Fabiana Dadone
Il caso

Il Servizio Civile da 5 mesi senza direttore

9 Novembre Nov 2021 1449 09 novembre 2021
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Dalle dimissioni di Titti Postiglione del 16 giugno 2021 non è stato individuato ancora il nuovo coordinatore. Una vacatio che rischia di fate molto male al servizio civile universale di fronte a cui il ministro Dadone continua a latitare

Sono ormai cinque mesi che Ufficio per il Servizio Civile Universale all’interno del Dipartimento per le Politiche giovanili e il Scu stesso manca di un coordinatore. Cioè da quando Titti Postiglione ha dato le dimissioni il 16 giugno 2021.

Con cadenza settimanale Vita.it chiede conto di questa assenza parlando con il Ministero sentendosi rispondere sempre la stessa cosa: «non ci sono novità».

Questa vacatio però è tutto tranne che indenne. Il coordinatore mancante infatti viene sostituito da una facente funzione. La quale però deve costantemente relazionarsi con il Capo Dipartimento, che naturalmente ha tante cose da fare. Il primo effetto immediato è un allungamento dei tempi che intercorrono tra l’istruttoria, l’esame della stessa e la decisione. Quindi abbiamo un rallentamento del processo decisionale quando la rete invece necessiterebbe di più rapidità.

Un esempio? Sono uscite le pre-graduatorie con l’attribuzione di punteggio ai progetti. Il Dipartimento le ha pubblicate il 29 di ottobre chiedendo le richieste di rivalutazione da parte delle organizzazioni entro il 15 novembre. Il file con i punteggi però non viene reso disponibile sul sito fino al 2 novembre in serata. Il 4 gli enti chiedono di recuperare i giorni persi per questo disguido spostando la dead line al 17. Siamo al 9 e non risultano risposte da parte del Dipartimento. Una volta questo tipo di dinamiche venivano risolte in una giornata.

C’è poi un altro possibile problema che riguarda il profilo della persona che andrà a svolgere l’incarico. Ci sono state solo due persone, dal 1998 ad oggi, che hanno svolto quell’incarico. Uno è Raffaele De Cicco, fino al 2016 e l’altra è Titti Postiglione dal 2017 al 2021. Entrambi avevano due elementi in comune: erano funzionari pubblici di prima e seconda fascia e conoscevano dall’interno la materia. De Cicco aveva contribuito a costruire l’Ufficio Nazionale del Servizio Civile, la Postiglione era stata per un anno responsabile della Comunicazione al Servizio Civile. Oggi, con l’interpello di luglio per la ricerca del sostituito, sappiamo che non c’è alcun riferimento al fatto che il direttore debba conoscere la normativa e l’attuazione di servizio civile. In una situazione così sfilacciata l’arrivo di qualcuno che non conosce la materia sarebbe un disastro.

Il concorrere di tutte queste situazioni (ricapitolandole: la lungaggine per trovare un coordinatore, il rallentamento delle operazioni dell’Ufficio, la figura che si cerca per quel ruolo) fa sorgere diverse domande. Che senso avrebbe trovare un direttore che non conosce la materia? Che tipo di strategia sta attuando e che orizzonti immagina la Ministro per le politiche giovanili, Fabiana Dadone, per il Servizio Civile Universale?

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