aumento delle risorse della Cooperazione Italiana.” dichiara Marina Sereni, Vice Ministra degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Marina Sereni, Vice Ministra degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e Marco Chiesara, Presidente WeWorld si sono confrontati sui temi caldi del mondo della cooperazione moderati dal giornalista Stefano Arduini, direttore VITA.

L’incontro è organizzato nell’ambito dell’Annual Meeting di WeWorld, che ogni anno riunisce cooperanti e volontari dell’organizzazione dai 25 Paesi in cui l’ONG opera. Sereni e Chiesara, senza dimenticare l’Afghanistan, parlano di corridoi umanitari, crisi dimenticate e tempo sospeso dei popoli in conflitto e afflitti da crisi causate dalle conseguenze del cambiamento climatico, in un appassionante confronto tra punti di vista diversi, ma spesso complementari. Un dialogo in cui istituzioni e terzo settore uniscono le proprie prospettive per individuare soluzioni che rispondano alle urgenze di oggi ma che diano anche risposte alle cause strutturali.

“Crisi complesse come quelle che stiamo vivendo richiedono un approccio che possa unire interventi umanitari, di sviluppo e di pacificazione. Solo implementando programmi coordinati, complementari e coerenti tra di loro, che tengano insieme le tre dimensioni, abbiamo la possibilità di fornire soluzioni concrete e moltiplicare il nostro impatto nel mondo. Siria, Libano e Afghanistan ed altre crisi nel Mediterraneo ed in Africa sono un esempio della “pace che non c’è”. In Siria lavoriamo da dieci anni, da quando è iniziata la guerra. In Libano abbiamo garantito la sicurezza e la dignità dei rifugiati. Da allora però non è cambiato molto per queste famiglie. È necessario un intervento che tenga conto della complessità che questi popoli stanno vivendo e che unisca le risorse che le Organizzazioni della società civile sanno mobilitare con quelle delle istituzioni internazionali” ha dichiarato Marco Chiesara, Presidente di WeWorld.

Contenuti correlati