Innovazione sociale

Le bio-plastiche che nascono dagli scarti di birra

18 Ottobre Ott 2021 1250 18 ottobre 2021

A Roccavaldina, in provincia di Messina, nasce un polo industriale e di ricerca di stampo “olivettiano” specializzato nella produzione di manufatti in bio-materiali e bio-plastiche innovative generati dalle trebbie di scarto della lavorazione della birra. A dare vita a questo progetto é la Fondazione di Comunità di Messina, in collaborazione con EcosMed e con il Comune di Roccavaldina (ME), in sinergia con Banca IntesaSanPaolo e con il sostegno di Fondazione Con il Sud. Un progetto nel quale potranno trovare occupazione i più fragili del territorio, con un'attenzione particolare alle donne.

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Capannone Di Roccavaldina
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A Roccavaldina, in provincia di Messina, nasce un polo industriale e di ricerca di stampo “olivettiano” specializzato nella produzione di manufatti in bio-materiali e bio-plastiche innovative generati dalle trebbie di scarto della lavorazione della birra. A dare vita a questo progetto é la Fondazione di Comunità di Messina, in collaborazione con EcosMed e con il Comune di Roccavaldina (ME), in sinergia con Banca IntesaSanPaolo e con il sostegno di Fondazione Con il Sud. Un progetto nel quale potranno trovare occupazione i più fragili del territorio, con un'attenzione particolare alle donne.

Ormai la consapevolezza, rispetto all’importanza di evitare ogni spreco è sempre più forte e lo dimostra il fatto che, nel solo 2020, il 54% della popolazione italiana, praticamente più di 1 italiano su 2, ha diminuito o annullato gli sprechi alimentari.

Forse, però, non tutti sanno che l’utilizzo degli scarti possono innescare circuiti virtuosi e di inclusione sociale. Per esempio, grazie alle trebbie di scarto della lavorazione della birra e delle filiere agro-alimentari.

Accade a Roccavaldina, ridente comune in provincia di Messina, dove la Fondazione di Comunità di Messina, in collaborazione con EcosMed e con la locale amministrazione comunale, ha istituito un Fondo per le Aree Interne, dando vita a un polo industriale e di ricerca di stampo “olivettiano” specializzato nella produzione di manufatti in bio-materiali e bio-plastiche innovative, esito di azioni di ricerca e sviluppo sviluppati in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Molecolari e Nanosistemi dell’Università di Venezia e con il suo spin off, Crossing. Polo che nascerà tramite cofinanziamenti in pool da parte della Fondazione di Comunità di Messina, che ha avviato un piano di fundraising, Banca IntesaSanPaolo e con il sostegno di Fondazione Con il Sud.

Un’intuizione che ha permesso di generare un progetto che parte da lontano.

«La Fondazione ha sostenuto nel tempo il Birrificio Messina – spiega Giacomo Pinaffo, project manager della Fondazione di Comunità di Messina - supportando i lavoratori nella creazione della cooperativa e realizzando il piano di investimento. Li ha seguiti anche per il piano di sostenibilità, rendendo questa storico storica produzione siciliana più efficiente dal punto di vista energetico e ambientale. Si è, quindi, ragionato sulla possibilità di riutilizzare e valorizzare gli scarti della produzione della birra, le trebbie, che sino a ieri venivano considerate un rifiuto».

Progetto che in prima battuta riqualificherà gli spazi dove sorgerà l’ attività produttiva di bioplastiche. Si è, infatti, chiesto al Comune di Roccavaldina l’acquisizione di alcuni capannoni industriali abbandonati che rinasceranno a nuova vita grazie a interventi inusuali.

«Anche qui ne approfitteremo per valorizzare Roccavaldina con un’attività nella quale saranno coinvolti degli artisti che trasformeranno i gusci esterni in cemento in un’opera di land art di respiro internazionale. Una volta riqualificato il luogo, partiranno le azioni di ricerca, formazione e trasferimento tecnologico, promuovendo al contempo lo sviluppo di economie sociali e solidali».

Senza dimenticare in tutto questo percorso la fase più importante che è quella dell'inclusione sociale e lavorativa che interesserà persone fragili, in modo particolare donne, del territorio che si potranno sperimentare nella fase produttiva.

«Le imprese del polo industriale, a partire da EcosMed, destineranno parte degli utili per finanziare politiche educative, di empowerment del territorio e azioni di ricerca e sviluppo, sperimentando anche b una parte di produzione magari in quantità ridotta, non industriale, ma di particolare pregio e fattura».

Avanzati e concreti anche i contatti con un settore che di uso di plastica ne fa in grandi quantità.

Parliamo dell'industria del giocattolo, la Kids & Toys Design, che sta riflettendo sui processi che coinvolgono le imprese di giocattoli interessate a convertirsi a materie più sostenibili. Tutto già in fase molto avanzata. Aspettiamo di definire la parte burocratica con l'ente locale, poi daremo il via a tutto.

Giocando si impara, direbbe qualcuno, ma anche il gioco, new entry di questo progetto, in quanto rivolto alle fasce di popolazione più giovane che dovrà crescere con una sensibilità diversa dal passato, può e deve essere la strada da percorrere per farci riflettere su come e quanto oggi nulla può e deve essere buttato via, come e quanto ogni cosa attorno a noi può trasformarsi e diventare elemento virtuoso in grado di cambiare in meglio la qualità della nostra vita.

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