Platform Economy

Lavoro digitale non fa rima con lavoro precario

26 Ottobre Ott 2021 1124 26 ottobre 2021

Spesso si attribuiscono alla piattaforma condizioni di lavoro frammentato, scarsamente retribuito, senza diritti e protezioni sociali. I dispositivi tecnici invece incorporano un modello di organizzazione sociale ed è a questo che bisogna guardare. Come nel caso americano di Handy, piattaforma che aggrega migliaia di lavoratori a chiamata

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Spesso si attribuiscono alla piattaforma condizioni di lavoro frammentato, scarsamente retribuito, senza diritti e protezioni sociali. I dispositivi tecnici invece incorporano un modello di organizzazione sociale ed è a questo che bisogna guardare. Come nel caso americano di Handy, piattaforma che aggrega migliaia di lavoratori a chiamata

Le piattaforme di lavoro digitale sono diventate il simbolo del nuovo lavoro precario: offrono lavoro frammentato, scarsamente retribuito, senza diritti e protezioni sociali e i lavoratori faticano a organizzarsi in forme collettive per ottenere una migliore qualità del lavoro.

Ivana Pais

Bisogna però fare attenzione: spesso si attribuiscono queste condizioni di lavoro alla piattaforma, come se dipendessero dalla tecnologia. I dispositivi tecnici invece incorporano un modello di organizzazione sociale ed è a questo che bisogna guardare.

Il caso dei lavoratori domestici negli Stati Uniti mostra con chiarezza la differenza. Si tratta di più di due milioni di persone, prevalentemente donne e appartenenti a minoranze etniche, che non hanno accesso alle forme più elementari di protezione sociale. Questa discriminazione risale al 1935, quando i lavoratori domestici furono esclusi dal National Labor Relations Act, perdendo così ogni diritto, tra cui quello di organizzarsi.

L’introduzione delle piattaforme digitali — associata in generale a processi di isolamento dei lavoratori e rafforzamento dell’individualizzazione dei rapporti — per i lavoratori domestici ha rappresentato un’occasione inedita di riaggregazione. La National Domestic Workers Alliance ha avviato un processo di negoziazione durato due anni con Handy, piattaforma che aggrega migliaia di lavoratori a chiamata e ha ottenuto un accordo che prevede: paga oraria minima di 15 dollari all’ora, 20 giorni di permesso retribuito all’anno per chi lavora 40 ore a settimana, un’assicurazione contro gli incidenti e una procedura formale per la gestione dei conflitti. L’accordo è valido proprio in tre Stati — Kentucky, Florida e Indiana — da cui provengono i membri del Congresso che più hanno osteggiato l’inclusione dei lavoratori domestici nel National Labor Relations Act e dall’Occupational Safety and Health Act.

Una storia di successo che resta eccezionale ma che mostra l’efficacia di un ribaltamento della prospettiva da parte di chi ha saputo usare lo spazio digitale per creare legami tra persone fino a quel momento isolate.


Foto di BECOSAN da Pexels

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