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Tanzania, abrogata la legge che impediva alle ragazze madri di studiare

4 Dicembre Dic 2021 1000 04 dicembre 2021
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«La Tanzania cancella una legge ingiusta e torna a mettere al centro il futuro di milioni di donne e bambine», dice Stefania Piccinelli, Direttrice Programmi internazionali di WeWorld. «Grazie a questo intervento finalmente l’accesso alla scuola torna ed essere un diritto di tutti e tutte. Si tratta di un importante passo in avanti per le donne tanzaniane perché avere un'istruzione può davvero cambiare il corso di una vita»

“La Tanzania cancella una legge ingiusta e torna a mettere al centro il futuro di milioni di donne e bambine. Grazie a questo intervento finalmente l’accesso alla scuola torna ed essere un diritto di tutti e tutte. Si tratta di un importante passo in avanti per le donne tanzaniane perché avere un'istruzione può davvero cambiare il corso di una vita”. È questo il commento di Stefania Piccinelli, Direttrice Programmi internazionali di WeWorld - organizzazione impegnata da 50 anni a garantire i diritti di donne, bambine e bambini in 25 Paesi del Mondo – sull’abrogazione della legge che impediva di studiare alle ragazze madri o alle giovani incinta.

La Presidente tanzaniana Samia Suluhu Hassan ha infatti annullato un'ingiustizia che aveva azzerato le prospettive di migliaia di ragazze che vanno a scuola. Nel 2017 il suo predecessore John Magufuli aveva decretato che le studentesse incinte e le madri adolescenti fossero escluse dal sistema scolastico, condannando così tantissime giovani ad una vita senza studi.

Anche se negli ultimi anni si sono formalmente adottate diverse politiche per la promozione dell’inclusione scolastica per tutti e tutte, in Tanzania la scarsità di risorse, le barriere infrastrutturali esistenti (mancanza di aule e servizi igienico-sanitari) e soprattutto la penuria di insegnanti qualificati e di materiale didattico insieme alla povertà generalizzata, ostacolano il pieno godimento del diritto all’istruzione per molti minori, in particolare per i più vulnerabili (bambine, disabili, orfani e minori socialmente svantaggiati e vittime di violenza).

In Tanzania oltre 1.3 milioni di bambini di età compresa tra i 6 e i 14 anni non sono iscritti a scuola, più del 70% dei bambini e delle bambine non completa la scuola primaria, 1 bambina su 3 è vittima di violenza sessuale e il 29% delle donne subisce una qualche forma di discriminazione. In un contesto così complesso accogliamo favorevolmente l’abrogazione di questa legge che permetterà a tante donne di tornare sui banchi e riappropriarsi del futuro che meritano.

WeWorld è presente in Tanzania dal 2010. Promuove la qualità e l’accesso all’istruzione per i bambini e le bambine più vulnerabili nelle scuole materne ed elementari nella regione di Dar es Salaam e nel distretto di Ludewa (regione di Njombe). Nel corso degli anni, ha raggiunto più di 63 mila beneficiari, tra i quali minori, donne e disabili. Ha supportato in questi anni 30 scuole primarie tramite interventi di ristrutturazione, costruzione e riabilitazione degli edifici e fornitura di materiale scolastico. L'organizzazione promuove Promuove l’inclusività attraverso la formazione degli insegnanti su metodi d’insegnamento innovativi e l’organizzazione di attività extra-scolastiche per gli studenti, sostiene i bambini e le bambine vittime di abusi tramite assistenza legale, psicologica e medica. Per abbattere le cause dell’abbandono scolastico, sostiene le famiglie degli studenti tramite corsi di formazione sul positive parenting, sull’imprenditorialità e l’attivazione di gruppi di micro-credito.

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