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Così si aggirano i divieti alla pubblicità dell'azzardo del Decreto Dignità del 2018

30 Novembre Nov 2021 1532 30 novembre 2021

Va avanti da troppo tempo, infatti, questa diffusa pratica delle società bet di pubblicizzare, con i propri marchi, siti informativi o di giochi generici che in qualche modo richiamano o indirizzano, indirettamente o meno, verso i più pericolosi siti di gioco d'azzardo. Sul tema della pericolosità del gioco d'azzardo, infine, quasi nessun segnale arriva ormai più da parte del Governo, sul quale anzi pende una richiesta di chiarimenti da parte di alcuni senatori per la recente nomina del sottosegretario Federico Freni al Ministerio per l'economia e le finanze, con delega al gioco

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Schermata 2021 11 30 Alle 15
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Va avanti da troppo tempo, infatti, questa diffusa pratica delle società bet di pubblicizzare, con i propri marchi, siti informativi o di giochi generici che in qualche modo richiamano o indirizzano, indirettamente o meno, verso i più pericolosi siti di gioco d'azzardo. Sul tema della pericolosità del gioco d'azzardo, infine, quasi nessun segnale arriva ormai più da parte del Governo, sul quale anzi pende una richiesta di chiarimenti da parte di alcuni senatori per la recente nomina del sottosegretario Federico Freni al Ministerio per l'economia e le finanze, con delega al gioco

Da un po' di tempo impazza sulle reti televisive un spot della società di scommesse Bwin Italia che pubblicizza un sito web "giocodigitale.game", una "piattaforma di giochi for free di azione, simulazione, corse, da tavolo, arcade, rompicapo e trivial".

La stessa società di scommesse gestisce altro sito web dall'indirizzo analogo - "giocodigitale.it" - sul quale è possibile effettuare ogni tipo di gioco d'azzardo on line a pagamento. Si tratta, a mio avviso, di un aggiramento del divieto di pubblicità del gioco d'azzardo previsto dal Decreto Dignità del 2018, sul quale l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazione dovrebbe porre la sua attenzione.

Va avanti da troppo tempo, infatti, questa diffusa pratica delle società bet di pubblicizzare, con i propri marchi, siti informativi o di giochi generici che in qualche modo richiamano o indirizzano, indirettamente o meno, verso i più pericolosi siti di gioco d'azzardo.

Grave e pericoloso, ai fini dell'incitamento ed assuefazione dei giovani e meno giovani alla pratica delle scommesse, anche il caso del “Corriere dello sport Fun”, un gioco in cui si simulano delle scommesse e, se si indovina, si possono vincere buoni da spendere su Amazon.

Nel caso della recente pubblicità relativa a "giocodigitale.game" il pericolo sembra anche maggiore, in quanto se si digita sul pc semplicemente "giocodigitale" senza l'estensione game, l'utente più sprovveduto si trova piombato direttamente sul sito delle scommesse a pagamento della Bwin.

È evidentemente in corso una potente campagna da parte delle società di gioco d'azzardo, tendente a rilanciare il comparto, che forse ha subito qualche minima perdita di profitti a causa della pandemia.

Di certo non aiuta a limitare i danni che tutto questo provoca alle famiglie ed ai giocatori affetti da DGA, il lancio da parte dell' Agenzia delle Dogane e dei Monopoli dell'App "Gioco Sicuro", che consente di individuare i punti vendita che offrono le diverse tipologie di gioco fisico, dalle slot al bingo, nonchè di verificare gli orari di apertura disposti dalle ordinanze comunali.

Sul tema della pericolosità del gioco d'azzardo, infine, quasi nessun segnale arriva ormai più da parte del Governo, sul quale anzi pende una richiesta di chiarimenti da parte di alcuni senatori (Lannutti, Ortis, Giannuzzi ed altri) per la recente nomina del sottosegretario Federico Freni al Ministerio per l'economia e le finanze, con delega al gioco.

I parlamentari hanno chiesto se “al momento della nomina a sottosegretario e al momento dell’assegnazione della delega al gioco, si fosse a conoscenza delle informazioni sui trascorsi legali dell’avvocato Federico Freni e se per questo sia ravvisabile un conflitto di interessi, in quanto ex partner di avvocati, che si sono occupati e si occupano di tutelare legalmente operatori e società di gioco”. Parlamentari che non si sono ritenuti soddisfatti dalle parole rassicuranti del Ministro e che, anzi, hanno rincarato la dose.

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