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Legge di Bilancio: sia l’occasione per rilanciare la cooperazione allo sviluppo

30 Dicembre Dic 2021 1443 30 dicembre 2021
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Le organizzazioni della società civile rappresentate dalle reti Aoi, Associazione delle Ong Italiane e Cini, Coordinamento Italiano Ngo Internazionali, esprimono soddisfazione per l’approvazione della Legge di Bilancio e il sostegno dei gruppi parlamentari alle tematiche di cooperazione allo sviluppo

La Legge di Bilancio, approdata alla Camera dei deputati dopo il passaggio in Senato, è stata oggi approvata in via definitiva. Un importante passo avanti per la cooperazione internazionale allo sviluppo del nostro Paese, che viene sostenuta con risorse aggiuntive ed alcune innovazioni che permetteranno all’intero sistema una maggiore efficienza.

Più risorse, certamente, con un impegno di maggior sostegno alle Organizzazione della Società Civile, ma anche maggiore trasparenza, grazie all’emendamento a firma PD e ampiamente sostenuto dalle altre forze politiche, che permetterà alle risorse del Ministero dell’Interno conteggiate in Legge di Bilancio come Aiuto Pubblico allo Sviluppo, ma non utilizzate, di essere utilmente e coerentemente reindirizzate verso attività di cooperazione allo sviluppo a valere sul Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

“Si tratta di una proposta da tempo avanzata dal mondo non governativo”, afferma Silvia Stilli, portavoce di AOI, “per fare chiarezza sulla prassi che vede contabilizzati come fondi per l’Aiuto Pubblico italiano anche quelli per l’accoglienza ai rifugiati e richiedenti asilo nei loro primi 12 mesi di permanenza in Italia, risorse - lo ricordiamo - che sono esclusivamente utilizzate sul nostro territorio nazionale”.

I “costi dei rifugiati nel Paese donatore” hanno determinato in modo importante l’andamento dei volumi annuali fino al recente drastico calo, che ha riportato il valore ufficiale dell'APS italiano a livelli decisamente più vicini agli importi che il nostro Paese effettivamente destina ad attività di cooperazione allo sviluppo nei Paesi partner, mostrando di fatto come la spesa per l'accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati sia stata utilizzata per sostenere artificiosamente che l'APS italiano stesse aumentando.

Un buon risultato quindi, a cui ora aspettiamo seguano il rafforzamento dell’interlocuzione nelle fasi che precedono le Leggi di Bilancio future e la definizione di un percorso di incrementi progressivi delle risorse per l’APS che consentano di raggiungere lo 0,50% APS/RNL nel 2027 e lo 0,70% nel 2030 e rispettare così gli impegni che il nostro Paese ha preso in sede internazionale, in linea con quanto proposto dalla Campagna 070, che nel 2022 presenterà, a tal riguardo, una proposta di legge.

L’Aiuto Pubblico allo Sviluppo italiano nel 2020 ha raggiunto appena lo 0,22% in rapporto al Reddito Nazionale Lordo, un dato che pone l’Italia ancora lontana rispetto all’impegno a raggiungere l’obiettivo entro il 2030. “Grazie a questo emendamento”, afferma Raffaele K. Salinari portavoce del CINI, “le somme destinate all’accoglienza ma non impiegate dal Ministero dell’Interno saranno destinate ad attività di cooperazione allo sviluppo nei paesi partner, una grande possibilità per il nostro Paese in direzione del raggiungimento degli obiettivi stabiliti dall’Agenda 2030”.

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