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Terzo settore

Nasce la Fondazione Amesci per potenziare le iniziative che guardano al futuro

15 Ottobre Ott 2021 1903 15 ottobre 2021
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In occasione del 25°anniversario il presidente di Amesci annuncia la nascita del nuovo soggetto e l’avvio di un progetto interamente dedicato a giovani e università. «La costante tensione al cambiamento rappresenta un fattore strategico, anche per un’organizzazione sociale come la nostra, affinché le sfide siano sempre contemporanee, adeguate ai tempi e ai mutati bisogni delle nuove generazioni» spiega il presidente e fondatore, Enrico Maria Borrelli

L’Amesci, Associazione Mediterranea per la promozione e lo sviluppo del Servizio Civile, in occasione dei suoi 25 anni di attività dà vita ad una Fondazione. Lo scopo è quello di potenziare le iniziative in favore dei giovani, mettendo a frutto la lunga esperienza maturata come associazione nazionale di promozione sociale, con un’attenzione particolare al coinvolgimento anche delle imprese private, oltre che del Terzo settore e delle istituzioni, che sempre più si aprono alla responsabilità sociale e ambientale per meglio rispondere agli obiettivi di sviluppo sostenibile indicati dall’agenda 2030 dell’Onu. Partecipazione ed empowerment restano il focus della mission.
Nata il 26 settembre 1996 a Napoli da un gruppo di giovani volontari impegnati sui temi della pace e dell’obiezione di coscienza, Amesci si è immediatamente affermata nel panorama nazionale ed internazionale per il suo costante impegno di promozione sociale e culturale, nei territori e presso le istituzioni, che può riassumersi in poche ma significative cifre: 3 sedi operative in Italia (Napoli, Roma e Padova) e una a Bruxelles; 1.451 progetti realizzati in Italia e in 45 Paesi esteri; 2.039 sedi di progetto; 776 Tutor di progetto attivi; 1.129 partner (480 organizzazioni del terzo settore, 642 enti pubblici e 6 università); 27.151 giovani coinvolti nei progetti per un totale di 38 milioni di ore di impegno sociale in favore delle comunità locali e dei più fragili; più di 1 milione di visite annuali al sito istituzionale ed una community online che coinvolge circa 500mila persone; ad oggi 147 milioni di euro di contributi, pubblici e privati, assegnati ai giovani.

In occasione di questo anniversario, inoltre, Amesci rinnova anche l’immagine e affida al nuovo logo la comunicazione dei valori che ispirano la mission: giovani, partecipazione, empowerment e comunità. La ‘M’ simbolo della cultura mediterranea, presente in tutte le precedenti edizioni, resta un elemento di continuità pur nell’evoluzione dello stile e della forma. I codici colore si evolvono, sposando l’effetto aurora più vicino ad uno spirito di pace contemporaneo e giovanile, per comunicare un concetto di fluidità ed adattabilità. Il colore istituzionale è quello che da sempre ha caratterizzato il logo Amesci: il rosso della voglia di fare.

«La costante tensione al cambiamento rappresenta un fattore strategico quando si lavora con i giovani, anche per un’organizzazione sociale come la nostra, affinché le sfide siano sempre contemporanee, adeguate ai tempi e ai mutati bisogni delle nuove generazioni» spiega il presidente e fondatore di Amesci, Enrico Maria Borrelli. «Nel corso di questi anni abbiamo più volte aggiornato la mission, ridefinendo gli obiettivi delle nostre attività ed innovando gli strumenti, insieme ai linguaggi ed alla comunicazione, per mantenere sempre vivo il dialogo con il mondo giovanile. La nostra ambizione più grande non è quella di realizzare attività e progetti per i giovani, quanto piuttosto quella di saperli coinvolgere ed ascoltare, stimolarli all’approfondimento ed al confronto, all’elaborazione condivisa, per prepararli alle responsabilità che sono proprie della vita adulta. I giovani reclamano la possibilità di partecipare attivamente alla vita del Paese e ciò che gli occorre per poterlo fare sono gli stimoli, le opportunità e le competenze adeguate. Noi lavoriamo a questo».

«Il cambiamento richiede scelte e coraggio, e i giovani devono essere pronti a questo, acquisendo quelle capacità trasversali che non sono retorica, ma competenze nuove e sempre più complesse, che aiutano ad essere bravi decisori e ad affrontare un futuro in costante mutamento. È fondamentale investire sull’educazione, ancor prima che sulla formazione, e ripensare ai modelli formativi riconoscendo il valore e l’importanza del tempo. La conoscenza evolve in competenza solo attraverso l’esperienza sul campo e, soprattutto, attraverso il tempo necessario a sperimentare, sedimentare e maturare quelle competenze utili al mercato del lavoro», afferma Borrelli.

Da oltre un anno Amesci sta lavorando intensamente all’implementazione di Younivercity, un progetto finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, interamente dedicato ai giovani ed alle università, che mira a portare all’interno dei percorsi di studi universitari un’innovativa proposta di tirocinio curriculare della durata di 6 mesi, tempo minimo utile ad assicurare la qualità dell’esperienza e l’efficacia del percorso di apprendimento. «Grazie al supporto di un Comitato Tecnico Scientifico altamente qualificato, abbiamo sviluppato un modello sperimentale di tirocinio dove l’esperienza di impegno è utilizzata in chiave formativa ed il processo del progetto diventa elemento didattico» racconta Borrelli. «La motivazione è alla base del processo di apprendimento: l’ambiente progettuale ed in particolare quello della progettazione sociale, è idoneo a stimolarla ed a rendere il giovane partecipe di una causa, favorendo il suo diretto coinvolgimento nelle attività. Quando poi queste attività sono strutturate per avere un’efficacia formativa, anche grazie all’utilizzo di strumenti psicometrici di valutazione e auto-valutazione, il risultato che si raggiunge è un livello di apprendimento maggiore, più consapevole e competente».

Il presidente conclude: «Entro la prossima primavera avremo i risultati della prima sperimentazione condotta su circa 2.000 giovani in tutta Italia e oltre 200 enti pubblici e del Terzo settore. La Fondazione Amesci avrà il compito di sostenere lo sviluppo di Younivercity in tutte le università italiane e di attivare collaborazioni stabili con il mondo delle imprese, perché "ogni cittadino è una risorsa, ma ogni giovane è un investimento"».

In apertura photo by Brooke Cagle on Unsplash

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