Opinioni

De Rita: «Bisogna far politica non sull'opinione ma sulla realtà»

29 Novembre Nov 2021 1849 29 novembre 2021

In occasione della XXIX° Conferenza “Etica ed Economia” organizzata da Nemetria dal titolo “Pensare il futuro dell’Italia dopo la Pandemia”, Giuseppe De Rita, Presidente Censis e Presidente Nemetria ha fatto un invito interessante alla politica: Si vive in una situazione di irrazionalità dove non si crede più negli investimenti sociali o nella scuola come istituto promotore di una società diversa e meno ineguale. Non possiamo permetterci più che gli interventi pubblici vadano verso interventi dettati dall’opinione»

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In occasione della XXIX° Conferenza “Etica ed Economia” organizzata da Nemetria dal titolo “Pensare il futuro dell’Italia dopo la Pandemia”, Giuseppe De Rita, Presidente Censis e Presidente Nemetria ha fatto un invito interessante alla politica: Si vive in una situazione di irrazionalità dove non si crede più negli investimenti sociali o nella scuola come istituto promotore di una società diversa e meno ineguale. Non possiamo permetterci più che gli interventi pubblici vadano verso interventi dettati dall’opinione»

In occasione della XXIX° Conferenza “Etica ed Economia” organizzata da Nemetria dal titolo “Pensare il futuro dell’Italia dopo la Pandemia”, Giuseppe De Rita, Presidente Censis e Presidente Nemetria ha offerto il suo punto di vista sul futuro del Paese.

L’Italia dopo la pandemia ha due modi di essere: quello dell’opinione e quello della struttura. L’italiano medio è troppo prigioniero della logica dell’opinione perché manca un’informazione reale. Si vive in una situazione di irrazionalità dove non si crede più negli investimenti sociali o nella scuola come istituto promotore di una società diversa e meno ineguale. Non si crede più negli investimenti pubblici come meccanismi di modernità, soprattutto quelli sociali. Oggi per uscire dall’economia dell’opinione occorre far affidamento sulle risorse strutturali. Si deve guardare alla dimensione economica che forse appare più fredda e si presta poco alle opinioni. Noi usciamo dalla pandemia con struttura Paese più complessa di quanto pensavamo. La pandemia ha legittimato da una parte l’economia sommersa. Allo stesso tempo abbiamo scoperto che la nostra capacità di export è stata molto forte grazie alla presenza di piccole e medie imprese con un proprio brand, stile e mercato. Abbiamo gestito la globalizzazione con le filiere di lungo raggio, eravamo presenti in tutto il mondo con meccanismi di filiera. Oggi siamo meno fragili in termini competitivi e questo va gestito. Non possiamo permetterci più che gli interventi pubblici vadano verso interventi dettati dall’opinione. Dobbiamo imparare a fare politica non sull’opinione, ma sulla realtà concreta”.