Salute

Salute di comunità. Una sfida che parte dall' Aspromonte

6 Ottobre Ott 2021 1242 06 ottobre 2021

Il percorso Benessere di Comunità, per la sua strutturazione ed efficacia potrebbe diventare un progetto pilota per l’ intera area dell’ ambito di Villa San Giovanni, al quale il Comune di Santo Stefano afferisce, «si sta ragionando insieme, Istituzioni e le componenti del progetto, con a fianco il Forum del Terzo Settore e Legacoop Calabria, - commenta Nadia Denisi - visti i risultati progettuali, puntando alla rilevazione di bisogni espressi e inespressi, attraverso un test già attivo su scala nazionale e internazionale, per replicare il percorso in altre aree interne, territori fragili, distanti dai grandi centri principali in cui sono in atto processi di marginalizzazione».

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Il percorso Benessere di Comunità, per la sua strutturazione ed efficacia potrebbe diventare un progetto pilota per l’ intera area dell’ ambito di Villa San Giovanni, al quale il Comune di Santo Stefano afferisce, «si sta ragionando insieme, Istituzioni e le componenti del progetto, con a fianco il Forum del Terzo Settore e Legacoop Calabria, - commenta Nadia Denisi - visti i risultati progettuali, puntando alla rilevazione di bisogni espressi e inespressi, attraverso un test già attivo su scala nazionale e internazionale, per replicare il percorso in altre aree interne, territori fragili, distanti dai grandi centri principali in cui sono in atto processi di marginalizzazione».

«Limitare lo spopolamento favorendo l’invecchiamento attivo della popolazione attraverso la creazione di una rete di assistenza domiciliare e di servizi territoriali che evitino l’ospedalizzazione delle persone con fragilità, con un risparmio in termini di posti occupati nelle strutture ospedaliere e di spese per la sanità».

Ce lo racconta con orgoglio, Nadia Denisi, presidente della Res- Omnia cooperativa sociale, quando le chiedo di parlarci del percorso di co-progettazione Benessere di Comunità che le vede capofila, con il Comune di Santo Stefano in Aspromonte (Reggio Calabria) insieme ad un partenariato nazionale e territoriale che parla la lingua del Terzo settore e del volontariato.

Una cooperativa tutta al femminile, la Res – Omnia, costituita nel 2012 da cinque socie e che conta, oggi, dodici dipendenti e sette consulenti esterni «Siamo nate con la mission della promozione dello stato di benessere del singolo e della comunità, – racconta la presidente - partendo dai bisogni individuali e collettivi abbiamo da sempre perseguito le finalità statutarie puntando sulla forza e la dignità delle relazioni, del lavoro sociale, educativo e di cura».

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, fattori socio economici e stili di vita incidono sulla salute delle persone: per il 40-50% sono determinanti le condizioni di ambiente di vita e di lavoro, mentre la influenzano per il 20-33% l’ eredità genetica e il rimanente 10-15% è imputabile ai servizi sanitari.

Ed è anche facendo riferimento a questi parametri che Benessere di Comunità, progetto nato sulla scia delle azioni socio-sanitarie portate avanti dalla Res-Omnia dal 2015, agisce sull’ intera popolazione del comune aspromontano: «Ci siamo attivati non solo con la formazione e l’ informazione di salute e di stili di vita sani per gli adulti, ma siamo partiti dalle scuole dell’ Infanzia e Primarie, dall’ educazione alimentare passando per le passeggiate di salute nel nostro bell’ Aspromonte, senza trascurare il monitoraggio dei parametri vitali delle persone anziane e l’ assistenza infermieristica continuativa e individualizzata».

Grazie a questo percorso, condiviso con il presidio della Croce Rossa Vallata del Gallico, l’ Associazione Nazionale Infermieri di Famiglia e di Comunità (ANIFeC), le “sentinelle della salute” volontari attivi della comunità, insieme alle quali si è in grado di garantire l’equità degli interventi; il Forum terzo settore Calabria, Legacoop Calabria, con la supervisione del Medico di Medicina generale, unico presidio sanitario sul posto, (il Grande Ospedale metropolitano dista 45 minuti di macchina da percorrere su strada di montagna- ndr) sono stati effettuati 2.184 gli accessi totali su una popolazione di 1.172 residenti.

Benessere di Comunità a Scuola

Nel 2021, secondo l’ elaborazione del dato ISTAT, il comune di Santo Stefano in Aspromonte segna un indice di vecchiaia pari a 235,8 anziani ogni 100 giovani.

«Il risultato delle azioni sociali è stato – racconta ancora la presidente Denisi - che c’ è stata una diminuzione di ricoveri e lunghe degenze in ospedale; la continuità assistenziale post ospedaliera ha alleggerito il carico del MMG, contribuendo indirettamente all’aumento del capitale sociale e a creare la messa a sistema dei servizi e delle realtà territoriali»

Il percorso Benessere di Comunità, per la sua strutturazione ed efficacia potrebbe diventare un progetto pilota per l’ intera area dell’ ambito di Villa San Giovanni, al quale il Comune di Santo Stefano afferisce, «si sta ragionando insieme, Istituzioni e le componenti del progetto, con a fianco il Forum del Terzo Settore e Legacoop Calabria, - commenta Nadia Denisi - visti i risultati progettuali, puntando alla rilevazione di bisogni espressi e inespressi, attraverso un test già attivo su scala nazionale e internazionale, per replicare il percorso in altre aree interne, territori fragili, distanti dai grandi centri principali in cui sono in atto processi di marginalizzazione».

Intanto Benessere di comunità è già in calendario, per il prossimo 12 ottobre, tra gli eventi del Festival dello Sviluppo Sostenibile promosso da AsVIS, quale esempio di buona prassi che arriva dalla Calabria e che tiene conto di tre Goal dell’ Agenda 2030: salute e benessere (3), ridurre le disuguaglianze (10), città e comunità sostenibili (11).

«L’ obiettivo più importante è la realizzare un reale stato di benessere di salute globale della persona – mi dice chiudendo il suo racconto Nadia Denisi - dandoci una prospettiva ecologica della salute grazie alle sinergie che abbiamo studiato e messo in campo, promuovendo una medicina pro-attiva che attraverso un processo di engagement e poi di empowerment grazie al quale la persona viene coinvolta e resa consapevolmente protagonista e responsabile delle scelte di salute e di cura».

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