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Tech e impatto sociale, il driver per lo sviluppo sostenibile degli ecosistemi dell’innovazione

19 Novembre Nov 2021 1536 19 novembre 2021
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Il Social Innovation Campus 2022 in MIND investe sui giovani per costruire insieme nuove soluzioni per le città del futuro, innovative, inclusive e sostenibili. “Social Tech per le Comunità del futuro” il tema su cui si confronteranno, il 9 e il 10 febbraio, studenti, cooperatori, terzo settore, aziende, finanza, università, ricerca e istituzioni

Il piano per la ripartenza ha bisogno di collaborazione tra le comunità, cooperazione, coesione sociale e territoriale. Gli ecosistemi dell’innovazione sono rafforzati dalla presenza di imprese sociali capaci di coniugare nuove tecnologie, sostenibilità e inclusione. Grazie alle risorse economiche disponibili è fondamentale sostenere la nascita di start up innovative a impatto sociale; accelerare l’accesso alla digitalizzazione, alle competenze manageriali e alla finanza per cooperazione e terzo settore; dar vita a nuove partnership profit e non profit.

La terza edizione del Social Innovation Campus chiederà ai giovani di lavorare e costruire proposte sul tema del social tech come elemento di rilancio per comunità e territori sostenibili e solidali. Visibilità e protagonismo alle cooperative e start up sociali che già usano le tecnologie e che avranno la possibilità di partecipare ad un contest dedicato con premi e servizi per supportarli in processi di innovazione. Obiettivo dei partner del Campus: dare strumenti di co-progettazione e fare scouting di progetti concreti e nuove imprese a impatto sociale da sperimentare in MIND quale ecosistema e prototipo delle città del futuro.

«È particolarmente importante che nel PNRR si riconosca la dimensione produttiva e creatrice di valore del Terzo Settore. In particolare, dobbiamo iniziare a farci la seguente domanda: quando un giovane pensa a una startup, perché non pensa a una startup in forma cooperativa? I giovani oggi hanno strutturalmente un orientamento a un modello congiunto di valore economico e di creazione di valore sociale. Se cominciassimo a considerare le 20.000 organizzazione dell'economia sociale produttiva come un grande incubatore diffuso di nuova impresa per i giovani, otterremo con il PNRR il duplice obiettivo di costruire un modello di welfare trasformato e di dare una risposta a un bisogno di senso e proposito che i giovani esprimono attraverso le idee imprenditoriali», spiega Mario Calderini, Prof. ordinario alla School of Management del Politecnico di Milano, Presidente del Comitato Scientifico del Social Innovation Campus.

Il Social Innovation Campus 2022 si svolgerà il 9 e 10 febbraio e offrirà un ricco programma culturale fatto di: un hackathon dedicato a classi degli ultimi anni delle superiori, workshop tematici, lectio magistralis e talk con ospiti ed esperti internazionali; contest per cooperative e start up social tech; laboratori tematici su scienza, tecnologia, economia circolare, Agenda2030, orientamento soft skills dedicati agli studenti delle scuole secondarie di II grado, percorsi IFTS, ITS e universitari.

È previsto un format ibrido con iniziative in streaming e online e con eventi in presenza in MIND. La scorsa edizione aveva riscontrato un grande successo con 6000 partecipanti di cui 3000 studenti delle superiori e universitari coinvolti in laboratori e attività di co-progettazione specifiche.

A condurre l’evento di lancio oggi presso la Social Innovation Academy di MIND, è stato un gruppo di studenti dell’ITE Enrico Tosi di Busto Arsizio, vincitori dell’ultima edizione dell’Hackathon al Campus 2021, alla presenza della rete di 71 fondatori di Fondazione Triulza. In apertura sono intervenuti Massimo Minelli, Presidente di Fondazione Triulza; Stefano Bolognini, Assessore allo Sviluppo Città metropolitana e Giovani della Regione Lombardia, Mario Calderini, Professore ordinario alla School of Management del Politecnico di Milano e Presidente del Comitato Scientifico del Social Innovation Campus.

Tra i temi che i partner porteranno alla terza edizione del Campus vi sono percorsi di capacity building per cooperative e start up social tech, big data e intelligenza artificiale per la prevenzione e la salute, nuove competenze e professioni del futuro. Ne hanno discusso: Mauro Lusetti, Presidente dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, Sabrina Boifava, UniCredit StartLab Team, Giuseppe Venier, Amministratore Delegato di Umana.

«Appuntamenti come il Social Innovation Campus sono fondamentali per dare stimoli e opportunità alle nostre cooperative ogni giorno alle prese con le sfide dell’innovazione. Valorizzare i giovani, aprirsi alla co-progettazione sono passaggi fondamentali per costruire insieme un mercato più sostenibile ed una società più equa, interpretando al meglio questa fase di ripartenza per noi e per tutto il Paese», ha spiegato Lusetti, spiegando il progetto di capacity building e trasferimento tecnologico Social Tech promosso da Fondazione Triulza in partnership con Fondo Sviluppo-Confcooperative, Coopfond-Legacoop e General Fond-AGCI per supportare le realtà cooperative e le start up sociali con idee e progetti innovativi e tecnologici. (clicca qui)

Sulle sfide su cui si confronteranno i giovani che parteciperanno all’Hackathon del Campus hanno dato un loro contributo invece gli stakeholder MIND: Roberto Crugnola, neo Amministratore Delegato dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi; Marica Nobile, Institutional Relations and Public Affairs Manager di Human Technopole; Silvia Piacentini, Direttore Tecnico di Arexpo; Ferdinando Ferrari Bravo Development Director Lendlease.


Le cooperative, le startup sociali e le startup innovative con vocazione sociale (iscritte all’apposito registro d’imprese) interessate a partecipare ad uno dei due percorsi Social Tech possono già contattare Fondazione Triulza alla mail marketing@fondazionetriulza.org.

Per prenotare: www.fondazionetriulza.org / www.sicampus.org.

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