Unità Di Strada Progetto Arca Inverno Con Mascherina 3
Povertà

Homeless a Milano, Unità di Strada all'opera contro il freddo

9 Dicembre Dic 2021 1850 09 dicembre 2021
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Sono un centinaio i volontari di Progetto Arca che a turni nelle sere dal lunedì al venerdì incontrano i senza dimora portando loro un aiuto e un pasto caldo. Nel capoluogo lombardo sono una ventina le associazioni in rete per riuscire a raggiungere tutte le persone che vivono all'addiaccio. Domenica 12 dicembre torna il tradizionale concerto gospel il cui biglietto è una coperta da donare ai senza tetto

Dopo il forzato stop dello scorso anno dovuto alla pandemia domenica 12 dicembre torna il Gospel natalizio di Fondazione Progetto Arca, l’originale “concerto con coperta” è alla sua ottava edizione. La formula scelta dalla Fondazione per il suo concerto di Natale è stata quella di invitare a portare come “biglietto di ingresso” delle coperte (singole, nuove o usate in buono stato) che vengono poi distribuite alle persone senza dimora ospiti delle strutture di accoglienza e incontrate per strada dalle Unità mobili. Un dono indispensabile per chi con il freddo che è ormai giunto anche con i primi fiocchi di neve su Milano, dorme in strada.
«Quando usciamo con le Unità di Strada cerchiamo di avere sempre delle coperte e dei sacchi a pelo da donare alle persone che incontriamo. Per noi è vitale», spiega Alice Giannitrapani, responsabile dei volontari di Progetto Arca. In una casa una coperta può durare anni, ma in strada, per chi dorme sotto i portici del centro «sono oggetti che si usurano molto velocemente. Basta una notte di pioggia per rendere la coperta inutilizzabile» continua Giannitrapani. «Noi abbiamo sempre delle scorte, ma c’è sempre bisogno di una coperta in più».

Sono un centinaio i volontari che fanno capo a Progetto Arca e che escono tutte le sere, dal lunedì al venerdì a turni «il giovedì abbiamo due squadre che coprono le due zone in cui è stato diviso il centro di Milano attorno al Duomo», illustra la responsabile dei volontari. Per coprire tutta le aree della città in modo razionale la ventina di organizzazioni che si occupano dei senza dimora che dormono in strada lavorano in rete «il coordinamento è necessario per non tralasciare nessuno».

Dalle 19 fin quasi a mezzanotte i volontari sono all’opera e non è difficile incontrarli sotto i portici di piazza San Babila o davanti alle eleganti vetrine di corso Vittorio Emanuele, in corso Europa oppure in zona Stazione Centrale, o a Lambrate dove fa tappa il foodtruck che distribuisce i pasti caldi.


Ma come funziona l’opera preziosa di questi volontari?
Ogni sera sono in media una decina: quattro itineranti nell’area assegnata e sei nei pressi della cucina mobile che è stata allestita lo scorso anno a inizio pandemia quando le mense cui facevano riferimento i senza dimora milanesi erano chiuse. «Al di là dell’aiuto concreto che i gruppi delle Uds cercano di dare: un pasto caldo, un sacchetto con la colazione della mattina dopo, un kit igienico e uno di gel e mascherina, sacchi a pelo e coperte, l’opera principale dei volontari è un lavoro relazionale», illustra Alice Giannitrapani.
«Cerchiamo di ricordare sempre che ci sono altre scelte rispetto al dormire in strada, instauriamo un rapporto li indirizziamo al Centro San Martini, ai servizi sociali, cerchiamo di risvegliare in loro la voglia di rimettersi in gioco. Ma c’è sempre uno zoccolo duro, quelli che chiamiamo “gli irriducibili” che non vogliono abbandonare la strada. A Milano sono almeno 300/400 persone che si rifiutano di andare nei dormitori».

Con l’inizio dell’inverno accanto a quelli usuali il Comune attiva con il “Piano freddo” una serie di posti emergenziale in più. «È anche il periodo dell’anno in cui intensifichiamo gli sforzi e l’opera di convincimento. Ma la voglia di mettersi in gioco, di accettare l’aiuto parte da loro. Anche con la campagna vaccinale il dialogo con i volontari è stato importante e infatti, molti senza dimora si sono vaccinati. I volontari sono fondamentali», conclude la responsabile.

Il concerto di domenica 12 dicembre (i 180 posti disponibili sono andati sold out in poche ore), è in programma all’Abbazia di Mirasole e avrà come protagonista il coro multietnico dei SoloSingers che si esibirà in un repertorio di canti gospel e brani natalizi come All I whant for Christmas, I say a little prayer, Feliz Navidad, Oh happy day. L’ensemble ha un’esperienza importante alle spalle come coristi di supporto per Mariah Carey a X-Factor, Laura Pausini per il progetto “Laura Xmas”, Elisa, Antonello Venditti.

Le immagini che illustrano le attività dei volontari di Progetto Arca sono di Daniele Lazzaretto

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