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Fondi europei: un'occasione storica per il Terzo settore

20 Ottobre Ott 2021 1500 20 ottobre 2021
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«Nel contesto attuale le risorse messe in campo dall’Unione Europea, anche nell’ottica del Pnrr, oltre ad essere davvero ingenti hanno una finalità unica: costruire soluzioni sistemiche», sottolinea Laura Orestano ceo di SocialFare

Pnrr e Programmazione Europea 2021-27. Due diciture dietro cui si nascondono tantissime risorse e uno sguardo al futuro. «Basta pensare che sulla verticalità della inclusione e coesione sociale sono stanziati mille miliardi per capirne la portata», sottolinea Laura Orestano, Ceo di SocialFare, il Centro di Torino per l’Innovazione Sociale. «Gli enti del Terzo settore non possono perdere questa occasione storica. Ma per farlo serve know how, conoscere un nuovo linguaggio e i nuovi strumenti». L’intervista


Laura Orestano

Qual è l’importanza dei fondi europei oggi?
I fondi europei, nel contesto attuale, sono fondamentali perché danno un indirizzo politico di scelta e una quantità di risorse mai vista prima. In più sull’asse “inclusione e coesione sociale” ci sono circa mille miliardi resi disponibili. Significa che c’è la possibilità di innovare e non solo continuare a finanziare l’esistente.

Che tema è quello dell’innovazione per gli enti non profit?
È un tema trasversale, e sarà sempre più importante. Parlando di innovazione sostenibile parliamo di una chance per fare la differenza anche in termini di aggiudicazioni dei bandi.

Che criticità vive il non profit italiano nell’intercettare questi fondi?
Il Terzo settore italiano ha una fatica importante che è la padronanza di un nuovo linguaggio e nuovi strumenti. Non dico che non si conoscano, ma che si devono esercitare all’interno di un contesto che li metta a sistema anche con partenariati più ampi e che li porti ad essere in effetti delle soluzioni sistemiche. Per farlo non c’è bisogno di conoscere solo il proprio pezzetto ma avere una visione d’insieme e mettere in comune un disegno con un linguaggio e degli strumenti riconosciuti a livello europeo. Serve uno sforzo di conoscenza.

Su questa difficoltà che cosa proponete?
L’idea di SocialFare è quella di provare a rispondere a questa esigenza: il fine non è quello di ottenere semplicemente dei fondi ma agire il cambiamento attraverso queste grandi risorse che possano supportare la trasformazione a medio e lungo termine. Aiutare le organizzazioni nel superare l’idea del progettificio in favore di una visione di sviluppo.

Come?
Abbiamo costruito NextItaly un nuovo modello di intervento, promosso in collaborazione con VVA (società di progettazione europea), finalizzato a supportare ed accelerare gli Enti del Terzo Settore nella partecipazione e accesso ai fondi europei nella prossima programmazione 2021-27 e al PNRR.

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