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Solidarietà

Dall'Agenda 2030 alla lotta contro la povertà: l'esempio della "Ugo Foscolo" di Cagliari

22 Dicembre Dic 2021 1442 22 dicembre 2021
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Un'intera scolaresca coinvolta in un'iniziativa di beneficenza a favore del Centro di accoglienza “San Vincenzo” di Cagliari. I soldi consentiranno di offrire un pasto caldo a tante persone in occasione del Natale. Si è partiti dall'approfondimento dei primi due Obiettivi dell'Agenda Onu, per poi calarsi nel territorio in maniera molto concreta. Suor Anna Cogoni: «Sono grata a tutti loro e piacevolmente sorpresa dallo spessore delle loro domande»

Un’intera scolaresca coinvolta in una iniziativa di beneficenza partita dal basso e da lontano. Questa mattina, alla sede centrale della scuola secondaria di primo grado “Ugo Foscolo” di Cagliari, si è svolta la simbolica consegna di una donazione che ha visto coinvolti tutti i suoi 773 alunni. La raccolta è andata a favore del Centro di accoglienza “San Vincenzo” di Cagliari. La co-fondatrice Suor Anna Cogoni si è intrattenuta con ragazzi e docenti in ciascuna classe, rispondendo alle tante domande che le sono state fatte in merito alle molteplici attività di quella che, nel capoluogo sardo, è un’istituzione da tanti anni.

La raccolta dei fondi è partita dalla professoressa Alessandra Usai, insegnante di Lettere, che ha trovato subito sponda nella dirigente scolastica Daniela Montisci, nel corpo docente e nel personale ATA. «I ragazzi – spiega la professoressa Usai – erano mobilitati sin dall’inizio dell’anno scolastico per individuare, insieme ai loro insegnanti, una realtà di volontariato sul territorio che ogni giorno combatte in prima linea il problema della povertà. Ispirati dal lavoro fatto in classe sugli Obiettivi dell’Agenda 2030, in particolare sui primi due che puntano a combattere la povertà e la fame nel mondo, ci siamo calati nel nostro territorio in particolare. La scelta è caduta sul Centro di accoglienza di Suor Anna, con l’obiettivo di raccogliere sufficiente denaro per offrire un pasto caldo a Natale ai meno abbienti accolti dalla Onlus. Al rientro dalle vacanze coinvolgeremo gli alunni degli altri tre plessi della nostra scuola, e sono sicura che anche loro risponderanno in maniera appropriata. Anche se il Natale sarà già superato, quei soldi serviranno a sostenere la causa di un ente che fa tantissimo per il nostro territorio».

La professoressa Alessandra Usai e Suor Anna Cogoni

Suor Anna Cogoni si è detta grata ed entusiasta, «non solo per la raccolta dei fondi, che ci darà una grande mano d’aiuto, ma anche per la pertinenza delle domande degli alunni incontrati oggi: ho visto che dietro c’era un percorso di informazione e sensibilizzazione al sociale, alla realtà in cui i ragazzi vivono, che è importantissimo. Questi alunni hanno preso coscienza di una realtà che in buona parte non conoscevano, ma di cui si sono fatti carico. Le loro domande sono state molto profonde e interessanti, e questo è davvero confortante».

La scatola con la donazione dei 773 alunni

La professoressa Usai ha avviato un lavoro di approfondimento nella classe terza D, e lo stesso hanno fatto gli altri insegnanti. «È fondamentale la conoscenza delle problematiche di livello mondiale, ma poi bisogna trasferire il tutto nel particolare dei luoghi in cui viviamo. Ci siamo chiesti: che cosa possiamo fare, dal punto di vista pratico, per aiutare nel concreto le persone che hanno evidenti difficoltà economiche? La conoscenza non può essere fine a se stessa, ma ci aiuta a capire e interpretare il mondo, e possibilmente a cambiarlo. Ognuno nel suo piccolo. I ragazzi, per non essere soggetti passivi, devono avere un concreto interesse in ciò che fanno. Abbiamo trovato nel Natale una motivazione forte che li ha coinvolti in pieno. Toccare con mano il frutto della loro azione, li ha fatti sentire protagonisti. Non finirà qui: continueremo a impegnarci in successive attività benefiche e a coltivare la responsabilità sociale verso i meno fortunati».

Quando la scuola non è solo istruzione e nozionismo. Il Centro di accoglienza San Vincenzo è nato nel 1987 per affrontare la povertà di molti adolescenti della città, per i quali l'abbandono scolastico era prassi normale e che si trovano in situazioni di sfruttamento, emarginazione e persino prostituzione minorile. Suor Anna è la responsabile del Centro dal 1988. È stata premiata in tante occasioni per la costante attività profusa nell'accoglienza di gestanti e madri con figli derivanti da situazioni di disagio sociale o maltrattamento, di minori in difficoltà familiari, di padri separati in grave difficoltà socio-economiche.

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