Inclusione sociale

La Fibra che genera inclusione

21 Ottobre Ott 2021 1002 21 ottobre 2021

Si chiama “Fibra Etica – tessuto sociale, inclusivo e sostenibile ” il progetto sostenuto dal Fondo di Beneficenza Intesa Sanpaolo che vuole promuovere l’acquisizione di competenze nell’ambito della sartoria e l’occupabilità di donne con fragilità. A Catanzaro, Reggio Calabria e Palermo le 10 donne alle quali è stato dedicato un percorso formativo focalizzato sulle tecniche sartoriali e su quelle legate all'autoimprenditorialità, al fine di aiutarle a spendere sul mercato del lavoro le competenze acquisite

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La Sartoria Di Fibra Etica
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Si chiama “Fibra Etica – tessuto sociale, inclusivo e sostenibile ” il progetto sostenuto dal Fondo di Beneficenza Intesa Sanpaolo che vuole promuovere l’acquisizione di competenze nell’ambito della sartoria e l’occupabilità di donne con fragilità. A Catanzaro, Reggio Calabria e Palermo le 10 donne alle quali è stato dedicato un percorso formativo focalizzato sulle tecniche sartoriali e su quelle legate all'autoimprenditorialità, al fine di aiutarle a spendere sul mercato del lavoro le competenze acquisite

Quando la sinergia è reale diventa concretezza, generando buone prassi e circuiti virtuosi. È il caso di “Fibra Etica – tessuto sociale, inclusivo e sostenibile ”, progetto sostenuto dal Fondo di Beneficenza Intesa Sanpaolo, il cui obiettivo è promuovere l’acquisizione di competenze nell’ambito della sartoria e l’occupabilità di donne con fragilità. Sensibilizzando al contempo le comunità coinvolte, in questo caso Catanzaro, Reggio Calabria e Palermo, sul tema della moda etica e sostenibile. Partner del progetto, che ha come capofila MEET Project, sono le cooperative sociali "Soleinsieme" di Reggio Calabria e "Al Revès" di Palermo.

Dieci in tutto le beneficiarie dell’intervento (3 a Catanzaro, 3 a Reggio Calabria e 4 a Palermo) che, attraverso un percorso formativo focalizzato sulle tecniche sartoriali e sull'autoimprenditorialità, hanno potuto acquisire competenze spendibili sul mercato del lavoro e svolgere un'esperienza di training “on the job” della durata di 6 mesi per consolidare le loro abilità e migliorare la loro occupabilità.

Un percorso che va ancora oltre, dal momento che “Fibra Etica” intende anche stimolare riflessioni critiche sul settore tessile in termini di abitudini di consumo e processo produttivo altamente impattante sull'ambiente. Per questo motivo sono stati previsti momenti di sensibilizzazione finalizzati ad accrescere la consapevolezza delle comunità coinvolte sul tema della moda etica, sia dal punto di vista dell'impiego di manodopera regolarmente contrattualizzata, sia sulle azioni concrete per promuovere una filiera tessile sostenibile.

Alle 15.30 di sabato 6 novembre al Cre. Zi.Plus, ai Cantieri Culturali della Zisa, spazio in cui la Città di Palermo si confronta e sperimenta un modo nuovo, inclusivo, di fare rigenerazione urbana e intercultura, sarà lanciato il marchio etico "Fibra Etica", con il quale i partner commercializzeranno i prodotti etici e sostenibili realizzati da loro stessi e dalle altre realtà che ne condivideranno le finalità.

Il progetto rappresenta, inoltre, un importante segnale della capacità di collaborare di chi opera nel sociale, in particolare quando, a causa della pandemia, le distanze sembrano essere diventate ancora maggiori. “Fibra Etica” è la dimostrazione che da una semplice idea, dall’esigenza di mettere a frutto capacità e opportunità può nascere un progetto, un’iniziativa destinata a durare e allargarsi in un settore che, nella transizione ecologica, gioca un ruolo rilevante.

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